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Messina: «Bisogna riportare il processo italiano a un modello efficiente»

Domenico Santoro, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Messina
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La relazione del presidente dell’Ordine degli avvocati di Messina, Domenico Santoro, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022

Ill.mo Signor Presidente della Corte d’Appello, signor Procuratore Generale, Autorità Civili, Militari e Religiose, signori Avvocati, signori Magistrati, signore e signori, giunga a Voi tutti il migliore saluto dell’Avvocatura del Distretto di Messina che ho l’onore ed il piacere di rappresentare, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, di Barcellona P.G. e Patti e mio personale, ci siamo lasciati in piena emergenza e ancora oggi questa importante cerimonia ci obbliga ad incontrarci, a ranghi ridotti, per il sopravvenire di nuova variante ed il persistere della pandemia.

In via preliminare voglio ricordare alla nostra memoria gli Avvocati del Distretto che nell’anno 2021 ci hanno lasciato: Carmelo Aloi, Antonino Branca, Letterio Briguglio, Olga Cancellieri, Domenica Carmela Impalà, Antonino La Malfa, Concetta La Valletta, Vincenzo Muscolino, Gisella Pizzo, Carmela Maria Ruggeri, Clodomiro Tavani, Francesco Traclò e Mario Turrisi ed è con rimpianto che ne ricordiamo l’impegno, la passione, la competenza, e l’attaccamento ai valori che la Toga rappresenta per tutta l’Avvocatura ed è nostra cura indicare il loro esempio anche alle nuove generazioni.

Introduzione: giurisdizione e PNRR

Con l’avvento della pandemia è stato varato il Piano nazionale di resistenza e resilienza al fine di raccogliere il sostegno economico disposto dall’Europa a condizione di assumere precisi impegni nell’ambito della Giurisdizione, primo fra tutti far rientrare la durata del processo nei tempi eurocomunitari.

Non possiamo negare che “il sistema giudiziario sostiene il funzionamento dell’intera economia. L’efficienza della Giustizia è condizione indispensabile per lo sviluppo economico e per un corretto funzionamento del mercato”. Ed invero, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, deve assolutamente fondarsi su una riforma della giurisdizione al fine di “riportare il processo italiano ad un modello efficiente e competitivo”. Al centro, il fattore tempo: un dimezzamento della durata dei procedimenti civili si stima possa accrescere la dimensione media delle imprese manifatturiere del 10%; una riduzione da 9 a 5 anni dei tempi di definizione delle procedure fallimentari potrebbe generare un incremento di produttività dell’economia dell’1,6%. Insomma, le “prospettive di rilancio del nostro Paese sono fortemente condizionate – si legge nel PNRR– dall’attuazione di riforme e investimenti efficaci nel settore della Giustizia”. Ma chiudere sedi giudiziarie non è la soluzione dei problemi che sta attraversando la Giustizia del nostro paese.

Il Consiglio ritiene di dover continuare a sostenere i colleghi e trovare ogni percorribile soluzione necessaria a riportare l’intero ceto forense a riprendere il percorso ostacolato dal susseguirsi di questa inimmaginabile pandemia. Per ciò stesso ha messo in atto tutte le risorse disponibili, consegnando all’Avvocatura messinese dapprima la possibilità di verificare le condizioni di salute con gli screening, oggi offrendole la possibilità di sottoporsi al controllo mediante tamponi molecolari e sierologici. Sono state allestite per i colleghi molte postazioni, sia nella storica sede dell’Ordine a Palazzo Piacentini che nella sede del Dipartimento cultura e servizi di via Venezian, ove sono a disposizione una ricca ed aggiornata raccolta di testi giuridici delle principali case editrici e le più fornite banche dati giuridiche.

Il piano dell’offerta formativa, nonostante l’emergenza, è stato sviluppato in tutte le sue parti e con gli altri protagonisti istituzionali del territorio (magistratura, università, comune, ordine dei commercialisti, camera di commercio), con eventi – sia in presenza che modalità telematica o mista – di diritto sostanziale e processuale, senza peraltro trascurare la vocazione sociale dell’avvocatura, quindi con incontri su attualità, cultura ed economia. Grazie al lavoro sinergico con il mondo accademico e le associazioni maggiormente rappresentative, particolare attenzione è stata anche attribuita alla formazione specialistica, che nel futuro potrà ulteriormente avvantaggiarsi di nuove e più strette collaborazioni tra il Consiglio e i docenti dell’Ateneo messinese in vista della progettazione di corsi di laurea, master e corsi di alta formazione appositamente ideati per rispondere alle trasformazioni del mondo delle professioni forensi.

Edilizia Giudiziaria

Anno 2022: attendiamo di raccogliere i frutti del costante lavoro intessuto all’unisono dalla Avvocatura e Magistratura, ed invero, nell’anno appena trascorso la Conferenza Permanente di Codesta Ecc.ma Corte ha costantemente dedicato ogni energia offrendo al Ministero ed a tutti gli Enti coinvolti le soluzioni idonee a superare la vergognosa condizione dell’edilizia Giudiziaria. Noi tutti continuiamo a svolgere l’attività quotidiana in locali inadeguati e in condizioni di assoluta insicurezza.

Siamo ormai pronti, vi sono già disponibili immobili idonei e non utilizzati dall’INPS ed è stata già constatata l’idoneità dei locali e la disponibilità dell’Ente a cederli in locazione. Si attende solo la stipula del contratto e la soluzione indicata consentirebbe non solo un notevole risparmio economico per il Ministero, ma anche e soprattutto darebbe una risposta concreta al regolare esercizio dell’attività Giudiziaria a Messina che altrimenti in un brevissimo tempo dovrà essere sospesa per l’impossibilità di proseguire negli attuali locali, stante l’assoluto pericolo per Avvocati, Magistrati, personale e per la stessa utenza. L’Avvocatura ed i Capi degli Uffici Giudiziari hanno cercato ogni possibile soluzione nell’interesse della Giurisdizione e dell’intera Comunità.

Non possiamo più attendere, al delegato del Ministro chiediamo a gran voce un intervento fattivo che metta fine alle pastoie burocratiche che stanno impedendo la definizione dell’accordo locativo ed in atto mantengono a carico dello Stato un costo milionario per locazioni assolutamente inadeguate.

Giustizia di prossimità

La giustizia di prossimità è garanzia della presenza dello Stato sul territorio ed assicura con l’esercizio della Giurisdizione la tutela della comunità. Non voglio ripetere quanto già affermato lo scorso anno in sede di inaugurazione, ma la sconsiderata scelta politica che in questi anni ha posto in grande difficoltà la tutela dei diritti dei consociati, ancora oggi persiste. Nonostante la netta opposizione dell’Avvocatura, la sezione distaccata di Lipari è stata sostanzialmente accorpata alla circoscrizione del Tribunale di Barcellona P.G e tutti gli affari sopravvenuti dallo scorso anno sono stati assegnati al Tribunale di Barcellona P.G., mentre a Lipari permangono solo gli affari già incardinati. In questi giorni anche il Giudice di Pace di Tortorici è stato soppresso e tra pochi giorni verrà chiuso, con grave pregiudizio per le popolazioni dei Nebrodi, che stanno subendo un ulteriore mortificazione.

Con la deprecabile scelta di frapporre ostacoli all’accesso alla tutela dei diritti non si potranno risolvere i problemi che affliggono la giustizia. Sopprimere sedi giudiziarie, specie in tempo di pandemia, non è certo la soluzione per migliorare l’esercizio dell’attività giudiziaria.

Questa errata politica deve mutare indirizzo, il PNRR con i fondi destinati alla giurisdizione, dovrà tenere conto delle esigenze delle comunità territoriali, si dovrà incrementare il numero dei Magistrati, del personale delle cancellerie, garantendo la necessaria formazione ed una digitalizzazione a servizio della Giurisdizione e della utenza. Occorre riaprire Tribunali e Giudici di Pace soppressi così solo si potrà garantire l’esercizio della Giurisdizione e quello che chiede l’Europa: un processo celebrato in tempi adeguati agli standard dell’Unione.

Ufficio del Processo e Digitalizzazione

La riforma sostiene una fondamentale innovazione incentrata sull’Ufficio del processo, già in sperimentazione dal 2014. L’ufficio per il processo prevede di affiancare al giudice un team di personale qualificato per agevolarlo e supportarlo, nelle attività preparatorie del giudizio e in tutto ciò che può velocizzare la redazione di provvedimenti. Ma non può e non deve avere lo scopo di sostituirsi al giudice nella decisione. L’intento resta quello di offrire un fattivo ausilio alla giurisdizione al solo fine di realizzare in concreto un essenziale, rapido ed immediato miglioramento delle performance dell’ufficio giudiziario e di sostenere il sistema con l’obiettivo di eliminare l’arretrato e ridurre il tempo dei procedimenti sia civili che penali.

I primi problemi nel nostro distretto si sono palesati nel dover individuare il sito in cui allocare le centinaia di unità lavorative interessate. Il Ministero avrebbe voluto, con uno sconsiderato progetto, allocare il personale dell’Ufficio nella aula magna della Corte d’Appello, privando Palazzo Piacentini di una adeguata e pregevole sede per l’espletamento delle attività fondamentali di formazione, rappresentanza ed avrebbe privato Magistrati, Avvocati e personale di una sede prestigiosa, quasi centenaria. Ma grazie alla coesione di tutti gli attori della Giurisdizione del nostro Distretto questa previsione è stata respinta, a costo di sacrificare altri luoghi meno necessari e rappresentativi.

L’Avvocatura – e riteniamo anche gran parte della Magistratura – non è convinta che l’Ufficio del processo potrà realizzare le finalità che la riforma si è proposta. Si evidenziano molte criticità, specie per quanto riguarda la Magistratura inquirente ed evidenti incompatibilità. Ed invero, dobbiamo evidenziare che molti Avvocati hanno già superato le selezioni per accedere all’Ufficio con rapporto di lavoro a tempo pieno e determinato, ma di recente è stata esclusa l’incompatibilità con la professione Forense, senza regolarne le modalità, (ad esempio se vi sarà incompatibilità di svolgere tale funzione nello stesso circondario in cui l’Avvocato esercita la professione legale), con prevedibili ed inammissibili ricadute sull’indipendenza e l’autonomia nell’esercizio dell’avvocatura.

Se si vorrà portare a compimento il progetto e darne credibilità vanno trovati subito i necessari correttivi per consentire concretamente che l’Ufficio realizzi gli obiettivi cui la riforma si prefigge senza ledere l’autorevolezza e il prestigio dell’avvocatura. Attendiamo con speranza e fiducia.

Digitalizzazione. Relativamente alla digitalizzazione, riteniamo che la situazione emergenziale ha anticipato di parecchi anni il necessario processo: è stato progettato un investimento di centinaia di milioni di euro, la cui previsione è la seguente. Una trasformazione digitale a sostegno dell’azione degli Uffici giudiziari per la digitalizzazione delle procedure e l’adeguamento alle riforme in corso. La completa digitalizzazione degli archivi relativi ai procedimenti civili e della Corte Suprema di Cassazione. Si prevede, altresì, lo sviluppo di un progetto dedicato alla formazione della conoscenza del processo e all’analisi dei dati e dei documenti, un patrimonio aggiuntivo di enorme rilevanza per l’utilizzo e per l’elaborazione dei dati giudiziari. Per raggiungere gli scopi di tale fondamentale sviluppo tecnologico è necessario dotare tutto il pianeta giustizia di quei necessari sostegni e supporti che in atto ancora non sono adeguati, evitando gli errori che hanno portato per esempio all’inefficienza dello smart working nell’anno appena trascorso.

Riforma del processo civile

La riforma del processo civile articolata su più linee complementari tra loro, in primo luogo intende affidare un compito deflattivo agli strumenti alternativi per la risoluzione delle controversie, le ADR: negoziazione assistita, mediazione, arbitrato, affidando un compito risolutivo all’Avvocatura che deve concretamente raccogliere la sfida e dimostrare le necessarie capacità. Su questo tema il Consiglio ha accettato la scommessa ed è in previsione anche la possibilità di allargare i confini dell’Ufficio delle ADR anche in sede Jonica del nostro distretto, privata della necessaria sede giudiziaria già da tempo.

Nel contempo appare necessario realizzare quelle migliorie del processo civile; ed invero, solo un processo efficace innanzi l’autorità giudiziaria potrà far funzionare le ADR e realizzare quell’auspicato fine deflattivo. Meritano, altresì, un necessario intervento anche il processo esecutivo ed i procedimenti speciali, la negoziazione assistita nelle controversie di lavoro ed il superamento del rito Fornero sui licenziamenti.

Cosa si aspetta l’Avvocatura

Una maggiore attuazione delle attività peculiari della fase preparatoria ed introduttiva; La soppressione delle udienze potenzialmente superflue e la riduzione dei casi nei quali il tribunale è chiamato a giudicare in composizione collegiale; Evitare la delega costante ai Giudici onorari nella fase istruttoria, fase fondamentale che deve restare affidata al decidente; Una migliore ridefinizione della fase decisoria, con riferimento anche all’Ufficio del processo e con riferimento a tutti i gradi di giudizio.

Tribunale per le Persone, per i Minorenni e per le Famiglie

Con la legge delega viene istituito il nuovo tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Si è prevista una sezione distrettuale presso la Corte di appello e una sezione circondariale, presso il Tribunale. Si viene a realizzare un principio di prossimità del giudice con le parti del processo ed in particolare con il minore. La sezione distrettuale diviene competente per il penale e la sorveglianza prima in capo al tribunale per i minorenni, nonché per la materia dell’adozione in senso stretto.

La sezione circondariale diviene competente per tutte le controversie civili, sia quelle affidate al tribunale per i minorenni, sia sul controllo giurisdizionale degli atti urgenti di tutela del minore posti in essere dalla Autorità Pubblica. Anche sulle misure che riguardano l’affido ex L. 184/93 ed ancora su tutte le competenze già attribuite al tribunale ordinario sullo stato, la capacità delle persone, la famiglia, l’unione civile, le convivenze, i minori e tutti i procedimenti di competenza del giudice tutelare, nonché i procedimenti di risarcimento del danno endofamiliare.

Restano di competenza del Tribunale per i minorenni le cause relative alla cittadinanza, l’immigrazione, e di riconoscimento della protezione internazionale. Nell’assegnazione al nuovo Tribunale della famiglia i magistrati, in via esclusiva, vengono assegnati in base a specifiche competenze e viene meno il limite della cd assegnazione decennale nella funzione. La sezione circondariale giudica in composizione monocratica e la sezione distrettuale in composizione collegiale, con un collegio composto da magistrati togati, ad esclusione dei procedimenti di adozione ove si conserva la composizione paritetica di quattro giudici, due togati e due onorari.

Una novità apprezzabile è rappresentata dalla circostanza che il magistrato onorario non partecipa più alla camera di consiglio e viene invece assegnato all’Ufficio del processo, anche con compiti di conciliazione, di informazione sulla mediazione familiare, di ausilio nell’ascolto del minore, a sostegno ai minorenni e alle parti, su precisa delega del magistrato togato. Vengono mantenute invariate le modalità di formazione del collegio nei giudizi penali, minorili e di sorveglianza minorile, proprie del tribunale per i minorenni.

Fuga dalla professione

Di recente molti colleghi hanno lasciato la professione per accedere nella P.A. ed in particolare nel Ministero di Giustizia. La mia valutazione sulla scorta di molti incontri con questi nostri Colleghi mi porta a considerare questa scelta come la concreta ricerca di una soluzione dignitosa che consenta di svolgere un’attività in cui trovare i giusti tempi di vita-lavoro ed una adeguata retribuzione. Ed invero, questo spesso non avviene per i liberi professionisti. Finalmente sono stati avviati nuovi concorsi per l’assunzione di personale presso il ministero della Giustizia, ciò non avveniva da tempo immemorabile. Molti avvocati hanno aderito e tentato i concorsi ed in maggioranza, per competenza ed esperienza, sono risultati pienamente idonei.

Chi ha indossato la toga, anche solo per poco tempo, porta con sé non solo un bagaglio di conoscenze giuridiche, ma un insieme di valori etici e sociali che discendono dall’aver esercitato la professione. Uomini e donne, lavoratori di grande spessore, forgiati da questi valori irrinunciabili hanno portato alla Pubblica amministrazione una immensa risorsa, in una stagione in cui la preparazione, la competenza ed il merito devono trovare piena affermazione.

Consigli Giudiziari

Sui Consigli Giudiziari è opportuno richiamare la Relazione Luciani che prevede il rafforzamento delle garanzie partecipative per l’avvocatura introducendo, con un emendamento, “la facoltà per i componenti avvocati e professori universitari di partecipare, con pieno diritto di parola, alle discussioni e di assistere alle deliberazioni relative all’esercizio delle competenze del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari di cui, riguardanti appunto le valutazioni di professionalità. Riteniamo che il semplice diritto di tribuna non sia più sufficiente, come di recente affermato dall’ex presidente Mammone, dell’ex procuratore di Roma Pignatone e già in passato da altri illustri Magistrati. Abbiamo accolto con favore l’intervento del CNF, invero, il presidente Maria Masi ha chiarito che sulla partecipazione degli Avvocati nei Consigli Giudiziari non più sufficiente il solo diritto di tribuna, ma è necessaria in quella sede una partecipazione sostanziale dell’Avvocatura.

Conclusioni

Il tempo delle riforme invocato è finalmente giunto ma non possiamo deludere le aspettative dell’Europa che ci chiede l’allineamento dei tempi del processo, con le altre Giurisdizioni eurocomunitarie. Abbiamo l’obbligo di essere chiari: le riforme, le migliori riforme, non potranno fare raggiungere tempi adeguati richiesti per il processo. La soluzione dovrà arrivare anche e soprattutto dalla Magistratura. Sono necessari un numero di Magistrati adeguati ai ruoli di udienza per evitare quel collo di bottiglia che si crea in attesa delle decisioni che spesso, l’immane carico del ruolo, non consente di emettere. Allo stesso tempo

L’Avvocatura deve assumersi quel ruolo di protagonista della Giurisdizione, quella primaria funzione, riconosciuta anche dalla Carta Costituzionale, deve essere artefice dei necessari processi di adeguamento, deve essere presente al via dei decreti delegati, in quelle commissioni formate dalla Ministra Cartabia, ed essere pronta e capace ad elaborare gli articolati alle riforme già decretate. In questo particolare e difficile momento, in cui l’Avvocatura si prepara al Congresso Nazionale del prossimo ottobre, è necessaria l’unità di intenti di tutte le anime dell’Avvocatura, nessuna esclusa. Il Congresso in cui si dibatteranno fondamentali riforme in tema di Ordinamento forense, giudiziario, di mono committenza detterà i necessari correttivi alle riforme. Non chiediamo l’unanimismo, ma l’apertura al dialogo per raggiungere con il confronto, gli obiettivi necessari a far traghettare il ceto Forense sulle sponde di quella che sarà la nuova realtà dell’Avvocatura 4.0. L’Europa ha offerto un inimmaginabile sostegno economico per superare tutti gli ostacoli che sino ad oggi si ponevano. Invero, tutte le riforme, gli interventi, fino a ieri dovevano essere realizzati a costo zero. I risultati sono noti a tutti.

In questi giorni, le Istituzioni nazionali dell’Avvocatura, con grande soddisfazione ci hanno dimostrato unità di intenti. CNF, OCF e CASSA Forense hanno dato prova di una concreta e fattiva unità a sostegno di tutta l’Avvocatura, con interventi puntuali e una coesione assolutamente condivisibile. Continuate così. Ringraziamo i rappresentanti del Ns. Distretto che ci rendono orgogliosi ed emergono per capacità ed impegno, al vertice delle Istituzioni Nazionali. Un ringraziamento anche alle Colleghe iscritte al nostro Albo che si stanno distinguendo al Senato e alla Camera dei Deputati.

Chiediamo anche a loro unità di intenti per raggiungere le auspicate soluzioni, anche e soprattutto in tema di edilizia giudiziaria. Il Consiglio sta affrontando una stagione assolutamente imprevedibile e non posso non ringraziare ognuno dei miei Consiglieri per aver dedicato le migliori risorse con costanza, abnegazione, spesso a discapito degli interessi, personali, familiari e professionali, stiamo affrontando uniti questo percorso, resta un ultimo anno del ns. mandato, per portare a compimento tutti gli impegni assunti in favore dell’Avvocatura Messinese.

Grazie, al Nostro Comitato Pari Opportunità che con costante impegno si pone a tutela e garanzia delle minoranze, per raggiungere parità di accesso e opportunità, nella piena qualificazione professionale e formativa. Un ringraziamento va al Consiglio Distrettuale di Disciplina, per il severo impegno assunto in un ambito assolutamente delicato e fondamentale, a tutela dell’Avvocatura e di tutta l’intera Comunità. Grazie a tutte le Associazioni Forensi per il fattivo contributo che hanno offerto al Consiglio per sostenere con grande impegno la fondamentale attività di formazione. Grazie, in particolare, alle Camere Civile e Penali, sempre al fianco del Consiglio anche nella condivisione dei necessari protocolli.

Voglio auspicare che superata questa ennesima emergenza, in futuro sia possibile contagiare solo passione ed entusiasmo, speranza, serenità e gioia.

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