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Il tribunale Gruber torchia Matteo ma evita domande a Gratteri

Va bene impartire lezioni a tutti, ma qualche domanda, pur con tutto il bene possibile, avrebbe reso più interessante la trasmissione. Per esempio, se qualcuno gli avesse domandato come mai la piccola procura di Catanzaro si trova ai primi posti per l'indennizzo di innocenti ingiustamente incarcerati
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L’altra sera ospite di Lilli Gruber c’era un Matteo Renzi non proprio simpaticissimo ed ancor meno convincente. Avrebbe dovuto essere intervistato da Marco Travaglio e Massimo Giannini. Dico avrebbe dovuto perché la mia impressione è stata quella che “l’ospite” sia stato letteralmente aggredito dagli intervistatori. Ad un certo punto la stessa Gruber è entrata nella rissa per tentare di mettere al tappeto il ‘ delinquente’…. perché come tale Renzi è stato trattato.

Passano poche sere ed ospite della Gruber è il dottor Nicola Gratteri, invitato a presentare il suo nuovo libro ma di cui si parla, con qualche battuta, solo alla fine. Presente-assente anche Massimo Giannini. Il clima cambia completamente. L’intervistato più che rispondere a domande, si mette in cattedra ed insegna, parlando a ruota libera di tutto. Sa come il ministro Speranza avrebbe dovuto affrontare la pandemia e la Lamorgese le manifestazioni non Vax. Ma soprattutto, con la consueta umiltà, rivela urbi et orbi che Lui, al contrario dei suoi colleghi, è popolarissimo. Soprattutto in Calabria.

Ed a dimostrazione delle sue affermazioni rivela che esiste una lista con centinaia di nomi di persone che aspettano di essere ricevute dal procuratore di Catanzaro. Non sappiamo chi siano costoro ma ci ricordiamo che il generale Cotticelli, nel momento di insediarsi come commissario della sanità in Calabria, ha dichiarato «la prima soglia che ho varcato è stata quella del dottor Gratteri». I risultati non sono stati dei migliori.

Due sole osservazioni. Va bene impartire lezioni a tutti, ma qualche domanda, pur con tutto il bene possibile, avrebbe reso più interessante la trasmissione. Per esempio, se qualcuno gli avesse domandato come mai la piccola procura di Catanzaro si trova ai primi posti per l’indennizzo di innocenti ingiustamente incarcerati non sarebbe stata una domanda impertinente. Oppure come è potuto succedere che, in Calabria un presidente della Regione, alla vigilia delle elezioni, sia stato confinato in Sila per alcuni mesi per poi essere completamente scagionato da ogni accusa… non sarebbe stato male. Certamente, sarebbe stato interessante avere qualche informazione di prima mano sul ‘ caso Cesa’ il segretario nazionale dell’Udc che ha avuto la casa perquisita ed un avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa in piena crisi di governo.

Ma tanto per non perdere il filo con la puntata di qualche sera prima, sarebbe stato illuminante se qualcuno gli avesse domandato come mai proprio Renzi nel momento di presentare la lista dei ministri, abbia incluso il nome di Gratteri come ministro della Giustizia. Sarebbe stato molto, ma molto, interessante capire il perché il peggiore dei politici avrebbe voluto come ministro della Giustizia il migliore dei magistrati.

Per quanto riguarda le richieste di udienza, Gratteri sa bene che, soprattutto nei posti in cui la democrazia è stata distrutta, queste si chiedono ai potenti. Si chiede al potente di turno ciò che la legge non è in grado di garantire essendo stato distrutto lo Stato di diritto. Non è il caso di menar vanto.

 

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