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Venezia: «Noi avvocati in prima linea per fronteggiare l’emergenza»

Federica Santinon, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Venezia
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La relazione del presidente dell’Ordine degli avvocati di Venezia, Federica Santinon, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022.

Eccellentissimo Signor Presidente, Eccellentissimo Signor Procuratore Generale, Eminenza, Autorità Civili e Militari, Signori Magistrati, Signori Dirigenti Amministrativi e Colleghi Signore e Signori.

Ho il grande privilegio di essere qui presente in rappresentanza del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Venezia e saluto anche a nome di Tutti gli Ordini del nostro Distretto anzitutto i presenti, il Presidente Reggente della Corte d’appello, il Procuratore Generale, al quale do il benvenuto a Venezia, i rappresentanti del Ministero e del Consiglio Superiore della Magistratura, tutte le Autorità civili militari e religiose. Saluto anche chi sta seguendo lo streaming della cerimonia o lo vedrà in un secondo momento. Ringrazio il Presidente del Tribunale di Venezia il dott. Salvatore Laganà per ospitarci in questa meravigliosa e storica aula di Assise.

Il 2021 è stato un anno problematico e difficile per tutti e, in particolare, per l’Avvocatura e sento il dovere di ringraziare tutti i miei Colleghi per l’attenzione, la pazienza e la collaborazione che hanno avuto nel seguire le direttive, le copiose circolari ed i protocolli che hanno caratterizzato anche questo anno.

Molto spesso provvedimenti importanti sono resi noti all’ultimo momento, la domenica sera, ed è stato encomiabile lo sforzo degli Ordini di dotarsi di sistemi di comunicazione immediati per i Colleghi: penso ai canali Telegram istituzionali. Occorre sottolineare che l’Avvocatura Veneta è sempre stata vigile e presente e non si è mai sottratta al doveroso confronto con i Capi degli Uffici Giudiziari.

I Consigli dell’Ordine del Veneto sono stati protagonisti attivi in prima linea da due anni a questa parte come attenti interlocutori degli Uffici Giudiziari per fronteggiare la pandemia e le criticità imposte dalla situazione sanitaria emergenziale. La pandemia ha imposto la necessità di riorganizzare – in tempi rapidissimi – gli uffici dell’Ordine, potenziando le strutture degli uffici, con riguardo, in particolare a:

  • approntamento e format per le richieste in forma digitale; implementazione portali domande patrocinio a spese stato e OCC e libretto per i praticanti, approntamento portale formazione e liquidazione notule;
  • approvvigionamento dei presidi previsti per Covid 19 (plexiglas, mascherine, gel e disinfettante e termo scanner);
  •  sanificazione certificata uffici del Coa e camera avvocati in Tribunale;
  • istruttoria per riorganizzazione dal punto di vista informatico l’attività degli uffici e quella istituzionale nei confronti degli iscritti dell’Ordine;-      gestione della comunicazione istituzionale sia attraverso il sito web sia con l’ausilio dei social per consentire agli iscritti di conoscere la copiosa normativa emergenziale ed i provvedimenti e le linee guida del Tribunale di Venezia, della Corte d’appello di Venezia, della Procura della Repubblica presso il tribunale, della Procura generale, del TAR della Corte dei Conti e della commissione tributaria regionale;
  • creazione appositi link nel sito dell’Ordine;
  • istituzione del canale Telegram del Coa per essere il più tempestivi possibile con le comunicazioni: il canale vanta 759 iscritti;
  • monitoraggio quotidiano dei provvedimenti e conseguente comunicazione dei provvedimenti legislativi e degli Uffici Giudiziari;-      gestione della Scuola forense e la Formazione obbligatoria Avvocati in videoconferenza, avvio dei corsi e supervisione;
  • redazione guide per le udienze telematiche semplificata per gli iscritti; tutorial e vademecum in materia penale e per i depositi in cassazione;
  • partecipazione e redazione dei protocolli per le udienze telematiche civili;
  • partecipazione alle riunioni (via zoom o teams) quotidiane con i capi degli Uffici e partecipazione ai tavoli dei Dirigenti degli Uffici Giudiziari per rendere il previsto parere;
  • implementazione sito dell’Ordine: sono stati aggiunti nuovi settori: ruoli udienze civili (Tribunale e Corte d’Appello civile, esecuzioni mobiliari) e penali, uno dedicato alla emergenza Covid;
  • pubblicazione dei ruoli udienze penali monocratiche sul sito e su Telegram;
  • servizio sostituzioni per la Corte d’Appello penale ex art 102 c.p.p.-      studio e sottoscrizione di un protocollo con la Procura della Repubblica per digitalizzare il servizio delle richieste di certificazione ex art 335 cpp,-      richieste dei decreti di archiviazione e fissazione appuntamenti telematici
  • progettazione APP distrettuale per l’accesso agli Uffici Veneziani e “elimina code” per le udienze;
  • monitoraggio delle problematiche degli Uffici Giudiziari e segnalazioni dei disservizi e mal funzionamenti.

Non è stato facile ma lo spirito che ci ha animato è stato sempre quello di essere presenti per i Colleghi e fare il possibile per semplificare la loro vita professionale. L’Avvocatura che, per senso di responsabilità e di rispetto verso tutti gli operatori del Settore Giustizia, in un contesto di grave emergenza sanitaria, ha operato quotidianamente cercando un dialogo costruttivo e proponendo soluzioni. Abbiamo vissuto e tuttora stiamo vivendo un periodo molto difficile, che ha inciso e inciderà pesantemente sulla vita del nostro paese e, in modo particolare sull’esercizio dell’attività forense.

I problemi, peraltro, non sono finiti perché la pandemia imperversa, per cui è necessario continuare a confrontarci con questa situazione emergenziale che – oltre ai molto preoccupanti risvolti di natura sanitaria ed ai gravi effetti socio economici che ha già determinato e sta continuando a determinare – crea non pochi ostacoli al regolare svolgimento dell’attività giudiziaria e ciò si riverbera sui diritti dei cittadini.

L’Avvocatura ha contribuito durante questo anno con apporto fattivo per individuare aree critiche e metodologie di intervento dove e come utilmente intervenire. Ritengo che gli Avvocati siano fisiologicamente designati a valutare l’efficienza del sistema Giustizia sia in emergenza che nella normalità, perché provano quotidianamente sulla propria pelle le efficienze e le disfunzioni degli uffici giudiziari, vivendo ogni giornata di udienza, ogni accesso alle cancellerie, e i Consigli dell’Ordine sono il collettore naturale delle valutazioni dei Colleghi e per questo siamo una voce che deve essere imprescindibilmente non solo ascoltata ma anche tenuta in debito conto, se non vincolante per determinati pareri.

Il quadro normativo emergenziale e non, non è stato di particolare aiuto, perché, se pur sono state introdotte, in via straordinaria, alcune norme e misure processuali utili, lo stesso, è stato caratterizzato anche da farraginosità e confusione, nonché da una proliferazione di disposizioni, talune delle quali poco chiare e contraddittorie. La pandemia ha sin da subito creato problemi complessi in tema giudiziario ed in particolare in tema dell’esercizio della difesa. E ciò che ingenera sempre preoccupazione è la presenza di segnali che denotano il tentativo di portare a regime alcune delle misure emergenziali straordinarie che hanno allontanato gli avvocati dalle aule di giustizia.

L’avvocatura è in grado di adattarsi velocemente ai cambiamenti e ad esempio, alcuni rimedi come un circoscritto uso delle udienze “cartolari” in ambito civile possano anche diventare una regola a condizione che non venga mai frustrato il diritto di replica. Preziosa ed essenziale è stata l’implementazione dei sistemi telematici nel settore civile che si è rivelata di grande aiuto per evitare il blocco dell’attività giudiziaria nel settore civile, anche se non sono mancati i problemi dovuti pure a punte di arretrato che sono state smaltite grazie alla collaborazione con il Consiglio dell’Ordine.

Il 31 marzo 2021 ha debuttato il Processo civile telematico in Corte di Cassazione, o meglio il deposito telematico di atti e documenti da parte degli avvocati, in via facoltativa, previsto dal decreto legge Rilancio (D.L. n. 34/2020, convertito in legge n. 77/2020, articolo 221, comma 5): è il primo mattoncino su cui costruire anche il processo di legittimità informatico.

L’introduzione del sistema telematico penale ha visto i Consigli degli Ordini impegnati nell’immediatezza a fornire istruzioni utili, a preparare tutorial e vademecum e a creare apposite sezioni del sito web, il tutto per facilitare il lavoro dei Colleghi. Sono certamente da valutarsi favorevolmente gli interventi legislativi volti alla creazione del cosiddetto processo penale telematico per consentire all’Avvocatura di provvedere al deposito di tutti atti penali telematicamente. Quando però il legislatore sceglie una unica modalità di deposito degli atti (pensiamo al penale Portale dei Depositi) essa deve sempre essere funzionante e le deroghe e remissioni nei termini non possono essere rimesse alla discrezionalità dell’Autorità Giudiziaria a volte un po’ troppo solerte nei formalismi: abbiamo registrato diversi casi di inammissibilità legate a formalismi rigidi.

Digitalizzazione e capitale umano: sono queste le linee che devono convergere per permettere a tutti di essere in grado di utilizzare i nuovi strumenti ma è necessario che gli strumenti siano funzionanti: i blocchi del sistema sono all’ordine del giorno e questo vanifica la funzionalità e mette in difficoltà i difensori.

L’Ordine degli Avvocati di Venezia è sempre stato un grande fautore della digitalizzazione della Giustizia e auspica che il governo raggiunga l’obiettivo di estendere il Processo telematico in ogni ordine e grado della giurisdizione ordinaria entro il 2024 – ed ha sempre dato il suo apporto affinché lo stesso venisse realizzato e implementato, per cui vede con grande favore questa ulteriore evoluzione ed è pronto a continuare a prestare il proprio contributo. Purtroppo, però, sottolineo che il Ministero non ha pensato di provvedere all’informatizzazione immediata degli Uffici del Giudice di Pace e ciò ha comportato inutili ed evitabili accessi agli Uffici per i depositi degli atti sia civili che penali.

L’aspetto che ingenera preoccupazione – più volte ribadito anche nelle relazioni dei miei predecessori – resta sempre quello della inadeguatezza delle piante organiche e della carenza di Magistrati e personale amministrativo. Senza il capitale umano, citato prima, valgono poco le riforme: servono quindi investimenti e risorse stabili.Abbiamo purtroppo di recente assistito allo svuotamento di uffici essenziali del Tribunale, quali la sezione Gip/Gup.

Mi auspico che il post pandemia sarà l’occasione per effettuare un serio e continuativo strutturale investimento di idonee risorse nel settore Giustizia, allo scopo di incrementare in modo consistente il numero dei Magistrati e del personale di cancelleria, nonché di intervenire nell’edilizia giudiziaria per ovviare alla inadeguatezza di molte strutture. Va risolto il nodo del prioritario problema della insufficienza delle piante organiche. Prima che iniziasse il periodo emergenziale la situazione per l’Avvocatura, anzi per la Giustizia nel nostro paese, l’Avvocatura era molto critica per i noti provvedimenti adottati in tema di prescrizione penale e per le paventate riforme del processo civile e del processo penale, che, così come progettate, violavano il diritto di difesa e risultavano gravemente penalizzanti per gli avvocati, senza risolvere il problema della lunghezza dei processi.

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il D.L. 30 settembre 2021, n. 132 (testo modificato dalla Legge n. 178/2021) che stabilisce che l’acquisizione dei tabulati telefonici possa avvenire soltanto con decreto motivato del giudice. Il provvedimento proroga inoltre i termini per il deposito delle firme sui referendum e per l’assegno temporaneo dei figli. Con l’approvazione del piano nazionale di ripresa e resilienza si è ora aperta una grande opportunità che – ci auguriamo – aiuterà davvero il mondo della giustizia.

Accelerazione dei processi civili e penali, smaltimento dell’arretrato, messa a regime della riforma della crisi d’impresa, rafforzamento degli istituti penitenziari anche in funzione di rieducazione e reinserimento, giustizia riparativa sono gli obiettivi che il Ministero della Giustizia si è posto nell’arco del 2022 e nel triennio 2022-2024. Auspico quindi che la parola chiave del 2022 non sia più resilienza ma sia speranza, una speranza che supera la resilienza, speranza che l’importante riforma civile ed in particolare in materia del diritto di famiglia ottenga gli obiettivi prefissati dalla norma, speranza che le riforme in materia penale siano rispettose dei diritti tutti della difesa e non solo improntate ad una celerità dei processi, spesso dannosa, speranza che siano migliorate le condizioni dei detenuti.

Sarà istituito un unico tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, composto dalla sezione distrettuale costituita presso ciascuna sede di corte di appello o di sezione di corte d’appello, e dalle sezioni circondariali costituite presso ogni sede di tribunale ordinario di cui all’art. 42 dell’ordinamento giudiziario. Le sezioni circondariali assumeranno le competenze assegnate al tribunale per i minorenni dall’articolo 38 delle disposizioni per l’attuazione c.c., oltre a tutte le competenze civili attribuite al tribunale ordinario nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone (riconoscimento/disconoscimento di figli separazioni, divorzi, affidamento di figli nati fuori dal matrimonio). Con questa ridistribuzione, il legislatore si propone di eliminare il residuo “dualismo” sopravvenuto dopo la riforma della filiazione del 2012.

In materia di provvedimenti de potestate non ci sarà più il peculiare meccanismo della cosiddetta “attrazione di competenza” se è in corso un procedimento di separazione/divorzio da parte del tribunale ordinario per le decisioni sulla limitazione della potestà (art. 333 c.c.). L’infelice formulazione dell’art. 38 disp. att. aveva spezzato in due l’istituto, attribuendo al giudice specializzato la competenza sulle decisioni di decadenza, mentre altri tipi di limitazioni potevano essere trattate dal giudice ordinario. Le sezioni distrettuali avranno competenza in materia penale, di sorveglianza e di adozioni, oltre alle cause aventi ad oggetto la cittadinanza, l’immigrazione e il riconoscimento della protezione internazionale. La sezione funzionerà inoltre come giudice d’appello delle decisioni della sezione circondariale.

Già è un buon auspicio la circostanza che le relative commissioni neo nominate dal Ministro per la elaborazione degli articolati delegati dalla legge 26 novembre 2021, n.206, per il giudice e il rito unico delle controversie sulle persone i minorenni e le famiglie, vedano una significativa rappresentanza di Avvocati delle associazioni specialistiche e noi tutti speriamo che riescano a concludere il lavoro in tempi rapidi. Sarà quindi fondamentale la speranza per una completa realizzazione del Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa (PNRR) e per la Giustizia che ha il difficile  compito di contribuire al rilancio dell’Italia in termini di efficienza, equità e competitività, attraverso la ripresa della domanda interna, l’incremento della produttività e il recupero della propensione ad investire, con un miglioramento generale del panorama economico e sociale del sistema Paese.

È “in questa prospettiva che si pongono gli interventi e le azioni volte ad aumentare la tempestività, l’efficacia e la trasparenza, dei servizi svolti, anche in attuazione del processo di riforma della Giustizia, articolata in diversi obiettivi da realizzare tra il 2022 e il 2026. Si rafforza l’esigenza di intervenire tempestivamente sull’efficienza del sistema giudiziario, con azioni che aggredendo la criticità legate all’eccessiva durata dei processi civili e penali, consentano di migliorare la percezione della qualità della giustizia e contrastino i fenomeni corruttivi con efficienza e tempestività per raggiungere un livello più elevato di soddisfacimento delle esigenze di legalità rappresentate dai cittadini”, recita la dichiarazione di intenti.

Non posso non ricordare l’importantissimo lavoro svolto in materia di patrocinio a spese dello Stato: l’Avvocatura per definizione ha uno sguardo di riguardo verso i deboli e il Consiglio si occupa costantemente con attenzione e celerità delle domande di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. L’Avvocatura ha mantenuto – nonostante la pandemia – attenzione anche per gli studenti concorrendo a realizzare assieme alla Corte di Appello il concorso “Una storia sbagliata” che ha visto la partecipazione di 211 studenti di dieci scuole superiori del veneziano. Il nostro ruolo sociale ci impone attenzione particolare verso gli ultimi e verso le nuove generazioni. L’Ordine ha partecipato con entusiasmo alla organizzazione e realizzazione della Giornata Europea della Giustizia Civile.

Finisco il mio discorso con una citazione del caro, vecchio, Atticus Finch. L’avvocato Atticus guarda la figlia Scout, e le dice: “volevo che tu vedessi cos’è il vero coraggio, invece di farti l’idea che il coraggio è un uomo con un fucile in mano. È quando sai che sei battuto prima di cominciare ma cominci lo stesso e vai fino in fondo qualunque cosa accada. Si vince di rado, ma qualche volta si vince…”.

Noi Avvocati abbiamo affrontato con coraggio la pandemia (uomo col fucile), ci sono stati dolorosi lutti che resteranno nel cuore, ma non ci siamo mai arresi, e nonostante le complicazioni inevitabili che possono derivare dal distanziamento tecnico imposto dalla pandemia, abbiamo fatto di tutto per non essere distanti umanamente. E questa indubbiamente è stata una vittoria. Dedico questo discorso alla Cara Amica e Consigliere dell’Ordine Avvocato Martina Zancan che purtroppo non c’è più.

Vi ringrazio per l’attenzione e buon anno giudiziario.

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