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«Incolpazione assente»: il gip smonta il caso Persichetti

No alla richiesta di incidente probatorio: reato non circostanziato
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«Assenza di una formulata incolpazione anche provvisoria» : sono le parole del gip Valerio Savio, che ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Paolo Persichetti per contrastare una iniziativa di accertamento tecnico irripetibile instaurata dal pm. Parole che, di fatto, certificano l’assenza di una contestazione effettiva e, dunque, di un rato. L’inchiesta in questione è quella a carico dell’ex Br, oggi uomo libero e ricercatore storico, che circa sei mesi fa si è visto piombare in casa decine di uomini della Digos, che hanno rovistato tra i suoi archivi, sequestrando computer, telefono, tablet, hard disk, pendrive, fotocamere, quaderni, appunti e le bozze di un saggio che avrebbe dovuto essere pubblicato nei prossimi mesi.

La procura di Roma gli contesta l’associazione sovversiva finalizzata al terrorismo e favoreggiamento in relazione all’ipotesi di divulgazione di materiale riservato «acquisito e/ o elaborato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e l’omicidio di Aldo Moro». Per il gip, la richiesta di incidente probatorio avrebbe «un oggetto non sufficientemente determinato nell’oggetto e quindi non idoneo a consentire di valutare il presupposto ex art. 392 comma 2 cpp ( e ad evitare inoltre accertamenti non utili e anche costosi per l’Erario), e ciò per il combinato effetto delle richieste di periziare un cloud e tutti “dispositivi informatici ed elettronici indicati dettagliatamente nel verbale di sequestro 8.6.2021” e però “con forme e secondo modalità non lesive del diritto alla riservatezza ed alla privacy personale dell’indagato nonché della sua privacy familiare”, e ancora e soprattutto con indagine che si vuole “limitata ai soli dati e documenti informatici di interesse in relazione alle ipotesi di reato oggetto di contestazione da individuare tramite chiavi di ricerca costituite da parole chiave”, laddove in atto “contestazione” non ve ne è alcuna, neanche provvisoria )». Insomma, inutile far spendere soldi allo Stato se non si sa nemmeno di cosa si sta parlando. L’archivio, intanto, rimane sotto sequestro, in attesa della decisione della Cassazione sul ricorso presentato dalla difesa.

Il gip si è comunque riservato «ogni diversa valutazione ad esito di una specificazione dell’oggetto della perizia in relazione ad ipotesi di reato anche alternative ma con un minimo di delineazione, specificazioni che pm e difesa potranno operare eventualmente anche a seguito di una richiesta di proroga del termine per le indagini ( evidentemente in ipotesi anche in base a dati acquisiti e sopravvenuti dopo la richiesta , non noti a questo giudice)». « Siamo di fronte alla ricerca del reato impossibile. Stiamo inseguendo dei fantasmi – ha commentato il legale di Persichetti, l’avvocato Francesco Romeo -. È un’accusa senza pilastri».

 

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