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Cartabellotta: «O si chiude la scuola o si chiude altro: non c’è via d’uscita»

Patrizio Bianchi
Cartabellotta (Gimbe): «La scuola rappresenta un bacino di contagi». Pregliasco: «C’è stata troppa larghezza e allargamento». Galli: «Picco a fine gennaio»
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“Non prendete l’ascensore numero 9”. L’annuncio dell’altoparlante dell’ospedale Galeazzi di Milano «è l’avviso per noi che sta arrivando un altro paziente Covid», spiega con un tono di lieve sconforto il virologo Fabrizio Pregliasco, confermando che la situazione non è delle più rosee: «C’è un aumento» dei casi e si vede quotidianamente in corsia.  Per questo il docente della Statale di Milano ritiene «indispensabile» una nuova stretta da parte del Governo. «C’è stata troppa larghezza e allargamento – dice all’Adnkronos Salute – per questo sono necessarie una serie di strette per convivere» con il virus «e continuare a lavorare. Il punto è trovare l’equilibrio fra le esigenze economiche, sanitarie e la libertà dei cittadini. Io penso – ribadisce Pregliasco – che purtroppo elementi stringenti debbano essere presi».

Scuola e contagi Covid, parla Cartabellotta

«La scuola rappresenta un bacino di contagi. È chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole, bisognerà chiudere qualcos’altro perché non abbiamo tanti margini per far circolare il virus». Lo sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto alla trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

Picco di contagi entro al fine di gennaio: il commento di Galli

«Mi auguro un picco di contagi entro il mese di gennaio. Da come sale, la curva non lascia fare previsioni certe. Sicuramente per un giorno o 2 avremo meno tamponi e, in percentuale, più contagiati, perché in questi giorni di festa li fa solo chi ha sintomi o contatti diretti con positivi, ma cambia poco, perché tampone o non tampone, la diffusione è un dato di fatto. Realisticamente mi aspetto ancora una crescita per diversi giorni e questo credo imponga prudenza». Questa la previsione di Massimo Galli, ordinario fuori ruolo di malattie infettive presso l’Università Statale di Milano, intervistato ad Agorà, su Rai Tre.

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