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Il piano per fermare i contagi in salti: accelerare sulla campagna vaccinale, aumentare le terze dosi, farsi trovare pronti per vaccinare i bambini da 5 a 11 anni
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Accelerare sulla campagna vaccinale, aumentare le terze dosi, farsi trovare pronti per vaccinare i bambini da 5 a 11 anni. Nel frattempo, tenere a bada una curva epidemiologica che è tornata, anche se di poco, a salire. Sono gli obiettivi che il ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissario straordinario all’emergenza, commissario Figliuolo, e il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, hanno esposto in conferenza stampa per fare il quadro della situazione. E mentre in Italia si procede con l’analisi della situazione, più difficile è il contrasto al virus nel resto d’Europa, con un boom di casi in Bulgaria e un aumento delle terapie intensive in Germania.

Su questo, il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, ha detto che «la terza dose dovrà diventare la regola», che «ci saranno misure più restrittive» e che stando alle cifre dei contagi attuali «nelle prossime due settimane 400 pazienti verranno ammessi in terapia intensiva». In Italia l’incidenza settimanale dei casi è in risalita: 53 per 100mila abitanti nell’ultima settimana, rispetto ai 46 per 100.000 abitanti registrati la settimana precedente, con un Rt, pari a 1,15. Cresce inoltre il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, che si attesta al 4 per cento, rispetto al 3,7 per cento del 28 ottobre scorso. In rialzo anche l’occupazione dei posti letto in aree mediche che sale al 5,3 per cento rispetto al 4,5 del 28 ottobre.

Dati in crescita che, però, si mantengono ben al di sotto dei nuovi parametri ritenuti valore di soglia critica dal ministero della Salute, fissati al 10 per cento per le terapie intensive e al 15 per cento per i reparti ordinari di area medica. Dunque attenzione, ma nessun allarme. «I numeri dell’Italia sono tra i migliori a livello europeo e il tasso di incidenza è in crescita nelle ultime settimane, ma più basso degli altri Paesi – ha detto Speranza – L’allarme portato ieri (due giorni fa, ndr) dall’Oms Europa va considerato con la massima attenzione e ci richiede di insistere sul terreno fondamentale per contrastare il Covid, ovvero la campagna di vaccinazione».Campagna che prosegue a un ritmo meno sostenuto del passato, ma che fornisce comunque dati incoraggianti: l’86,45 per cento della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno una dose, mentre l’83,3 per cento ha completato il ciclo».

La terza dose, ha spiegato il ministro, «al momento è fortemente raccomandata agli over 60 che hanno completato da sei mesi il ciclo vaccinale e poi ai fragili, indipendentemente dall’età e a tutti coloro che hanno avuto una dose unica di J&J». E mentre sembra imminente l’arrivo della pillola orale antivirale, sulla questione del vaccino ai bambini Locatelli ha sottolineato che «ci sarà un’opportunità di protezione offerta anche a questa fascia di età, mentre Speranza ha ribadito che il governo è «in attesa di un pronunciamento definitivo di Ema», con «l’auspicio è che possa arrivare nel mese di dicembre». Oggi intanto 6.764 nuovi casi, con un tasso di positività al 1,2 per cento e 51 decessi.

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