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La previsione di Ricciardi: «In Italia presto 100mila contagi al giorno»

Ricciardi
Parla Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro Speranza: «L'Italia oggi paga le scelte sbagliate dei Paesi meno attenti sul coronavirus»
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L’Italia, investita dalla quarta ondata di Coronavirus, ha subito le conseguenze «delle scelte sbagliate di altri», afferma l’esperto di Igiene Pubblica, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza. «Non è un caso che le 3 varianti che hanno caratterizzato il 2021, siano arrivate da Paesi simbolo», dice Ricciardi citando il Regno Unito, «che non ha fatto nulla per fermare il virus», l’India, «che aveva abbassato la guardia» e il Sudafrica, da dove arriva Omicron e dove «la copertura vaccinale è minima».

Parlare di quarta dose nel nostro Paese è «prematuro», dichiara il docente della Cattolica di Milano. «Non si partirà prima di alcuni mesi, a maggio o giugno», spiega. L’esperto è preoccupato dal picco di contagi. «Andremo oltre i 100mila contagi al giorno», ma, «non credo che tornerà il lockdown totale». Le restrizioni saranno «solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro». Importante la ventilazione degli ambienti. Nelle scuole «serve un monitoraggio costante dell’aria – prosegue Ricciardi – con indicatori dell’anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d’aria».

Bassetti: «Stop alla quarantena per contatti con i positivi»

«Abbiamo oltre 50mila casi al giorno, diventeranno molti di più, finiamola con il tracciamento e le quarantene dei contatti. Chi è malato deve stare a casa e dobbiamo finire con il tracciamento. Non possiamo continuare a mettere in quarantena e in isolamento forzato decine di persone (i contatti) per ogni tampone positivo». Lo dice al Secolo XIX Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive dell’area metropolitana genovese.  «Deve cambiare tutto, non possiamo contrastare il Covid di dicembre 2021 con gli strumenti normativi del dicembre 2020 – dice – più dell’80% degli italiani è vaccinato e per loro il Covid, oggi, è poco più che un brutto raffreddore».

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