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Ardita e Cavanna in coro: «Aggirata la sentenza del Consiglio di Stato»

Ardita
Il consigliere togato indipendente e il laico della Lega hanno criticato la decisione della quinta commissione di riproporre Curzio e Cassano. «La delibera non colma le argomentazioni richieste dal Consiglio di Stato»
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Tempi troppo stretti per la nuova deliberazione del Csm sui vertici della Cassazione, che oltretutto sarebbe carente anche nel merito, visto che lascerebbe irrisolti i rilievi posti dal Consiglio di Stato. È la sostanza delle critiche mosse dai consiglieri del Csm che hanno votato contro le riconferme di Pietro Curzio e Margherita Cassano. «Mancano gli argomenti richiesti nella sentenza di annullamento per colmare contraddizioni e lacune, è mancata una riflessione approfondita e completa» ha lamentato il togato indipendente Sebastiano Ardita. «Occorre evitare di dare anche solo l’impressione di voler eludere le decisioni del giudice amministrativo», ha aggiunto insistendo sulla necessità di rispettare le decisioni del Consiglio di Stato.

Per il laico della Lega Stefano Cavanna «le nuove motivazioni si limitano a riproporre in forma diversa le stesse argomentazioni di quelle originarie». E se è vero che il Csm ha degli ambiti di discrezionalità, «è necessario che i suoi atti siano sottoposti al controllo di un altro organo giurisdizionale per impedire motivazioni incomprensibili, esoteriche e quindi espressione di arbitrio».

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