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La no vax Cunial alla Camera: “Vi perdono anche se mi discriminate”

La deputata che può riaccedere a palazzo grazie alla sospensiva dell’obbligo del green pass lancia "l’arma più potente": io vi perdono, dice ai colleghi. Poi le viene tolto l'audio
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«Volevo ringraziare questa istituzione che ha evidenziato come il green pass sia una misura burocratica e non sanitaria, permettendomi di essere qui a svolgere le mie funzioni e il ruolo di parlamentare eletta. La stessa regola messa dal Parlamento colpisce milioni di lavoratori colpevoli di essere nati liberi e sani». A dirlo è la deputata del gruppo Misto Sara Cunial, intervenendo in Aula alla Camera per «perdonare» i colleghi deputati per le «discriminazioni» subite.

L’ex grillina, “pasionaria” no vax, può riaccedere al palazzo e ai lavori dell’Assemblea della Camera, ma solo dalle tribune, grazie alla sospensiva dell’obbligo del green pass, in attesa della decisione finale del Consiglio di giurisdizione in programma giovedì. L’intervento in aula, richiesto sull’ordine dei lavori, viene però subito interrotto dalla presidente di turno, Maria Edera Spadoni, che spiega: «Mi scusi onorevole ma il suo intervento non è sull’ordine dei lavori». La deputata non demorde: «Per un mese mi avete nominata anche se io non ero presente e chiedo di poter rispondere per un minuto alle accuse che mi sono state rivolte: io vi perdono anche se mi state discriminando». Quindi viene tolto l’audio a Cunial, che si trova, come da disposizioni stabilite dal Collegio dei Questori, nelle postazioni situate nelle tribune, riservate ai deputati e allestite per far fronte all’emergenza Covid. Cunial, infatti, pur potendo fare ingresso a Montecitorio, non può muoversi “liberamente” ma deve rispettare rigide prescrizioni, a cominciare dalla presenza in Aula solo dalle postazioni delle tribune.

«Dall’alto della mia posizione – spiega parlando dalle postazioni della tribuna poste al di sopra dei banchi che compongono l’emiciclo – oggi vi lancio l’arma più potente, io vi perdono anche se mi state discriminando come mai successo in quest’aula a nessun altro parlamentare, e come state facendo per tutti i cittadini trasformando i nostri diritti naturali e costituzionali in privilegi. Vi perdono».

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