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Macina: «La riforma va avanti e sui minori abbiamo fatto il massimo»

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Intervista alla sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina: «Tutti concordi nel ritenere che l’istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie sia qualcosa che si attendeva da tanto tempo»
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«La riforma civile richiede il massimo sforzo da parte dei suoi protagonisti: avvocatura e magistratura». La sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina (M5S) è fiduciosa sul rispetto dei tempi in Parlamento per tagliare il traguardo ambizioso di una riforma che possa far avvicinare sempre di più l’Italia all’Europa e garantire il pieno rispetto dei diritti dei cittadini. Sul dibattito molto acceso degli ultimi giorni in tema di famiglia e minori, che ha contrapposto avvocatura e magistratura, l’onorevole Macina auspica la collaborazione più ampia possibile tra le parti. «Dobbiamo rialzarci dopo la pandemia e remare tutti nella stessa direzione», dice al Dubbio.

Onorevole Macina, dalla magistratura si è alzata una voce critica sulla riforma civile per quanto riguarda la parte su famiglia e minori. Potrebbero essere prese in considerazioni le osservazioni fatte?

«Ho seguito tutti i lavori della riforma al Senato e li seguirò anche alla Camera. Quei lavori sono stati caratterizzati da un momento di ascolto preciso. Sono certa che ci saranno i tempi, i modi e i luoghi per confrontarsi sui temi della famiglia e dei minori. Conosco le critiche, ma più che critiche le definirei preoccupazioni sollevate in alcuni passaggi dell’iter parlamentare. Tutti sono comunque concordi nel ritenere che l’istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie sia qualcosa che si attendeva da tanto tempo. Ecco perché questo è un momento da celebrare. Inoltre, è opportuno sempre ricordarlo, il passaggio in Parlamento è avvenuto con il voto unanime. Maggioranza e opposizione hanno votato alla stessa maniera, consapevoli dell’importanza di avere una sezione specializzata. A riprova del fatto che il tema è molto sentito. I diritti di cui stiamo parlando sono importanti ed è opportuno avere un luogo sempre attento a tutti gli interessi in gioco».

C’è il rischio che intervenga di nuovo il Senato e che l’iter della riforma civile subisca dei ritardi?

«Mi faccio portatrice di un interesse condiviso e di una consapevolezza altrettanto condivisa. Mi riferisco all’esigenza di rispettare i tempi per l’approvazione in doppia lettura della riforma del processo civile. Abbiamo, come più volte rimarcato dagli addetti ai lavori e dagli organi di informazione, delle scadenze da rispettare per quanto riguarda gli step dei fondi del Recovery. La riforma del processo civile è uno di questi step. Peraltro, abbiamo un obiettivo molto ambizioso. Quello di tagliare del quaranta percento i tempi dei processi. Siamo tutti concentrati su questo obiettivo che non possiamo mancare, perché è una precondizione di una serie di altri benefici che aiuteranno l’Italia a rinascere, dopo una stagione molto penalizzante provocata dalla pandemia. Anche la giustizia deve ripartire e la riforma del processo civile è un tassello fondamentale. La consapevolezza di questo obiettivo che non possiamo mancare mi tranquillizza».

Un fronte critico della magistratura riguarda il passaggio dal collegio al giudice monocratico. Inoltre, è notizia di queste ore, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, ha chiesto di essere ascoltata dalla Commissione Giustizia della Camera proprio su questo tema. Sono preoccupazioni eccessive?

«Conosco Carla Garlatti. È una persona che stimo e con la quale collaboro su altri fronti. Sono a conoscenza di questo malessere in riferimento al passaggio dal collegio al giudice monocratico. Ricordo che l’istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie prevede non soltanto delle sezioni distrettuali, ma anche circondariali. Voglio, però, fare una precisazione, pur comprendendo i legittimi dubbi, che sono certa avranno una sede opportuna di chiarimento. Siamo di fronte ad una legge delega. Nel momento in cui abbiamo scritto la parte che riguarda la composizione del collegio si è fatto espressamente riferimento ad una forte specializzazione della sezione che si occuperà di persone, famiglia e minori. C’è anche un passaggio che riguarda il recupero della magistratura onoraria nell’Ufficio del processo, che è quell’organo che a sistema deve supportare e coadiuvare il giudice anche nel momento antecedente a quello decisionale. Una sorta di collegialità dunque dovrebbe accompagnare il giudice fino al momento in cui dovrà scrivere la sentenza. Su questo ci sarà modo e ci sarà spazio per approfondimenti».

L’avvocatura ha invece espresso apprezzamento per la riforma in tema di famiglia e minori.

«Voglio fare una premessa. Come avvocato ho frequentato i Tribunali. Abbiamo bisogno, affinché la giustizia funzioni, dell’apporto tanto dell’avvocatura quanto della magistratura. Entrambe, con pari dignità, coabitano nelle aule di giustizia. Non vedrei delle contrapposizioni. La verità è che ognuno, per parte sua, ha sottolineato dei vantaggi di questa riforma. Avvocatura e magistratura hanno colto il valore dell’approdo al rito uniformato e l’intervento che è stato fatto per dirimere eventuali contrasti giurisprudenziali, piuttosto che conflitti di attribuzione di competenza tra Tribunali ordinari e Tribunali per i minori. Questa riforma vuole dirimere tutta una serie di questioni che nel corso degli anni si sono affastellate e ha un intento chiarificatore sui riti. Auspico una fortissima collaborazione tra avvocatura e magistratura. Dobbiamo rialzarci, dopo la pandemia, e remare tutti nella stessa direzione».

Questa riforma civile ci avvicinerà di più all’Europa?

«La riforma risponde ad una esigenza: dare una risposta più celere ai cittadini che si rivolgono alla giustizia. Badiamo bene, però, la celerità non significa una giustizia sommaria o approssimativa. L’obiettivo, come detto, di ridurre del quaranta percento i tempi dei processi è ambizioso. La consapevolezza di poter centrare questo obiettivo deriva da una serie di interventi che sono stati fatti non soltanto perché richiesti dal Recovery fund. Gli interventi hanno riguardato l’immissione in ruolo di nuovo personale, la magistratura con nuovi concorsi, la deflazione del carico dei Tribunali con Adr, mediazione, negoziazione assistita, arbitrato. Con gli interventi sulla giustizia civile dobbiamo far ripartire l’economia e l’Italia».

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