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«Probabile che Mauro Romano sia stato ucciso dopo il rapimento». Ma il gip archivia

Mauro Romano
Il gip di Lecce non ritiene sufficienti gli elementi indiziari a carico di Vittorio Romanelli e archivia il fascicolo. Prescritto il sequestro di persona
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«Pur essendo probabile che il piccolo Mauro Romano sia stato ucciso dopo il suo rapimento, non vi sono tuttavia elementi di prova certi che depongano in tal senso e non si possono escludere a priori delle spiegazioni alternative alla sua scomparsa. Non appare pertanto sostenibile in giudizio l’accusa di omicidio, anche in ragione dell’incertezza che continua a caratterizzare tutta la vicenda». È quanto scrive il gip del tribunale di Lecce, Marcello Rizzo, nel decreto di archiviazione del procedimento per omicidio e sequestro di persona in relazione al caso di Mauro Romano, scomparso a 6 anni da Racale (Lecce), il 21 giugno 1977, e mai trovato.

Caso Mauro Romano, dichiaranti influenzati dalle voci

Il procedimento era stato aperto a carico dell’ex barbiere originario di Brindisi e residente a Racale, Vittorio Romanelli, 80 anni, a cui il 23 novembre 2020 era stato notificato l’avviso di conclusione indagini. Con il decreto – di cui LaPresse ha preso visione – il gip ha accolto le ragioni esposte dal pm, ritenendole «corrette in fatto e in diritto» e per questo da condividere. «L’incertezza nella vicenda determinata dal clima di omertà vigente all’interno della comunità dei testimoni di Geova, a cui appartenevano quasi tutti i protagonisti, e dai molti anni trascorsi dai fatti, nel corso dei quali si sono accumulate e sovrapposte voci e commenti che potrebbero aver influenzato alcuni dichiaranti» scrive il gip di Lecce, Marcello Rizzo, nel decreto di archiviazione del procedimento per omicidio e sequestro di persona a carico Vittorio Romanelli, difeso dall’avvocato Antonio Corvaglia del foro di Lecce.

Scomparsa Mauro Romano, il sequestro di persona è prescritto

«Il reato di sequestro di persona è ormai prescritto» aggiunge il gip Marcello Rizzo. «Peraltro anche per tale reato, gli elementi a carico di Vittorio Romanelli, sono piuttosto equivoci, essendo costituiti in primo luogo dalle dichiarazioni di Vito Paolo Troisi, il cui atteggiamento tuttavia è stato alquanto ondivago, visto che nelle sue prime escussioni non aveva affatto ricordato che Mauro Romano era andato via insieme a un uomo, affermando – scrive il gip – solo essersi accorto a un certo punto, mentre giocava con altri amici, che Mauro non c’era più».

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