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“Toghe d’Oro”, Venezia premia i suoi avvocati più esperti

Si è tenuta ieri presso l'Ordine degli avvocati di Venezia la cerimonia di consegna della prestigiosa Osella d’oro, il premio per celebrare gli avvocati che hanno maturato 45 anni di anzianità professionale
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«Ai colleghi che hanno raggiunto questo importante traguardo vanno i nostri più sinceri complimenti. Questi colleghi, che hanno saputo svolgere la professione con dignità, qualità e competenza, sono un esempio per i giovani ed un orgoglio per il nostro Foro veneziano, che, da sempre, è un modello di riferimento a livello nazionale».  E’ questo il messaggio con cui il presidente dell’Ordine di Venezia, Giuseppe Sacco, ha consegnato la prestigiosa Osella d’oro per celebrare gli avvocati che hanno maturato 45 anni di anzianità professionale.

La celebrazione delle “Toghe d’Oro”, un momento importante per il distretto veneziano, che si trova così ad omaggiare i propri legali più esperti, si è tenuta ieri pomeriggio presso l’Auditorium della sede dell’Ordine degli avvocati di Venezia. Alla presenza del presidente del tribunale di Venezia Salvatore Laganà e del procuratore della Repubblica Bruno Cherchi, il presidente Sacco ha consegnato il premio agli avvocati Giancarlo Adorno, Alvise Benvenuti, Tito Bortolato, Giovanni Bullo, Antonio Forza, Antonio Franchini, Sandro Grandese, Pier Vettor Grimani, Franco Stivanello Gussoni, Paolo Mantovan, Gianfranco Perulli, Giorgio Pinello, Stefano Sternini, Sandro Trevisanato, Vittorio Usigli.

Nel corso della cerimonia è stata ricordata la consigliera dell’Ordine Martina Zancan, scomparsa lo scorso 8 giugno, con la consegna dell’Osella d’oro al marito Alberto Alzetta. Sono stati, inoltre, consegnati i riconoscimenti ai colleghi che hanno contribuito a smaltire l’arretrato nelle liquidazioni dei compensi del gratuito patrocinio e delle difese d’ufficio presso il tribunale per i minorenni di Venezia, Arianna Berton, Giorgia De Biasi, Sara De Zorzi, Roberta Pellizzato, Sabina Pellizzon e Marica Stigliano Messuti, al commercialista dell’Ordine Paolo Minchillo, alla ex segretaria dell’Ordine, Cristina Brazzolotto, andata in pensione nel mese scorso. Nella giornata di ieri il Consiglio dell’Ordine degli avvocati ha approvato il bilancio consuntivo e quello preventivo, ultimo passo ufficiale del presidente. Oltre alla presentazione della nuova app utile alla gestione da remoto delle attività legali, anche di udienza.

La nomina del presidente Sacco al Cnf

Lo scorso 8 dicembre, il presidente del Coa veneziano Giuseppe Sacco è stato nominato membro del Consiglio Nazionale Forense. Un pezzo di Venezia giunge così nel massimo organismo istituzionale dell’avvocatura, rappresentando l’intera classe forense. Sacco concluderà la sua esperienza di presidente a fine 2021, quando poi opterà per la carica nazionale assieme ad altri otto nuovi membri (sui 37 totali). All’attuale presidente dell’Ordine veneziano spetterà il compito di rappresentare il Veneto assieme a una collega di Padova: «Cercherò di portare l’esperienza del Veneto – spiega Sacco -, che pur essendo forza trainante dell’economia italiana, e trovandosi agli ultimi posti per strutture e personale, sia amministrativo che di magistrati, mantiene standard di produttività e di qualità dell’avvocatura di assoluta eccellenza sul territorio nazionale. Lo sforzo di informatizzazione partito da Venezia (con lo sviluppo del primo processo telematico) è il futuro per l’avvocatura nazionale».

Sul piatto, tra i compiti del Cnf, ci sono temi urgenti come le riforme del processo civile e penale, oltre alle difficoltà strutturali in cui sta incorrendo il mondo della giustizia, con carenza di personale sia amministrativo che di magistrati. Temi che sono vicini anche alla realtà lagunare, per cui da sempre l’Ordine è in prima linea per chiedere maggiore attenzione ai fini di garantire i diritti dei cittadini. «L’avvocatura – continua il presidente uscente – è stata da sempre ispiratrice di buona politica e riflessione sul sociale, Venezia ha bisogno di forte recupero del suo tessuto culturale, economico falcidiato dal 2019 ad oggi a partire dall’acqua “granda” fino alla pandemia. Mi auguro di poter dare il mio contributo per rendere ogni possibile servizio alla città, compatibilmente con i limiti del mio ruolo».

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