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«Resa senza condizioni». Putin detta le regole e si prende la centrale atomica

guerra Ucraina Russia
Paura nell’impianto atomico più grande d’Europa, poi l’Aiea rassicura tutti. La Nato rinuncia all’ipotesi di creare una “no fly zone” sui cieli dell’Ucraina
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Resa senza condizioni, o meglio: resa alle sue condizioni. È la linea diplomatica che Vladimir Putin ha ribadito all’Ucraina e agli alleati occidentali di Kiev in un colloquio trelefonico con il cancelliere tedesco. Questo mentre le colonne di blindati russi sono ormai a 25 chilometri dalla capitale dove si teme il peggio. Quella di oggi è stata anche la giornata della grande paura nucleare nel conflitto tra Russia e Ucraina. Le ore immediatamente successive alla conquista russa della zona in cui sorge la centrale di Zaporizhzhya hanno infatti fatto temere il peggio per l’intera Europa. L’impianto è il più grande del vecchio continente, il quinto nel mondo, la battaglia che si è combattuta ha avuto come risultato la distruzione di un edificio di servizio o comunque usato per le esercitazioni ma subito si era pensato che un colpo di artiglieria potesse aver centrato uno dei sei reattori.

Le conseguenze sarebbero state devastanti, l’allarme però sembra rientrato L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha affermato che nessuno dei sistemi di sicurezza dell’impianto è stato interessato dal fuoco dell’esercito russo e non vi sarebbe stato alcun rilascio di materiale radioattivo. La rilevazione dei danni reali è ancora in corso, gli esperti ritengono infatti che l’attacco abbia creato una situazione che rimane molto rischiosa. In caso di danneggiamento dell’edificio che ospita uno dei reattori (gli altri cinque sono spenti) si potrebbe verificare un surriscaldamento e una fusione del reattore stesso. Le radiazioni potrebbero quindi fuoriuscire nell’ambiente circostante con effetti gravissimi sulle persone anche a lungo termine. Il ricordo dell’incidente di Cernobyl (centrale anch’essa presa dai russi) è ancora vivissimo anche se le differenze sono sostanziali. L’impianto di Zaporizhzhya si trova in un edificio in cemento armato e acciaio che può, secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra, “resistere a eventi esterni estremi, sia naturali che artificiali, come un incidente aereo o esplosioni”.

L’attacco alla centrale ha suscitato grandissima impressione in tutta la comunità internazionale e forse ha fatto comprendere completamente la gravità della guerra e delle sue possibili conseguenze. Per questo si sono succeduti molti incontri ai massimi livelli per compattare il fronte anti Putin e cercare una via d’uscita diplomatica. A cominciare dal faccia a faccia tra il segretario della Nato Jens Stoltenberg e i rappresentanti nell’organismo di difesa dei vari paesi. In conferenza stampa, l’Alleanza ha ribadito che nonostante ci si aspettino più morti e sofferenze non verranno inviati né soldati né aerei in Ucraina. Stoltenberg ha confermato che “la no fly zone è stata menzionata nel dibattito ma non ci sono piani per operare nello spazio aereo ucraino o per inviare nostre truppe”.

Tutto ciò nonostante le sollecitazioni del governo di Kiev che preme per un’azione più incisiva della Nato. In questo contesto si è inserita la voce rilanciata dal presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin secondo il quale Zelensky avrebbe lasciato il proprio paese per trasferirsi in Polonia. Una notizia che non è stata confermata ma che probabilmente cambierebbe e di molto l’andamento della guerra. Nel colloquio tra Putin e Scholz a proposito della tenuta dell’accordo (raggiunto tra le delegazioni russe ed ucraine) per l’istituzione di corridoi umanitari .il cancelliere ha esortato il leader russo a fermare l’invasione ricevendo come risposta solo che ucraini e uomini di Mosca si rivedranno nel fine settimana. Per l’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) si sta assistendo alla più grande crisi in Europa di questo secolo. In tal senso è ritenuta fondamentale la direttiva europea per offrire asilo automatico a chi fugge in quanto “fornirà protezione immediata nell’Ue agli ucraini e ai cittadini di paesi terzi con status di rifugiato o di soggiorno permanente in Ucraina”.

La situazione umanitaria peggiora di ora in ora, del campo di battaglia infatti i morti a Kharkiv, assediata e circondata, sarebbero almeno 2mila ma non è dato accertare il vero numero, mentre i russi hanno bombardato Chernihiv uccidendo 47 persone. Un dramma che ha sollecitato un’altra riunione da parte del Palazzo di Vetro che ha convocato il Consiglio di Sicurezza Onu urgentemente, un incontro che segue l’approvazione per l’avvio di un’indagine per crimini di guerra contro la Russia. Intanto la presidente della Commissione Europea Von der Leyen ha visto il segretario di Stato Usa Blinken e domani volerà in Spagna per parlare con il premier Pedro Sanchez, lunedì ivece riceverà a Bruxelles il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi.

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