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Premiato lo studio legale degli esuberi, bufera su LabLaw

Lo studio legale che assiste Gkn Driveline Firenze indicato come “Studio dell'anno Lavoro” ai TopLegal Awards 2021 per aver aver assistito l'azienda nella chiusura dello stabilimento fiorentino. Il ministro Orlando: «Notizia che fa riflettere»
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Una vera e propria bufera si è abbattuta su LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners, lo studio legale che assiste Gkn Driveline Firenze, indicato come “Studio dell’anno Lavoro” ai TopLegal Awards 2021. Motivazione: lo studio legale è «stimato per la proattività e la lungimiranza con cui affianca i clienti. Come nell’assistenza a Gkn per la chiusura dello stabilimento fiorentino e l’esubero di circa 430 dipendenti». Una vittoria sulla pelle dei lavoratori, insomma, annunciata sul profilo Facebook dello studio (ora sparito), con un post che ha generato polemiche anche fino ai piani alti delle istituzioni: «Siamo orgogliosi di poter annunciare che #LabLaw ha vinto il premio come “Studio dell’anno Lavoro” ai TopLegal Awards 2021. Lavoro di squadra, passione e dedizione, questi i valori nei quali crediamo e che ci spingono a voler raggiungere traguardi sempre più alti». A replicare è stato il Collettivo di fabbrica della Gkn: «A noi pare che contro la Fiom di Firenze avete perso non uno ma due articoli 28», riferendosi alla sentenza che ha revocato i licenziamenti dei lavoratori per «comportamento antisindacale dell’azienda. La fabbrica ad oggi non è chiusa, e per quanto ci riguarda abbiamo avuto modo di apprezzare la vostra discutibile presenza in sede sindacale dove non ci sembra abbiate tenuto testa a quattro operai in croce nell’assistere un liquidatore in sede sindacale senza nemmeno forse sapere che forma hanno i nostri semiassi. Firmato: i vostri 430 esuberi circa».
A intervenire anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che sul proprio profilo Facebook ha commentato la vicenda: «Non so voi, ma io sono davvero disgustato». Ma nella polemica si è inserito anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando: il premio allo studio legale che ha assistito Gkn a licenziare i dipendenti, ha affermato, «è una notizia che mi ha fatto molto riflettere: bisogna riflettere su una società nella quale diventa una medaglia aver assistito una multinazionale nel licenziamento in tronco di lavoratori. Dobbiamo riflettere se questo è un merito o forse, come sarebbe più giusto, un elemento che può provocare riprovazione sociale» ha aggiunto Orlando. Per il ministro, «dobbiamo pensare a cosa sia successo per arrivare a questo punto. Non è giusto vantarsi di un licenziamento. Bisogna riflettere sul come sia possibile che diventi quasi normale che uno rivendichi di aver assistito quel tipo di licenziamento. Se c’è chi lo rivendica – ha concluso ironicamente – magari pensa anche che possa portare qualche prestigio».
Ma non si è fatta attendere la replica di Francesco Rotondi, partner fondatore e managing partner dello studio legale ma anche allievo dell’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu e consulente della Lega e docente alla Scuola di formazione politica del Carroccio: «Non esiste un premio per chi licenzia e nessun premio è stato dato al mio studio perché siamo stati bravi a licenziare, questa è solo una strumentalizzazione mediatica che da una parte posso condividere sotto un profilo umano con i lavoratori interessati, ma non condivido in nessun modo per l’altra parte del mondo – ha affermato -. Nessuno ha licenziato 430 persone e nessuno in questo momento ha voglia di licenziarle. Il mio studio da oltre trent’anni non fa altro che cercare soluzioni per le imprese che a noi si rivolgono per la gestione di questi problemi occupazionali e in trent’anni abbiamo raggiunto migliaia di accordi con i sindacati e con le istituzioni che hanno portato a una soluzione che ha gestito gli interessi ovviamente degli imprenditori ma anche e comunque dei lavoratori interessati. Come in questo caso infatti si sta pensando a soluzioni che possano evitare in assoluto qualsivoglia problema occupazionale e sociale».
Questa strumentalizzazione, ha aggiunto, «non fa altro che fomentare un odio e una pericolosità sociale inaccettabili. È la prima volta che ci troviamo di fronte a una personalizzazione dell’attività professionale. Io sono molto preoccupato per la sicurezza dei miei collaboratori, della mia famiglia e da ultimo per me. Questo modo di fare comunicazione è dannoso per tutti – ha concluso -: per la società, per i lavoratori e per i professionisti. Sono mesi che noi con i nostri partner, le istituzioni e la società stiamo cercando di trovare una soluzione da un problema che esiste, questo è fuor di dubbio. Però questo è lo sforzo che è stato premiato dalla società che ci ha dato e indicato tra gli studi migliori in questo settore».

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