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Informare non è lesa maestà. Report replica alle accuse di antivaccinismo

Report
Bufera sul programma Rai dopo il servizio andato in onda ieri sull'opportunità della terza dose. Il giornalista Bonaccorsi: «Il servizio non era no vax o no green pass»
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L’Accusa dei parlamentari del Pd in commissione Vigilanza Rai, che hanno presentato un’interrogazione ai vertici dell’azienda, è che il servizio in tema di vaccini mandato in onda lunedì sera da Report e firmato da Manuele Bonaccorsi e Lorenzo Vendemiale strizzasse l’occhio agli antivaccinisti.

I dem parlano di «compendio delle più irresponsabili tesi no vax e no green pass» e di «episodio molto grave di disinformazione su una rete del servizio pubblico», ma Report smentisce. Sotto i riflettori anche una farse del conduttore, Sigfrido Ranucci, che durante la trasmissione ha detto «è ovvio che la terza dose è il business delle case farmaceutiche». Ma lui non ci sta e contrattacca. «Noi non abbiamo fatto altro che raccontare quello che lo stesso manager della Pfizer ha detto ai propri investitori in un incontro riservato a marzo – spiega il conduttore – Sono loro che hanno parlato della possibilità di fare il business con la terza dose, ancora prima che scadesse la prima».

Sulla stessa lunghezza d’onda Bonaccorsi, che al Dubbio spiega di «aver semplicemente dato conto della discussione sul green pass e sulla perdita di efficacia dei vaccini». Con due viaggi in Israele e negli Stati Uniti, il servizio mostrava i due approcci completamente diversi da parte delle due autorità sanitarie nazionali sul tema della terza dose, un tema su cui anche in Italia il dibattito si sta evolvendo.  «Il servizio non era no vax o no green pass – commenta Bonaccorsi – raccontava il dibattito a livello internazionale, dove in questo momento, riguardo alla terza dose, ci sono più dubbi che certezze: tanto è vero che l’Ema non ha autorizzato il suo uso per tutti». Attacchi sono arrivati anche da Forza Italia, e mentre il leader di Italia viva, Matteo Renzi, accusa Report di «non fare servizio pubblico», l’Usigrai parla di «nessun cedimento a tesi antiscientifiche» e di «serio lavoro giornalistico». Alla prossima puntata.

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