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Castellino dal carcere: “L’Assalto alla Cgil? La vera violenza fu dei poliziotti infiltrati”

Castellino
Dopo la notizia che la procura di Bari sta indagando per terrorismo, il leader di Forza Nuova scrive da Poggioreale: «Terrorista e criminale è la narrazione del covid»
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«Terrorista e criminale è la narrazione del covid». A poche ora dalla notizia che la procura di Bari sta indagando per terrorismo, scrive così dal carcere di Poggioreale, in una lettera consegnata all’Adnkronos attraverso il suo avvocato Nicola Trisciuoglio, Giuliano Castellino. Per il leader di Forza Nuova, detenuto insieme a Roberto Fiore, a Luigi Aronica e Salvatore Lubrano per gli scontri di piazza del Popolo culminati il 9 ottobre scorso nell’assalto alla sede della Cgil, «migliaia di italiani che non hanno voluto e non vogliono piegare la testa di fronte all’oppressione globalista. Il mainstream e le forze repressive hanno liquidato quel sabato come un assalto fascista alla Cgil con arresti, criminalizzazione e repressione».

«Nessuna voce fuori dal coro», aggiunge Castellino, sottolineando «tutti i quotidiani contro la piazza dei 100.000. Nessun contraddittorio, quella piazza andava cancellata, criminalizzata emessa al bando. I suoi animatori internati, messi alla gogna pubblica, processati e condannati nei tribunali giacobini di stampa e Tv». Tuttavia, sostiene il leader romano di Forza nuova, «non c’è stata nessuna devastazione e non c’è stato nessun assalto – ribadisce – Per i legali e l’economo della Cgil i danni ammontano a 18.000 euro più Iva. Danni che mai nessuno ha incitato a fare, solo in 25 e per soli due minuti sono entrati dentro la sede del sindacato, poco importa che in 100.000, a rischio lavoro per l’entrata in vigore del green pass, hanno dato vita a una giornata radicale nei toni ma tutto sommato pacifica. Il corteo che si è spinto fin sotto alla Cgil voleva solo spingere Landini e il sindacato più forte d’Italia a prendere posizione sul green pass. Pochi sconosciuti, (infiltrati?), sono entrati dentro la Cgil gli altri 100.000 hanno manifestato per la libertà. Ad oggi, per quel 9 ottobre, siamo ancora in carcere». Ma, scrive ancora Castellino, «la vera violenza quel 9 ottobre l’hanno fatta poliziotti infiltrati, i blindati della polizia che in più occasioni hanno tentato di investire i manifestanti. Siamo certi che nelle aule di tribunale e dell’opinione pubblica presto ci saranno verità e giustizia. Fascismo e fascisti sono solo nella testa dei nostalgici degli opposti estremismi e della strategia della tensione – conclude Castellino – sconfitti e cacciati dalla piazza no green pass. Il 9 ottobre rimarrà nella storia».

 

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