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Msf non dimentica. E rifiuta i soldi del M5S: «Dateli ai vulnerabili»

Donazioni dal Movimento 5 Stelle? No grazie, risponde Medici senza frontiere: «Dopo anni di criminalizzazione della solidarietà, auspichiamo che questa dimostrazione di vicinanza sia il segno di una nuova pagina»
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Donazioni dal Movimento 5 Stelle? No, grazie. È così che in estrema sintesi risponde Medici senza frontiere ai militanti grillini che hanno deciso online di destinare parte dei 4 milioni di euro accantonati dai parlamentari pentastellati alla loro organizzazione.

«Ringraziamo i tanti iscritti del Movimento 5 Stelle che hanno scelto Medici senza frontiere (Msf) tra le organizzazioni a cui destinare le restituzioni dei portavoce», si legge in una nota diramata dall’Ong. Tuttavia, spiegano, «in quanto organizzazione medico-umanitaria impegnata nelle emergenze e nei conflitti in tutto il mondo, non possiamo ricevere fondi da movimenti politici, a garanzia della nostra indipendenza, imparzialità e neutralità». In altre parole: Medici senza frontiere non si fa condizionare da nessun partito. Men che meno da un partito di governo. «È una scelta difficile, perché le donazioni sono vitali per garantire assistenza medico-umanitaria negli oltre 80 paesi in cui operiamo. La nostra indipendenza, anche economica, è alla base della nostra capacità di azione e ci permette di agire unicamente in base ai bisogni medici, svincolati da qualunque altra logica», argomenta Msf, che in Italia accetta esclusivamente donazioni private «da individui, aziende e fondazioni».

Ma alla base del rifiuto potrebbero esserci anche altre motivazioni. Msf è da sempre impegnata nel soccorso in mare dei profughi in fuga dalla Libia e da tempo batte il Mediterraneo con una propria nave, la Geo Barents, per salvare vite umane. Una di quelle imbarcazione che non troppo tempo fa Luigi Di Maio definiva senza mezzi termini «taxi del mare». E Medici senza frontiere sembra non averlo dimenticato. «Dopo anni di criminalizzazione della solidarietà, auspichiamo che questa dimostrazione di vicinanza sia il segno di una nuova pagina», si legge ancora sul comunicato dell’organizzazione umanitaria. «Saremo felici se i fondi che non possiamo accettare andranno a sostenere altri importanti progetti a beneficio dei vulnerabili e della collettività».

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