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Il filosofo Cacciari: «Parlamento ininfluente, riformi la Costituzione»

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Cacciari sul futuro di Draghi e Mattarella: «Restino al loro posto oppure si accordino per indicare i loro successori: non vedo altre vie d'uscita»
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Il filosofo Massimo Cacciari sulla corsa Colle spiega che «Mattarella e Draghi dovrebbero rimanere al loro posto o, in alternativa, accordandosi per indicare i loro successori», perché «nel declino del nostro sistema l’importante è non sprecare i fondi del Pnrr».

Professor Cacciari, pensa che l’eventuale elezione di Draghi al Quirinale spinga il nostro sistema verso un nuovo tipo di presidenzialismo?

È un dato di fatto che il ruolo del Parlamento sia stato ormai da anni superato. Si tratta di capire se si vuole procedere su questa via, e allora si può ragionare di riformare il nostro sistema verso un assetto costituzionale di tipo presidenzialistico; oppure se desideriamo mantenerci in un sistema centrato sul Parlamento. Ma è evidente che non si può continuare così, cioè facendo del Parlamento una sede nella quale si convertono decreti, si dà la fiducia e basta.

Chi ha il compito di prendere in mano la situazione per opporsi a questo declino?

Prima di tutto serve consapevolezza. Mi chiedo se le forze politiche, a partire dal presidente della Repubblica, capiscano l’assoluta gravità di una situazione che si protrae da dieci anni e vogliano discutere per risolverla in un senso o nell’altro. O, al contrario, se vogliono far finta che non succeda nulla e andare avanti con rattoppi, commedie e farse come quelle degli ultimi anni con un Parlamento svuotato e un capo dello Stato che surrettiziamente svolge sempre di più le funzioni di un presidente eletto dal popolo. Il discorso riguarda tutti, politici, giornalisti e colleghi. Sono aperto a ogni soluzione che abbia una forma. Quello che mi scandalizza è l’informe.

Dunque sarebbe d’accordo con un semipresidenzialismo de facto con Draghi al Colle come suggerito da Giorgetti?

Il semipresidenzialismo non esiste. Giorgetti lo deve capire. Esiste una forma presidenzialistica, o un’altra forma. Il semipresidenzialismo de facto, che è quello che abbiamo avuto in questi dieci anni, le sembra funzionale?

Se il semipresidenzialismo non esiste come definisce il sistema francese?

Non lo so, bisognerebbe discuterne, non si può parlarne così alla garibaldina. Dico semplicemente che una situazione di questo genere in Italia non è più tollerabile. Stiamo vivendo una condizione in cui delle norme che riguardano l’habeas corpus, norme delicatissime che investono questioni di carattere culturale, filosofico, etico, enormi, vengono risolte attraverso decreti, neanche con delle leggi. Continuiamo ad avere presidenti della Repubblica che nominano presidenti del Consiglio, fanno come vogliono.

Che il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio è all’articolo 92 della Costituzione. Cosa intende?

Ma cosa c’entra, qui si sta parlando di questioni sostanziali, non formali. Siamo in un sistema parlamentare, certamente, e la Costituzione dice che il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e i ministri, ma non bisogna fare una questione formale. Si tratta di far capire a qualcuno che il sistema è tutto da cambiare, come disse Napolitano nel suo discorso di rielezione.

La persona giusta per cambiare potrebbe essere Mattarella, se accettasse la rielezione?

Potrebbe anche essere: mi pare che Mattarella si sia spinto troppo in là a dire che non vuole, poi tutto è possibile. Ma la cosa più probabile sia che trovino un accordo su Draghi e si mettano d’accordo sul suo successore a palazzo Chigi dietro sua indicazione. Draghi, come dice Giorgetti, potrebbe svolgere la funzione che ho descritto, quella di “guidare il convoglio”.

Eppure il centrodestra insiste su Berlusconi e dice che con Draghi al Colle si sfila dalla maggioranza. Che ne pensa?

La candidatura di Berlusconi è un bluff totale. I bluff sono fatti per attirare l’attenzione, il vero obiettivo di Berlusconi è quello di contrattare un nuovo riassetto del governo influenzando la scelta per il prossimo presidente del Consiglio.

Se non sarà né Draghi né Mattarella, chi può avere la forza per attuare questi cambiamenti dal Colle?

Chi vuole che abbia il peso per dire una cosa del genere. Nessuno. Dovrebbero essere i leader di questa fase a dire che son non si può continuare così. Ma Draghi non è mai stato un politico perché il suo campo è quello economico finanziario. Mattarella non mi pare abbia la forza, la voglia e la capacità di fare un discorso come quello di Napolitano. Staremo a vedere, l’importante è non sprecare i fondi del Pnrr.

Crede che ce la faremo?

Per amore di patria mi auguro che la maggioranza si metta d’accordo e non vedo chi potrebbe dirigerne i movimenti se non il duo Mattarella Draghi, o rimanendo ai loro posti o accordandosi per indicare i loro successori.

Che avranno a che fare con un’emergenza quasi alle spalle. Come giudica gli ultimi provvedimenti contro la pandemia?

La fase più acuta della pandemia è alle spalle, lo dicono i dati. Ciò che non è alle spalle sono i provvedimenti draconiani e paternalistici del governo. C’è un’isteria collettiva che non è stata ancora superata. A inizio anno in terapia intensiva c’erano 1.500 posti occupati, i malati gravi erano il due per cento. Ho appena fatto la terza dose di vaccino ma è universalmente noto che il vaccino declina la propria efficacia dopo due mesi e dopo sei è inefficace. Siamo in una fase dove tutto si potrebbe sfrontare con consapevolezza, senza l’idolatria del vaccino. Ma siccome questa nuvola del covid serve a tenere unita la maggioranza, temo che continueremo così ancora per molto.

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