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Leonardo, da due anni in Turchia portato illegalmente dal padre

Una storia simile a quella del piccolo Eitan: «Per il bambino salvatosi nella tragedia del Mottarone sono stati rispettati i tempi previsti dalla Convenzione dell’Aia, per Leonardo no. Perché?»
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La storia del piccolo Eitan, rapito in Italia e portato dal nonno in Israele per poi essere di nuovo trasferito nel nostro Paese con un provvedimento della magistratura israeliana, non è la sola ad indicare il livello di tensione che si può raggiungere in alcuni nuclei familiari. Quella che raccontiamo è un’altra vicenda molto delicata e ha come protagonista Leonardo, cinque anni, e la madre, Ilaria Sassone, e potrebbe avere dei risvolti diplomatici. Leonardo, infatti, da quasi due anni si trova in Turchia, dopo che è stato portato illegalmente dal padre, cittadino turco-tedesco.

La vicenda

Sin da quando Ilaria è rimasta incinta, il marito Demirbilek ha iniziato a dimostrare un carattere possessivo, impedendo alla compagna di allontanarsi da casa e recarsi dai genitori a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Ilaria è una ragazza piena di sogni per sé e per il figlio. Per questo vorrebbe frequentare l’università e chiede al padre di Leonardo di collaborare per prendersi cura del bambino. Ogni tentativo di collaborazione risulta vano. L’uomo la ostacola in tutti i modi, nonostante Ilaria si dimostri sempre collaborativa senza, tra l’altro, far venire mai meno il sostegno per l’attività commerciale portata avanti da Demirbilek. La situazione nel 2017 si fa insostenibile e per questo la donna decide di separarsi. Da lì iniziano i problemi ed il calvario giudiziario, come spiega al Dubbio l’avvocata Giovanna Fava, che assiste Ilaria ed il piccolo Leonardo. Non mancano denunce e ricorsi per avere l’affidamento del bambino.

«Ogni volta che il bambino ritorna dopo essere stato con il padre – dice l’avvocata Fava -, presenta eritemi ed irritazioni profonde nella cute per mancato cambio del pannolino. Il padre, inoltre, non versa alcun mantenimento per il figlio mentre Ilaria si trova a pagare i debiti da lui contratti e per i quali lei ha firmato in garanzia». Il Tribunale di Firenze (territorialmente competente, la coppia viveva a Reggello) dispone una Consulenza tecnica. «Ma il Ctu – commenta Fava – non esamina gli episodi di violenza, né la tenera età del bambino, né il suo attaccamento alla madre nel suo felice inserimento nel contesto di Novellara, limitandosi a giudicare negativo il fatto che la madre si fosse allontanata da Firenze, suggerendo che vi facesse rientro con il bambino previo accertamento da parte dei servizi sociali di Reggello delle condizioni di vita del padre». I servizi sociali di Reggello descrivevano la situazione precaria in cui il padre viveva e il 27 gennaio 2020 il Tribunale di Firenze emetteva decreto definitivo di collocazione del bambino presso la madre a Novellara.

La Fuga in Turchia

Nel febbraio 2020 il colpo di scena. Ilaria, dopo che il bambino le era stato affidato in via definitiva ed era stata autorizzata anche ad iscriverlo all’asilo a Novellara, chiedeva al compagno di riportargli il piccolo. Nessuna risposta. Leonardo era stato trasferito dal padre in Turchia.

«Tutto ciò – afferma l’avvocata di Ilaria Sassone – senza autorizzazione della madre e senza alcun documento del bambino valido per l’espatrio. Nei confronti del padre era stato emesso anche decreto penale di condanna in data 30 settembre 2019 per violazione dell’articolo 570, comma 2, del Codice penale ( Violazione degli obblighi di assistenza familiare, ndr). Ma non solo. A seguito della denuncia per sottrazione di minore è stato emesso dal Giudice per le indagini Preliminari di Reggio Emilia la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Reggello. L’ordinanza non ha trovato applicazione in quanto l’uomo è risultato irreperibile».

Ilaria Sassone però non si è persa d’animo. Il livello dello scontro inizia ad alzarsi. L’auspicio è che a questo punto la diplomazia faccia la sua parte. «Sono state immediatamente attivate – continua Giovanna Fava – tutte le procedure, per prima la Convenzione dell’Aia, per cercare di ottenere il rientro del bambino attraverso le autorità centrali italiane, per punire il colpevole e le persone che lo hanno aiutato. A ciò si aggiunga pure il procedimento davanti al Tribunale per i Minorenni per decadenza del padre dalla responsabilità genitoriale. L’ambasciata italiana in Turchia è stata attivata ed è stato dato mandato a legali turchi per rintracciare il bambino ed assistere la madre di Leonardo davanti al Tribunale turco».

Quello di Leonardo, come riferisce l’avvocata Fava, è uno dei venti casi, portati ad esempio dalla Commissione femminicidio, per i danni provocati da consulenze sommarie che ignorano la violenza contro le donne. «Tutte le procedure – sottolinea l’avvocata Fava – danno ragione ad Ilaria Sassone. Per lo Stato italiano è lei l’unico genitore responsabile del bambino. Leonardo deve abitare con lei a Novellara, dato che il padre è stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale ed è imputato per il reato di sottrazione di minore. Per il Tribunale turco Leonardo deve rientrare in Italia. Eppure ancora oggi, dopo l’ennesima pronuncia positiva, Leonardo non può ritornare perché il provvedimento di rientro in Italia non è immediatamente esecutivo ed Ilaria può stare con suo figlio, ma solo in Turchia».

Il caso di Leonardo è simile a quello di Eitan che ha tenuto banco per oltre due mesi. «Per il bambino salvatosi nella tragedia del Mottarone – conclude Fava – sono stati rispettati i tempi previsti dalla Convenzione dell’Aia, per Leonardo no. Perché questa differenza? Entrambi sono cittadini italiani e hanno diritto al medesimo trattamento veloce, invece per Leonardo, dopo ventuno mesi, ancora non si vede messo in pratica il suo diritto a rientrare e vivere in Italia. Italia e Turchia diano immediata applicazione alle loro decisioni». Da ieri sulla piattaforma “Change. org” è partita una petizione online per far rientrare Leonardo il prima possibile in Italia.

 

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