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Ergastolo ostativo, via libera al testo base. M5S: “Ora teniamo dentro i boss”

Ok della Commissione Giustizia della Camera al testo base della riforma dell’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario. Voto contrario solo di Fratelli d'Italia
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Via libera della commissione Giustizia della Camera al testo base della riforma dell’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario, il cosiddetto ergastolo ostativo. Unici a votare contro i deputati di FdI. Si attende ora la fissazione del termine per gli emendamenti.

Il presidente della commissione Giustizia e relatore del provvedimento Mario Perantoni, deputato del Movimento 5 Stelle, ricorda che «il testo interviene con il fine di recepire l’orientamento della Corte costituzionale che chiede una revisione della norma attuale. Abbiamo trovato una mediazione tra i valori espressi dalla Consulta e la necessità di mantenere il rigore nei confronti della detenzione dei boss mafiosi, un obiettivo per noi irrinunciabile. Renderò presto noto il termine per la presentazione degli emendamenti».

L’approvazione del testo «rappresenta un ulteriore e decisivo passo per scongiurare il rischio, nei prossimi mesi, di veder tornare in libertà boss ancora pericolosi», commentano in una nota le deputate e i deputai del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia della Camera. «Dopo l’intervento della Consulta, abbiamo cominciato a lavorare con impegno alla nuova norma, con l’obiettivo di rimodulare un istituto fondamentale per il nostro ordinamento antimafia. Adesso, votato il testo base, occorre un cambio di passo che consenta al Parlamento di approvare una legge importantissima per la lotta alla criminalità organizzata entro i termini indicati dalla Corte Costituzionale», concludono.

«Il testo base sulla riforma delle norme legate all’ergastolo ostativo adottato dalla commissione Giustizia è un buon risultato. Le esigenze da tenere insieme sono due: da un lato, adempiere alle indicazioni contenute nella sentenza della Consulta, rispettosa dei principi, tra l’altro, dell’articolo 27 della Costituzione; dall’altro, garantire la sicurezza della collettività. Questo, evitando di mettere in circolazione detenuti condannati per gravi e gravissimi reati di mafia che mantengono ancora oggi legami associativi con le organizzazioni criminali, mafiose ed eversive, rappresentando un pericolo reale e attuale. Il testo base, elaborato da un Comitato ristretto del quale ha fatto parte, per il Gruppo Pd il deputato Miceli, coglie queste esigenze. Il nuovo ciclo di audizioni, tra le quali quella con la Fondazione Falcone, e la fase emendativa potranno consentire di rafforzare il provvedimento», spiega il deputato Pd, Walter Verini, membro delle commissioni Giustizia e Antimafia.

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