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Emergenza prigioni, la Lombardia non fa eccezione

ergastolo ostativo
Affollamento, carenza di una "visione" di pena costituzionalmente orientata, carenza di risorse ai diversi livelli. La denuncia del garante nazionale dei detenuti
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Il garante nazionale delle persone privare della libertà rende noto che nei mesi di novembre e dicembre ha effettuato una visita regionale in Lombardia effettuando il monitoraggio di diverse strutture: sette Istituti penitenziari per adulti e quello milanese per i minori; il Centro di permanenza per i rimpatri ( Cpr) di Milano; quattro Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) dislocati in diverse città; la ‘ multiforme’ Rems tuttora plurimodulare di Castiglione delle Stiviere; una residenza sanitaria assistenziale di Bergamo e alcune camere di sicurezza delle Forze di polizia delle città toccate dalla visita.

Le criticità complessive delle strutture penitenziarie coinvolte nella visita riflettono molte delle problematicità riscontrabili a livello nazionale: dall’affollamento, alla carenza di una complessiva ‘ visione’ di una esecuzione penale costituzionalmente orientata, alla carenza di risorse ai diversi livelli ( di direzione, di personale delle varie funzioni tutte ugualmente essenziali in un Istituto, di dialogo concreto con le strutture sanitarie territoriali).

La necessità di costruire un rapporto diverso con la sanità territoriale – e all’interno della struttura stessa tra le due amministrazioni – è emersa in modo particolare nella Casa di reclusione di Opera che pure ospita una struttura potenzialmente qualificabile come ospedaliera.

Questo aspetto è stato sollevato anche in occasione dell’incontro avuto con la Vice- Presidente della Regione, Letizia Brichetto Moratti.

Gli Istituti visitati sono stati, oltre a quello di Opera, quelli di Bergamo, Brescia ‘ Canton Mombello’ e Brescia Verziano, Pavia, Voghera, Monza.

In alcuni casi si è trattata di una visita di follow- up, dopo quella del 2017; la situazione riscontrata ha però confermato le criticità allora rilevate. Positiva invece la prima visita all’Istituto di Verziano. L’Istituto minorile di Milano è tuttora in attesa di finire i lavori di ristrutturazione: l’annuncio di uno sblocco dei lavori lascia sperare, anche se quanto riscontrato al momento risente del perdurare di tale situazione.

Il Garante osserva che in tutto il territorio deve essere potenziata una rete di effettiva presa in carico delle molte criticità di natura comportamentale o psichiatrica che proponga soluzioni di continuità ed eviti sia il rischio di internamento o di assenza di effettiva risposta ai bisogni espressi, sia il loro ricadere su personale non professionalmente formato per tale compito.

Resta tuttora aperta la peculiarità della situazione di Castiglione delle Stiviere, esplicita anche nella sua stessa denominazione di “sistema plurimodulare di Rems provvisorie”.

La visita al ‘ Centro di permanenza per i rimpatri’ è stata seguita da un dialogo con il Prefetto di Milano, in una fase, quale quella attuale, di ridefinizione del Regolamento per la permanenza in tali strutture.

I temi affrontati hanno, quindi, riguardato criticità d’ordine generale, già evidenziate in precedenti visite e in Rapporti tematici su tali strutture prodotti e resi pubblici dal Garante nazionale.

Anche alle visite alle camere di sicurezza sono seguiti incontri con i vertici delle Forze di Polizia responsabili.

Oltre a quelli precedentemente incontrati, le delegazioni del Garante Nazionale hanno incontrato i Presidenti dei tribunali di sorveglianza di Milano e di Brescia ( attualmente magistrato facente funzione), il Procuratore della Repubblica di Pavia ( facente funzione), il Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, il Garante regionale la Garante della provincia di Pavia, i Garanti comunali di Milano, Bergamo, Brescia.

Le parallele sezioni di formazione dei Comandanti di strutture dell’Arma dei Carabinieri, tenute al Comando provinciale di Brescia e a quello di Pavia, sono state altresì occasioni di scambio e di valutazione circa il tema della privazione della libertà da parte dell’Arma dei Carabinieri. Nelle due sessioni e nell’articolazione in tre sotto- delegazioni, che hanno lavorato in parallelo, la visita ha coinvolto, oltre ai tre componenti del Collegio, tredici componenti dell’Ufficio per complessive ventisette giornate lavorative.

 

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