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Zelensky: «Situazione difficile, ma faremo di tutto per tornare alla pace»

Ucraina Zelensky
Continuano gli attacchi delle truppe russe. Oggi la visita del presidente polacco Andrzej Duda
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«L’Ucraina sta facendo tutto il possibile per tornare alla pace». A dirlo il presidente Volodymyr Zelensky nel suo consueto video-messaggio serale. «Oggi nel nostro paese è la Giornata della scienza. Mi congratulo con i nostri scienziati che, nonostante tutte le difficoltà, lavorano comunque per garantire che l’Ucraina conservi e sviluppi il suo potenziale scientifico. Naturalmente – ha spiegato il presidente – in tempo di guerra, tutte le forze della società e dello Stato possono essere dirette solo alla protezione e questo è un limite significativo per la scienza, e per la cultura», ha sottolineato. Il presidente, secondo quanto riportano i media, ha anche ringraziato tutti coloro che stanno lavorando per rendere l’Ucraina parte di un’Europa unita. «Il nostro percorso verso l’integrazione europea non riguarda solo la politica. Riguarda la qualità della vita. E gli ucraini – ha concluso- hanno gli stessi valori della vita degli europei».

Le forze armate russe hanno intensificato in questo fine settimana le operazioni intorno alla località ucraina di Severodonetsk, situata nell’est del Paese, nella regione Luhansk, anche se autorità ucraine assicurato che per ora respinto gli attacchi.  Zelensky ha riconosciuto la situazione nel Donbass è «estremamente difficile. Come nei giorni precedenti, l’esercito russo sta tentando attaccare Sloviansk e Severodonetsk», ha dichiarato questa notte. Nel frattempo il governatore della regione ucraina di Luhansk, Sergiy Gaiday, ha affermato che la Russia sta cercando di distruggere la città di Severodonetsk, con combattimenti che si svolgono alla periferia della città, che «è ora in prima linea e a rischio di accerchiamento» dopo che 12 persone sono state uccise e altre 40 ferite dai bombardamenti russi, ha aggiunto Gaiday.«I bombardamenti continuano dalla mattina alla sera e anche per tutta la notte», ha detto in un post su Telegram.

«Nelle direzioni Volyn e Polissya – afferma lo Stato maggiore delle forze armate ucraine nell’ultimo aggiornamento – le unità delle forze armate della Repubblica di Bielorussia hanno intensificato la ricognizione ed è stato notato il dispiegamento di ulteriori mezzi di ricognizione elettronica nelle aree di confine della regione di Gomel. C’è ancora una minaccia – aggiunge – di attacchi missilistici e aerei dal territorio della Repubblica di Bielorussia su obiettivi nel territorio dell’Ucraina».

Nella direzione di Siversky, spiega lo Stato maggiore ucraino, continuano i bombardamenti su «insediamenti e infrastrutture» nelle regioni di Sumy e Chernihiv. Inoltre, nella regione russa di Belgorod i russi avrebbero «schierato i lanciatori del sistema missilistico tattico-operativo Iskander-M», si legge ancora nell’aggiornamento ucraino. Intanto, in merito al destino dei combattenti usciti dallo stabilimento Azovstal di Mariupol, gli interrogativi sono ancora irrisolti. Quando l’operazione è partita, Kiev ha parlato di uno scambio di prigionieri. Una prospettiva, però, mai menzionata da Mosca che, invece, ha sempre definito l’uscita dei militari dall’impianto come una resa.

Ieri sui media si era diffusa la notizia secondo cui il capo della commissione per gli affari internazionali della Duma russa, Leonid Slutsky, avrebbe aperto alla possibilità di scambio. Una notizia smentita dallo stesso Slutsky: «Non dovrebbe esserci scambio di combattenti Azov, banditi nella Federazione Russa, il loro destino dovrebbe essere deciso da un tribunale», ha scritto in un messaggio sul suo canale Telegram, riportato anche dalla Tass. Nel frattempo, ieri Zelensky ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi. «Abbiamo discusso – ha scritto il leader ucraino su Twitter – della cooperazione di difesa e della necessità di accelerare il sesto pacchetto di sanzioni e di sbloccare i porti ucraini».

Nel corso del colloquio Draghi «ha assicurato il costante sostegno dell’Italia all’Ucraina, anche con riferimento alla necessità di approvare il sesto pacchetto di sanzioni, all’esigenza di sbloccare i porti e al supporto per l’ingresso dell’Ucraina nella Unione Europea», ha fatto sapere Palazzo Chigi. Oggi il presidente polacco Andrzej Duda è in Ucraina e, come annunciato dalla stessa presidenza della Polonia, terrà un discorso alla Verkhovna Rada di Kiev, il parlamento ucraino, come «primo capo di uno Stato straniero dallo scoppio della guerra».

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