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Manconi, Crosetto, Pisapia, Pecorella: quei candidati garantisti e impossibili

Guida immaginaria al presidente ideale: fuori dalla giostra delle candidature al Colle e trasversali agli schieramenti politici, difenderebbero più di chiunque altro i principi fondanti dello Stato di diritto
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Noi del Dubbio si sa, viviamo ossessionati dai diritti e siamo marci di garantismo, abbiamo un’idiosincrasia per la giustizia sommaria, per i processi mediatici, per le gogne pubbliche. Crediamo cioè nei fondamenti dello Stato democratico, espressi e protetti dalla nostra Costituzione ma quotidianamente bullizzati dal populismo penale così in voga nelle segreterie dei partiti e nelle redazioni di giornale. . Così per l’elezione del presidente della repubblica, che tra le altre cose è anche il capo del Csm, abbiamo provato in modo semiserio a sottrarci dalla giostra della politica di palazzo e a scovare in tutti gli schieramenti i candidati “belli e impossibili”, quelle figure cioè che difendono i principi garantisti in maniera più o meno diretta ma che non hanno praticamente nessuna possibilità di approdare al Quirinale.

Luigi Manconi

L’ex senatore e attuale presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, sarebbe probabilmente il candidato ideale, un garantista di ferro ma anche un uomo colto e appassionato, un intellettuale libertario attento ai diritti civili, un laico convinto ma lontano dai furori giacobini, armato di compassione “cristiana” verso gli ultimi come dimostrano i suoi interventi sul mondo delle carceri, sui rom, sul dramma delle tossicodipendenze. Costituirebbe anche un argine alle derive più autoritarie che albergano in alcune frange della nostra polizia, altro dossier che tiene a cuore. Inoltre il temperamento mite e la capacità di mediare tra posizioni differenti ne farebbero un presidente quasi perfetto

Guido Crosetto

Nel centrodestra italiano l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia è la figura politica che più di tutti fa del garantismo una battaglia centrale, da disputare apertamente, con veemenza e senza interessi personali. Lo ha fatto con i suoi colleghi di partito ma anche con gli avversari finiti nel tritacarne delle procure e dei processi mediatici di cui ha sempre preso le difese. Sarebbe un presidente non ordinario, volitivo e vitaminico, avversario schietto della cultura giustizialista capace di lasciare un’impronta voluminosa almeno quanto la sua considerevole stazza fisica.

Giuliano Pisapia

L’ex deputato di Rifondazione, sindaco di Milano e attuale europarlamentare del Pd è un avvocato e un fine giurista che, accanto alla carriera politica, ha saputo costruirsi una grande credibilità professionale e intellettuale. Difensore di Forlani e La Malfa durante Tangentopoli, del leader curdo Ocalan e della famiglia di Carlo Giuliani come parte civile, ha scritto saggi sul rapporto tra politica e magistratura, sull’antiproibizionismo e sul sistema carcerario. Come detto per Luigi Manconi il suo profilo di negoziatore, l’approccio pacato ai problemi e alle soluzioni, il rispetto che riscuote tra gli avversari politici ne farebbero un Capo dello Stato quasi perfetto per l’innato stile “quirinalizio”.

Gaetano Pecorella

L’autore dell’omonima legge del 2006 che sanciva l’inappellabilità per le sentenze penali di assoluzione (in seguito parzialmente modificata dalla Corte costituzionale) è un garantista della prima ora, un avvocato penalista che ha difeso anarchici e fascisti, brigatisti rossi ed estremisti neri, fino ad arrivare all’ex premier Silvio Berlusconi da cui ha politicamente divorziato una decina di anni fa abbandonando Forza Italia. Anche se non possiede i tratti ecumenici di un Manconi o di un Pisapia la sua visione dello Stato di diritto è lucida e deliziosamente antiretorica. Ecco un passaggio di una sua recente intervista al nostro giornale: «La stessa espressione “garantismo” sia impropria. È semplicemente il diritto naturale, evocato dalla prima dichiarazione universale, da Voltaire, Beccaria».

Roberto Giachetti

L’esponente di Italia viva e del partito radicale transnazionale è un garantista da trincea, da duello rusticano, poca accademia e sempre in prima linea con tipico spirito “pannelliano”. Il diritto al giusto processo, la presunzione di innocenza, l’umanità e lo scopo rieducativo della pena per Giachetti contano più dell’appartenenza politica. Per passione e senso dello scontro vale il discorso fatto per Crosetto; non a caso i due, pur di sensibilità politiche opposte sono buoni amici e membri fondatori del sito presuntoinnocente.com, un portale che si batte contro l’invadenza della giustizia penale nella vita delle persone,

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