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Catania: «L’avvocatura si è dimostrata coessenziale all’esercizio della giurisdizione»

Rosario Pizzino, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Catania
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La relazione del presidente dell’Ordine degli avvocati di Catania, Rosario Pizzino, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022

Ecc.mo Signor Presidente, Ecc.mo Signor Procuratore Generale, Ill.me Autorità tutte,Colleghe e Colleghi;

Porto a questa Assemblea, ed a tutti coloro che ci seguono da remoto, il saluto del Consiglio dell’Ordine distrettuale di Catania, dei Consigli di Siracusa, Ragusa e Caltagirone, con i rispettivi Presidenti Avv. Carmelo Greco, Avv. Emanuela Tumino, Avv. Giovanni Russo, e dell’Avv. Francesco Favi, nuovo componente distrettuale del CNF, oggi assente per altro impegno istituzionale.

Mi sia consentito, in apertura, rinnovare a S.E., Dott. Filippo Pennisi, il cordiale “benvenuto” dell’Avvocatura del Distretto etneo ed i sensi della nostra stima, nella certezza che la sua autorevole figura costituirà per noi, come da tradizione nel Distretto, un punto di riferimento sicuro. Al contempo, rivolgo un dovuto ringraziamento alla Dott.ssa Domenica Motta che in quest’ultimo anno, esercitando le funzioni presidenziali, ha condiviso con il Distretto uno dei periodi più acuti dell’emergenza pandemica. Da lei, da tutti i vertici degli Uffici Giudiziari e dai Dirigenti amministrativi, i Consigli dell’Ordine hanno ricevuto attenzione nelle interlocuzioni istituzionali, e proficua collaborazione per fronteggiare le criticità via via imposte dalla situazione sanitaria.

In questi frangenti, l’Avvocatura ha dimostrato, ancora una volta, di essere soggetto coessenziale all’esercizio della giurisdizione e meritevole di quel rilievo costituzionale cui ambisce: la sua responsabilità e collaborazione hanno contribuito alla tenuta del “sistema” ed all’amministrazione della giustizia. Così come i Consigli degli Ordini, in questo difficile periodo, hanno confermato il loro ruolo fondamentale, quali interlocutori nella dialettica regolamentare, e quali enti esponenziali di tutti gli Avvocati che ad essi rivolgono istanze, segnalano disfunzioni e richiedono rimedi.

Dopo il periodo feriale 2021 si prospettava la possibilità di un graduale ritorno all’ordinaria funzionalità del Palazzo, ma l’inattesa risalita della curva pandemica ci ha bruscamente riportati al mantenimento delle misure emergenziali. Ed in questo contesto sappiamo quanto la giurisdizione sia stata sacrificata, e quanto, siano state compresse le libertà costituzionalmente garantite (diritto allo studio, al lavoro), necessità, tuttavia, che l’Avvocatura ha condiviso senza esitazione. Il nostro sguardo, però, è sempre rivolto alla ripresa dell’ordinaria funzionalità del Palazzo ed alla riappropriazione della nostra funzione, pur nella consapevolezza che alcune delle nuove prassi emergenziali stiano dimostrando utili potenzialità che, nel futuro, potranno consolidarsi e perfezionarsi. L’efficienza della giustizia ha costituito una delle principali raccomandazioni che l’Unione Europea ha rivolto all’Italia, subordinando all’ottenimento di detto obiettivo l’erogazione di una parte dei fondi del Recovery Plan.

Nelle azioni governative connesse al Piano di Rinascita e Resilienza è previsto, come sappiamo, l’impegno di ridurre i tempi del processo civile (40%) e del processo penale (25%). In questa direzione, la riforma Cartabia, oltre che la riscrittura delle norme processuali, ha individuato nuovi modelli di organizzazione del lavoro del Giudice e degli uffici giudiziari. Il rapporto tra efficienza e ragionevole durata del processo è strettamente connesso: senza l’una, non è raggiungibile l’altra, e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Nella relazione della Ministra al Parlamento sull’amministrazione della giustizia per il 2022, ho colto pragmaticità, concretezza ed operatività, buona cornice per l’avvio delle importanti trasformazioni che ci attendono. Siamo proiettati verso un contesto di ammodernamento ed innovazione tecnologica, rispetto al quale tutti i soggetti della giurisdizione dovranno avere la capacità di formarsi ed adeguarsi.

La “centralità” che la Ministra ha attribuito al “fattore organizzativo”, fa ben sperare perché, oggi più che mai, sono necessari investimenti su personale e risorse: le precedenti riforme “a costo zero”, infatti, non hanno dato risultati; così come il rilievo che sempre la Ministra ha assegnato alla “cultura del dato”, per il monitoraggio di 33ogni aspetto e fase procedurale per l’efficienza del servizio giustizia, non può far dimenticare la necessità di una profonda implementazione e sviluppo del processo telematico, in una visione informatica ancora più moderna; e l’affermazione secondo cui “i processi irragionevolmente lunghi rappresentano un vulnus per tutti”, siamo certi che orienterà sempre più l’azione del Ministero e della giurisdizione verso principi di tutela della “persona” e di rispetto dei valori costituzionali.

Tra le innovazioni, l’Ufficio per il Processo – benché i suoi contorni non siano ancora ben definiti e benché siamo in attesa di chiare indicazioni sulle incompatibilità in relazione alle posizioni degli Avvocati che vi hanno aderito – è già realtà e dovrebbe comportare profonde trasformazioni ,nelle modalità lavorative dei Magistrati, volte all’accelerazione dei tempi processuali e ad una maggiore efficienza della macchina giudiziaria. La sfida è impegnativa.

La Ministra ha pure riferito che “il lavoro di squadra … non solo incrementa l’efficienza della giustizia … ma ne favorisce la qualità”: su questo noi Avvocati siamo fiduciosi ma saremo, anche, attenti osservatori perché la maggiore efficienza del processo non può perseguirsi a scapito della qualità delle decisioni o dei diritti della difesa. I dati nazionali sulle pendenze e nuove iscrizioni diffusi ieri dal primo Presidente della Corte di Cassazione giustificano il nostro timore. La pandemia ha amplificato le croniche criticità dell’apparato logistico che sostiene la giustizia. A Catania soprattutto, ma anche nel Distretto, queste criticità hanno nomi ben precisi: strutture inadeguate e vetuste, alcune ai limiti dell’agibilità e carenze di organico tra Magistrati e personale amministrativo. Tutto ciò limita il ruolo dell’Avvocato, la dignità ed il decoro della professione, la funzione difensiva e la tutela della persona.

Nell’intervento dello scorso anno, evidenziavo come, in attesa della nuova cittadella giudiziaria, l’emergenza imponesse l’adozione di un piano straordinario per agevolare la locazione di immobili da destinare ad Uffici Giudiziari e per avviare la manutenzione straordinaria di quelli in corso di utilizzazione. Rinnovo questo appello, Signor Rappresentante della Ministra, perché i risultati non sono stati quelli attesi.

Con tali auspici, Vi ringrazio per l’attenzione ed auguro buon anno giudiziario.

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