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Caso David Rossi, la procura di Genova verso una nuova inchiesta

David Rossi
Il deputato di Italia viva Roberto Giachetti ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia per fare luce sulla morte dell'ex manager Mps: "Gravissimo se i pm hanno inquinato le prove"
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Il deputato di Italia viva Roberto Giachetti ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia sulla vicenda dell’ex manager del Monte dei Paschi di Siena David Rossi per sapere se il ministro «non ritenga di dover procedere, nell’ambito delle sue prerogative e competenze, ad acquisire ulteriori elementi in riferimento alla vicenda in esame ed eventualmente ad attivare i propri poteri ispettivi al fine di verificare se vi siano state irregolarità o anomalie rispetto alle procedure adottate dai pubblici ministeri». E ora la procura di Genova potrebbe aprire una nuova inchiesta sul caso dopo che avrà ricevuto gli atti della Commissione parlamentare sulle rivelazioni fatte dal colonnello dei carabinieri Pasquale Aglieco, ex comandante provinciale di Siena.

Proprio alla luce dei nuovi risvolti, Giachetti si è rivolto «al Ministro della Giustizia per sapere, premesso che: secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa, lo scorso giovedì 9 dicembre 2021, durante i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, si è svolta l’audizione del Comandante del Reparto Comando Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, col. Pasquale Aglieco, il quale, all’epoca dei fatti, ricopriva l’incarico di comandante provinciale dei carabinieri di Siena; il colonnello Aglieco, mai ascoltato dai pubblici ministeri titolari del fascicolo sulla morte del capo della comunicazione della Monte dei Paschi di Siena, era stato uno dei primi ad arrivare la sera del 6 marzo 2013 sul luogo in cui era stato rinvenuto il corpo di David Rossi; durante la sua audizione il colonnello ha spiegato che, sapendo che non avrebbe svolto direttamente lui le indagini, aveva solo provveduto ad impartire le prime disposizioni, fino all’arrivo dei pm; l’elemento di novità che emerge dal suo racconto riguarda però la sua ingiustificata presenza anche durante il sopralluogo effettuato all’interno dell’ufficio di David Rossi insieme ai pubblici ministeri Nicola Marini, Aldo Natalini e Antonino Nastasi; infatti tale circostanza fino ad oggi non era nota, dal momento che della presenza di Aglieco non viene fatta alcuna menzione nei verbali. Inoltre si evidenzia che, ad eccezione di Marini, che risulta essere il pm di turno, gli altri due non avrebbero potuto partecipare al sopralluogo prima di una formale co-assegnazione da parte del procuratore».

«Ed ancora: Aglieco ha raccontato di “essere entrato nella stanza di Rossi, insieme ai tre pm”, molte ore prima dell’arrivo della polizia scientifica, intervenuta solo intorno alle 00:40, quindi con un inspiegabile ritardo di circa quattro ore; ha ricordato quindi che il pm Nastasi “si è seduto sulla sedia di Rossi e ha acceso il computer”, manovrando il mouse “con una penna”. Uno dei tre pm, inoltre, “ha preso il cestino e lo ha svuotato sulla scrivani”, dove è evidente ci fossero anche altre oggetti. Dentro il cestino “erano contenuti i fazzolettini sporchi di sangue” e “i bigliettini” contenenti dei messaggi di addio che ricondurrebbero la morte ad un suicidio. Successivamente il contenuto che era stato riversato sulla scrivania è stato reinserito nel cestino; Aglieco ha detto inoltre di ricordare perfettamente che quella sera durante la sua permanenza nell’ufficio il telefono di David Rossi squillò due volte: la prima telefonata sarebbe riconducibile al giornalista Tommaso Strambi e non ricevette risposta; la seconda telefonata invece sarebbe riferibile alla parlamentare Daniela Santanché; rispetto a questa chiamata il colonnello afferma: “Mi sembra di ricordare che a rispondere fu il dottor Nastasi”, precisando però di non aver sentito le parole del magistrato; l’onorevole Santanché infatti aveva dichiarato di non aver ricevuto risposta e dai tabulati risulta una chiamata di 38secondi; nel suo lungo racconto Aglieco infine ha ricordato che “qualcuno” chiuse la finestra da cui David Rossi sarebbe precipitato; a parere dell’interrogante».

«Se tali circostanze risultassero dimostrate, saremmo di fronte a una violazione delle più elementari regole e procedure ma soprattutto di una gravissima compromissione della scena del delitto e probabilmente di un irreparabile inquinamento degli elementi di prova», conclude Giachetti. «Terribili le notizie che arrivano dalla commissione di inchiesta sulla morte del manager del Monte dei Paschi di Siena, David Rossi, su cui l’ottimo Bobo Giachetti ha presentato una interrogazione quest’oggi», commenta Matteo Renzi nella sua Enews, ribadendo quanto denunciato qualche giorno fa. «Sembra che i Pm abbiano inquinato la scena criminis: non importa aver letto il codice, basta aver visto una serie televisiva per sapere che nessuno può inquinare le prove. E invece pare che ciò sia stato fatto addirittura da dei magistrati, uno dei quali, peraltro, è tanto per cambiare il Pm di Open. Se tutto fosse confermato, sarebbe davvero gravissimo. Che ne pensate?», sottolinea il leader di Italia viva.

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