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Tribunale di Roma, il Coa a Mattarella: «Mancano magistrati e personale»

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Il presidente dell'Ordine degli avvocati capitolino, Antonino Galletti, denuncia la grave carenza di organico sia del Tribunale di Roma sia dell’ufficio del Giudice di pace: «Così è Impossibile amministrare la giustizia»
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Nel Tribunale di Roma e negli uffici del Giudice di Pace è emergenza personale. I vuoti della pianta organica arrivano addirittura al settanta per cento delle risorse umane disponibili. Non è difficile immaginare le condizioni in cui versa l’intera macchina della giustizia della capitale, dove si trova il Tribunale più grande d’Italia (uno dei più grandi d’Europa).

La denuncia del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, Antonino Galletti

A denunciare la situazione diventata ormai insostenibile è il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma, Antonino Galletti. I numeri sull’organico della giustizia di primo grado nel circondario – il riferimento è tanto ai giudici quanto al personale amministrativo – scattano una fotografia desolante e al tempo stesso molto preoccupante. La cosa grave, inoltre, è che il problema della carenza di personale, evidenziato già nello scorso febbraio, non è stato affrontato con adeguato pragmatismo. Anzi, tutto è peggiorato a maggio, come rileva il Coa romano.

L’allarme lanciato già con una lettera del 23 febbraio scorso dal  presidente del Tribunale di Roma, Roberto Reali

«Amministrare e ricevere giustizia, nelle condizioni in cui versa il Tribunale di Roma – dice l’avvocato Antonino Galletti -, è praticamente impossibile. I numeri della carenza d’organico nel Tribunale di Roma e dell’ufficio del Giudice di pace hanno ormai superato i livelli di guardia. Occorre evidenziare che a lanciare l’allarme, con una lettera del 23 febbraio scorso al ministero della Giustizia, è stato lo stesso presidente del Tribunale di Roma, Roberto Reali. Al 30 maggio la situazione è addirittura peggiorata». Il riferimento del presidente del Coa capitolino è alla pianta organica dei magistrati. «Ancora oggi – evidenzia Galletti – su un totale di 373 magistrati togati previsti ne sono presenti solo 322, di cui cinque prossimi alla quiescenza e undici al trasferimento. Ancora più grave la situazione per i giudici onorari di Tribunale. Sulla carta ne sono previsti 197, ma ne risultano in servizio solo 102. Praticamente il cinquanta per cento».

Anche i dati del personale amministrativo sono drammatici

L’altra nota dolente riguarda il personale amministrativo. A sciorinare i dati è sempre il presidente del Coa di Roma. «Su 1205 unità in organico – spiega -, ne mancano 403, cui aggiungere 87 dipendenti distaccati o fuori ruolo, con una carenza, dunque, che si attesta attorno al 40%. Discorso simile per i Giudici di pace: dovrebbero essere 210, sono invece 62 con una carenza che in questo caso arriva addirittura al 70%. Quanto al personale amministrativo del Giudice di pace, su 128 dipendenti, ne sono in servizio 87. Come si evince chiaramente, viviamo una situazione drammatica che il Coa Roma ha più volte denunciato in passato, ma che non conosce miglioramenti nonostante gli arrivi per l’Ufficio del processo, che non possono certo sostituire giudici e impiegati».

A marzo 2021 gli avvocati romani lanciarono un appello ai ministri Cartabia e Brunetta

La questione dei buchi nella pianta organica del Tribunale e del Gdp era stata già affrontata in piena pandemia, quando nel marzo del 2021 gli avvocati romani lanciarono un appello ai ministri Cartabia e Brunetta per segnalare la gravità della situazione, senza che, però, venissero offerte soluzioni concrete. «Basti dire – prosegue Galletti – che come Ordine forense forniamo da anni servizi al Tribunale ed al Giudice di pace per sveltire le procedure, ad esempio, per la liquidazione dei compensi da gratuito patrocinio. Ma è chiaro che, quando si parla anche di fortissime scoperture d’organico di giudici, queste si traducono in disservizi per gli utenti e in ultima analisi in denegata giustizia. Inutile lamentarsi dei ritardi della macchina giudiziaria, se poi non c’è chi scrive le sentenze, chi cura le pratiche, chi le archivia. È triste dirlo, ma non possiamo che rivolgerci al governo e, insieme con il presidente del Tribunale, segnalare la gravità della situazione e l’urgenza del problema. O vogliamo ritrovarci di nuovo a gennaio prossimo, come del resto accade in tutte le inaugurazioni dell’anno giudiziario, a piangere tutti insieme sulla mole dell’arretrato e la lentezza del sistema?».

Sulla gravità della situazione che si vive nel Tribunale di Roma sono stati informati anche il Presidente della Repubblica, i ministri della Giustizia e per la Pubblica Amministrazione, il Presidente e i Componenti della Commissione Giustizia del Senato, il Presidente e i Componenti della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Galletti ha preso carta e penna e ha chiesto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di prendere a cuore le sorti del Tribunale più grande d’Italia. In questo, come in tutti i Tribunali, non può essere negata la giustizia a tutti i cittadini che vi si rivolgono e mortificare il lavoro di migliaia di avvocati.

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