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M5S ora è garantista con i sindaci. Grazie Raggi e Appendino!

Il partito che un tempo chiedeva la galera preventiva per chiunque, ora fa proposte concrete per guarire i sindaci dalla “sindrome della firma”. Avranno influito le inchieste a carico di Virginia Raggi e Chiara Appendino?
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Chi l’ha detto che onestà e senso della realtà non possano andare di pari passo? Sembra questo il quesito che da un po’ di tempo accompagna l’agire politico del Movimento 5 Stelle. Anche in materia di giustizia. Così, il partito che un tempo chiedeva la galera preventiva per chiunque, sulla base dell’antico adagio casaleggiano «al minimo dubbio, nessun dubbio», oggi si ferma a riflettere. E a mettere in atto una profonda autocritica sul passato forcaiolo.

Prima i timidi ripensamenti su Bibbiano, poi le scuse pubbliche a Uggetti, ora proposte concrete per guarire i sindaci dalla “sindrome della firma”, quella che ti porta a contare fino a mille prima di sottoscrivere un atto qualunque per evitare di finire in prigione o sotto inchiesta. E se già un anno fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte era riuscito a imporre ad Alfonso Bonafede una norma che circoscrivesse l’applicazione dell’abuso d’ufficio a “specifiche regole di condotta”, adesso è il senatore grillino Vincenzo Santangelo a proporre un ddl in commissione Affari costituzionali per chiedere la semplice aggiunta di un comma all’articolo 54 del Testo unico degli enti locali, che specifichi: «Il sindaco, quale ufficiale del Governo, nell’esercizio delle funzioni, risponde esclusivamente per dolo o colpa grave per violazione dei doveri d’ufficio».

Una rivoluzione nell’immaginario pentastellato su cui tanto avranno influito le inchieste a carico di Virginia Raggi e Chiara Appendino. Meglio tardi che mai.

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