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«Mario Draghi resti premier: in conclave rischia di uscire da parroco»

Mario Draghi
Luca Zaia, presidente del Veneto, parla del futuro di Mario Draghi, della candidatura di Berlusconi e dell'emergenza pandemica da Covid-19
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«Un cambio di governo, o ancor peggio il ritorno alle urne, aprirebbero una fase di instabilità in un periodo difficilissimo per il Paese. Non possiamo permettercelo». A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è il presidente del Veneto, Luca Zaia. Che sull’eventualità Mario Draghi al Quirinale sottolinea: «Non mi iscrivo alle due opposte tifoserie, ma non riesco a immaginare un Paese senza premier in piena pandemia».

Salvini, che ha detto che Draghi è vincolato a Palazzo Chigi dal prolungamento dello stato d’emergenza, «fa un ragionamento di buon senso e condivisibile. Il presidente del Consiglio sta dando uno standing unico al nostro Paese, riconosciuto anche da Angela Merkel: i discepoli, a volte, superano i maestri. E dico due cose. La prima da governatore: la libertà d’azione che hanno avuto le Regioni e la stabilità di questo periodo sono merito della figura del premier. Mario Draghi porta un valore aggiunto che altri non avrebbero. La seconda cosa la affermo da uomo del popolo: ho la percezione che la sua tifoseria voglia che resti lì dov’è».

«Mario Draghi rischia di entrare in conclave da Papa e…»

In ogni caso, sottolinea Zaia, «solo Draghi sa cosa vuole intimamente. Può decidere di non candidarsi per il Colle. E allora punto. Ma se si candidasse di certo avremmo due scenari: i partiti dovrebbero garantirgli un’elezione al primo scrutinio, perché una soluzione diversa equivarrebbe a una bocciatura da parte della sua maggioranza. Lo scrutinio segreto non è irrilevante nel nostro Parlamento, al di là dei bei discorsi. Draghi rischia di entrare in conclave da Papa e uscirne da parroco di campagna. Né capo di Stato né premier. Con pregiudizio per l’Italia». La seconda soluzione è «che venga eletto, ovviamente. Ma a quel punto avremmo un serio problema: ci troveremmo senza premier nel bel mezzo di una pandemia. La situazione è delicata e a Draghi, cui è stato chiesto un sacrificio in piena pandemia, va il massimo rispetto. Mi spiace se nei suoi progetti c’è veramente il Quirinale. Ma nessuno, un anno fa, avrebbe pensato che il voto per il Colle sarebbe coinciso con una nuova ondata di Covid».

Zaia su Berlusconi ed emergenza da Covid-19

Sull’ipotesi Berlusconi, Zaia spiega: «Queste sono dinamiche che verranno valutate all’interno del centrodestra. Mi rimetterò alle decisioni della coalizione. Mi auguro che il prossimo presidente sia garante della Costituzione nella parte in cui riconosce le autonomie. Detto ciò, mi lasci aggiungere che spero che il centrodestra guidi il percorso di scelta verso una figura condivisa, che non venga fuori con un margine risicato dopo molte votazioni, come in passato».

Infine, sul tema Covid il presidente del Veneto conclude: «Al lockdown stanno tornando Paesi come Olanda e Germania con tasso di immunizzazione più basso del nostro. E questo lo dico a chi, con il riemergere della pandemia, ha ancora dubbi sull’efficacia dei vaccini: un anno fa in Veneto c’erano 3.400 ricoverati, di cui 450 in terapia intensiva. Oggi, con un numero di contagi superiore a quelli del Natale 2020, i ricoverati sono 1.105 di cui 159 quelli più gravi. E l’80 per cento degli intubati sono non vaccinati. Bastino questi dati a chi asserisce che non è cambiato nulla».

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