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Cafiero de Raho contro i pm “moralizzatori”: «Applichino la legge»

misure antimafia
Cafiero de Raho non approva l'imminente riforma del Csm: «L'ideale sarebbe il sorteggio, che esclude la possibilità di interferenze da parte di chiunque»
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Il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, prossimo alla pensione, dice sì al sorteggio per l’elezione dei nuovi membri del Consiglio Superiore della Magistratura e approva la normativa sulla presunzione d’innocenza. «Sono perfettamente d’accordo con i principi enunciati dalla direttiva europea. Bisogna escludere dalle nostre comunicazioni qualunque indicazione che possa far apparire come colpevoli i soggetti coinvolti in un’indagine. Personalmente, l’ho sempre fatto ad ogni conferenza stampa che ho tenuto. Ho sempre sottolineato che le responsabilità sarebbero state accertate in modo definitivo solo con le sentenze».

Presunzione d’innocenza, magistrati e Csm: parla Cafiero de Raho

«Abbiamo assistito addirittura a suicidi di persone indagate, che si ritenevano del tutto innocenti. D’altra parte, sapere è un diritto del cittadino. È necessario dare diffusione della notizia di ordinanze cautelari. Ed è necessario che tutto questo avvenga in modo da conseguire la finalità prima delle informazioni, cioè dare al cittadino un senso di sicurezza e di protezione, di efficienza del sistema giudiziario. Aggiungo che in terre di mafia, serve anche mandare il messaggio che delinquere non conviene», ha affermato Cafiero de Raho alla “Stampa” di Torino, ritenendo che il magistrato non è depositario della morale collettiva. Un concetto che il procuratore nazionale antimafia ha spiegato così. «Al magistrato spetta solamente di applicare la legge; è questo il suo dovere, non fare il moralista. L’enfasi con cui certe indagini vengono rappresentate dalla stampa, rischia di diffondere nell’opinione pubblica la patologia del giustizialismo, la sollecitazione a una giustizia sommaria. Probabilmente anche la stampa dovrebbe trovare un maggiore temperamento. Ed è vero che si assiste a volte al protagonismo di alcuni circoli mediatici ai quali non sono estranei gli stessi magistrati, che tendono alla costruzione di verità alternative, mediante la propalazione di elementi non sottoposti a valutazione».

Infine, il sorteggio del Csm: «Credo che una riforma sia necessaria e su questo sono tutti d’accordo. Penso però che la modalità più lineare e più obiettiva per comporre il Consiglio sarebbe quella del sorteggio, c he esclude la possibilità di interferenze da parte di chiunque. Mi è chiaro che il quadro porta in altra direzione: si vuole modificare la situazione, ma non nella direzione del sorteggio. Continuo a pensare, però, che il sorteggio corrisponda esattamente alla capacità del magistrato medio. Non mi scandalizzerei, anzi credo che sarebbe la modalità attraverso cui escludere qualunque eccessiva interferenza o condizionamento».

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