Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Mattarella: «Solo grazie alla cultura scientifica resistiamo alla pandemia»

Mattarella
Il presidente della Repubblica richiama l'appello del Papa sui migranti per un Mediterraneo «di civiltà e non di pericoli». Su Zaky: «Lietissimo che sia tornato in libertà»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«La pandemia ha messo in crisi le economie di tutto il mondo, ha messo in difficoltà gli stati più potenti del mondo. Lo abbiamo fronteggiato solo perché la cultura scientifica ha collaborato in modo intenso, integrata, scambiando conoscenze e scoperte. Ciò è anche un esempio in una stagione in cui emergono tensioni, contrapposizioni, rischi di scontri armati». A dirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università degli studi di Enna “Kore”. «Quale richiamo più forte e convincente di questo – dice – un nemico comune che mette a rischio il genere umano dovrebbe esortare a trovare le ragioni per il dialogo, per la collaborazione. Anche in questo si conferma il ruolo decisivo della Cultura e della Scienza».

«All’istruzione dobbiamo la capacità di resistenza al dramma della pandemia. Senza la straordinaria opera tempestiva, veloce e approfondita della comunità scientifica internazionale oggi il mondo sarebbe in ginocchio».  Il Covid «ha provocato morte, ha piegato economie, ha messo in difficoltà Stati», sottolinea. La reazione efficace al virus, è frutto «della cultura e di una comunità scientifica che ha collaborato in modo aperto e integrato». Insomma, per il Capo dello Stato, «la collaborazione della comunità scientifica senza confini è illuminante, anche per evitare future pandemie che si possono impedire se c’è una una apertura reciproca da parte degli Stati».

Il capo di Stato è tornato anche sul tema del Mediterraneo, delle migrazioni, connesso a quello della «civiltà» richiamato nel suo viaggio recente dal Papa, ribadendo l’esigenza che «il Mediterraneo sia mare di solidarietà e non di pericoli». E ha fatto riferimento alla storia dello studente egiziano che ha preso la parola, alla Kore, a nome dei suoi colleghi raccontando la sua storia di coraggio e accoglienza, Remon Karam. «Il coraggio a 14 anni di superare il mare, un’area di insidie, l’avere affrontato e sconfitto anche con la cultura il pregiudizio, è il segno di un decisivo ed esemplare dinamismo necessario. Benvenuto. Continuiamo a coltivare il sogno di unire e di costruire sempre più una cultura e una civiltà dell’accoglienza», dice Matterella che poi si dice «lietissimo che Patrick Zaki sia tornato in libertà. Zaki raffigura il dinamismo del mondo che non può avere confini che deve essere pronto a integrarsi e a lavorare insieme».

Ultime News

Articoli Correlati