Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Toti e Fedriga per il modello Austria: “Restrizioni solo per i no vax”

Le Regioni al governo: un green pass a due velocità per chi ha il vaccino e chi il tampone. Cacciari: "Abbiamo già restrizioni per i no vax, il vaccino non risolverà la pandemia"
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Ero al telefono con Fedriga fino a pochi minuti fa. Quello che deve essere chiaro a tutti è che chiederemo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore, se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto». E’ quanto dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, d’intesa con il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

«Non vorrei riparlare di chiusure – ha precisato ancora – ma se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati, se le misure devono essere prese devono essere prese solo per i non vaccinati e non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere».  Il governatore ligure ribadisce quindi il suo «no a chiusure che farebbero danni gravissimi al Paese. Meglio un green pass a due velocità: con il vaccino che vale per tutto, con il tampone solo per lavoro e attività essenziali». «Se i dati peggioreranno, è una strada da percorrere. Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale – prosegue il governatore – Chi no, con il tampone potrà solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili (alimentari, farmaceutici) ma non frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e anche quella altrui».

D’accordo anche Roberto Occhiuto (FI), presidente della Regione Calabria, nell’eventualità che «il numero dei contagi e delle ospedalizzazioni dovessero continuare ad aumentare vertiginosamente nelle prossime settimane. In quel caso sì, concordo con il presidente Fedriga e con il presidente Toti, se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni – il vero gradone è, a mio avviso, rappresentato dalla cosiddetta zona arancione – queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati. La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza, e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto – conclude – far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza».

A polemizzare è invece il filosofo Massimo Cacciari, che parlando delle novità contenute nella nuova ordinanza trasporti licenziata ieri, risponde indirettamente anche a Toti. «Ci sono già le restrizioni per quelli che non sono stati vaccinati, che novità è?», sottolinea. Il dato di fatto per Cacciari è che «il virus muta e il vaccino non serve per eliminarlo e quindi il contagio continuerà. Quando c’è l’inverno e più freddo riprenderà con più lena che durante l’estate. Ogni sei, sette, otto mesi, oppure ogni anno ci vaccineremo tutti per avere il green pass e il governo sarà soddisfatto. È molto semplice». In questo quadro, secondo Cacciari, visto che «la vaccinazione presenta questi limiti bisognerebbe vedere forse altri strumenti con i quali affrontare questa grave influenza sapendo in coscienza che questo vaccino non elimina né il contagio né il contagiare e questo vale in tutto il mondo. In Inghilterra mi pare che vivano tranquillamente anche in questa situazione. I medici staranno più attenti, staremo attenti tutti. E poi se vogliono chiudere di nuovo si accomodino», conclude.

Ultime News

Articoli Correlati