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Suicidio assistito, audizioni in Senato. Ma è scontro tra Udc e M5S

suicidio assistito
Secondo Binetti «il trattamento del dolore va affrontato precocemente, ricorrendo a tutta la disponibilità dei rimedi farmacologici e non farmacologici». Ma i grillini ribadiscono: «Se questo Paese arranca sul fronte dei diritti è perché c’è chi scientificamente ne zavorra il cammino»
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«Oggi in Senato iniziano le audizioni per approfondire la legge sull’eutanasia, già approvata dalla Camera. In Senato siamo a lavoro per modificare una legge che dà centralità alla cultura dello scarto, sminuendo i progressi scientifici in atto. Il suicidio, e più ancora la richiesta suicidaria, possono essere prevenute, con una azione di supporto psico-farmacologico che pone il paziente davanti ad alternative di vita in cui può trovare pace e serenità. Me certamente occorre un tempo di ascolto e di terapia che non si risolva nell’offrire al paziente una serie di alternative sul come morire, ma lo solleciti a farsi carico e a rispondere alla domanda chiave sul perché morire«. Lo afferma Paola Binetti, senatrice dell’Udc.

Secondo la senatrice democristiana «il trattamento del dolore va affrontato precocemente, ricorrendo a tutta la disponibilità dei rimedi farmacologici e non farmacologici. Sostenendo il paziente senza lasciarlo solo, con la collaborazione di tutta la rete familiare, inclusiva anche degli amici. Le audizioni di oggi pongono due tasselli importanti, per non scivolare nel modello dell’eutanasia olandese: prevenzione del suicidio e cura adeguata del dolore«, conclude.

Suicidio assistito, la posizione della senatrice Maiorino (M5S)

«Secondo il rapporto Eurispes pubblicato in questi giorni, nel 2022 gli italiani favorevoli all’eutanasia, o al diritto di interrompere trattamenti di sostegno vitali, sono il 74,9%, con una crescita di oltre 4 punti rispetto al 2021 (70,4%). Oggi finalmente nelle commissioni congiunte Giustizia e Salute del Senato sono iniziate le audizioni sul disegno di legge per il fine vita, del quale ho la responsabilità di essere relatrice». Così la senatrice M5S, Alessandra Maiorino, capogruppo nella commissione Giustizia.

«Il rallentamento dell’esame del testo già approvato alla Camera è stato dovuto, come è noto, alle pretese dei partiti del centrodestra di ancorarlo all’esame di un Ddl di inasprimento delle pene per possesso di droghe leggere. Un ricatto che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo da subito denunciato e dichiarato inammissibile, proceduralmente ed eticamente. Se questo Paese arranca sul fronte dei diritti è perché c’è chi scientificamente ne zavorra il cammino. I diritti non possono mai, in nessun caso, essere utilizzati come merce di scambio. Se si tratta poi dei diritti di chi è in condizione di fragilità tale da chiedere dignità per terminare la propria vita, lo scambio appare in tutta la sua nefandezza» conclude Maiorino.

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