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Niente quarantena per chi ha tre dosi. Super green pass per i trasporti dal 10 gennaio

Draghi
Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge su quarantene ed estensione del green pass rafforzato. Capienza al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso
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Disco verde dal Consiglio dei ministri al nuovo decreto legge sull’estensione dell’uso del green pass e sulle quarantene. Dal 10 gennaio 2022 fino alla cessazione dello stato di emergenza, si amplia l’uso del green pass rafforzato alle seguenti attività: alberghi e strutture ricettive; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose; sagre e fiere; centri congressi; servizi di ristorazione all’aperto; impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici; piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto. Inoltre il green pass rafforzato è necessario per l’accesso e l’utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.

Il decreto prevede che la quarantena precauzionale non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo. Fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al caso, ai suddetti soggetti è fatto obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 e di effettuare – solo qualora sintomatici – un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso. Infine, si prevede che la cessazione della quarantena o dell’auto-sorveglianza sopradescritta consegua all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati; in tale ultimo caso la trasmissione all’Asl del referto a esito negativo, con modalità anche elettroniche, determina la cessazione di quarantena o del periodo di auto-sorveglianza. Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

Oggi intanto sono stati registrati 98.020 nuovi casi positivi, con poco più di un milione di tamponi effettuati per un tasso di positività al 9,8 per cento e 136 decessi. «Ci dobbiamo aspettare che centinaia di migliaia di persone si contagino con Omicron nelle prossime settimane, ma niente panico – ha detto il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri – Con Omicron stiamo andando verso l’endemia».

La mattinata si era aperta con la richiesta delle Regioni al governo dell’abolizione della quarantena per i vaccinati con terza dose lamentando l’impossibilità del tracciamento per tutti i contatti positivi. Oltre a ciò, anche «stop ai tamponi per terminare la quarantena (dopo 10 giorni di isolamento) per chi ha la terza dose e non ha sintomi ed estensione del super greenpass al mondo del lavoro», come scritto dal presidente della Liguria e leader di Cambiamo!, Giovanni Toti. Subito dopo riunione del Comitato tecnico scientifico, durata ben oltre le due ore previste, infine il Consiglio dei ministri, preceduto dalla cabina di regia tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e i rappresentanti dei partiti di maggioranza, Giancarlo Giorgetti, Roberto Speranza, Stefano Patuanelli, Dario Franceschini, Elena Bonetti e Mariastella Gelmini, oltre al coordinatore del Cts Franco Locatelli e il presidente Iss Silvio Brusaferro, in cui sono state prese le decisioni poi confermate dal Cdm.

Nel pomeriggio il dibattito politico si è concentrato sull’obbligatorietà delle mascherine FFP2 e su come la pandemia possa influire sull’elezione del capo dello Stato. «Il governo Draghi rende obbligatorie FFP2 per moltissime attività, ma non fa nulla per calmierarne il prezzo – ha denunciato Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana – Non sembra inoltre garantirne la gratuità per tutto il personale scolastico e nemmeno nuove scorte per impedire che si esauriscano: un grave errore». E se Forza Italia con la vicecapogruppo al Senato, Licia Ronzulli, e il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, insiste sulla necessità di «accelerare sulle terze dosi di vaccino» e di «smetterla con il gioco dei quattro tamponi», dal centrosinistra si leva la voce che chiede l’obbligo di vaccino. Se per il dem Gianni Cuperlo «di fronte a quel che è accaduto, che potrebbe accadere e che sta accadendo bisognerebbe seriamente, perlomeno, estendere l’obbligo vaccinale alle categorie di persone e di lavoratori che hanno maggiori contatti sociali», per la renziana Lisa Noja «se gli ospedali si riempiono, non si riescono a curare gli altri malati e per questo è improcrastinabile una seria riflessione sull’obbligo vaccinale almeno sui posti di lavoro».

Contraria alle decisioni dell’esecutivo la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, secondo la quale «il governo in questi mesi ha perso tempo perché ha puntato tutta la sua strategia sul green pass pensando, erroneamente, che con questo strumento si potesse contenere il contagio mentre nulla ha fatto per potenziare i mezzi di trasporto, per mettere in sicurezza le scuole e i luoghi pubblici con l’aerazione meccanica: tutte proposte che Fratelli d’Italia ha avanzato da tempo».

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