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Il centrosinistra conquista Roma e Torino. Letta: «Vittoria trionfale»

Roberto Gualtieri è il nuovo sindaco di Roma, Stefano Lo Russo vince a Torino. Il centrodestra tiene solo Trieste
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I ballottaggi parlano la lingua del centrosinistra. A Roma Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia nel governo Conte bis e sostenuto dal centrosinistra, ha battuto nettamente lo sfidante Enrico Michetti, sostenuto dal centrosinistra. «Inizia un lavoro di straordinaria intensità per rilanciare Roma, per farla funzionare e farla crescere», sono state le prime parole del nuovo sindaco della Capitale. Chiara anche la vittoria di Stefano Lo Russo a Torino, con il suo avversario di centrodestra, l’imprenditore Paolo Damilano, sconfitto di venti punti. «Oggi è il momento della costruzione della città, l’obiettivo è cercare di far ripartire Torino e sono aperto alla collaborazione di tutti», ha detto Lo Russo.

Dopo le vittorie al primo turno di Milano, Bologna e Napoli, le Amministrative nelle grandi città si concludono dunque con un 5-0 per il centrosinistra, evidenziando il successo del Partito democratico di Enrico Letta e la disfatta del centrodestra a guida Meloni-Salvini. Esce sconfitto anche il Movimento 5 Stelle, come certificano proprio i ballottaggi di Roma e Torino, due città governate negli ultimi cinque anni dai pentastellati. Nei dieci capoluoghi di provincia al secondo turno il centrodestra vince solo a Trieste, con il sindaco uscente Roberto Dipiazza riconfermato con il 52 per cento dei voti, mentre Benevento sarà guidata per altri cinque anni dall’immarcescibile Clemente Mastella, sostenuto da liste di centro.

Oltre a Roma e Torino, il centrosinistra prende Caserta, Cosenza, Isernia, Latina, Savona e Varese. Chiaro il dato sull’affluenza, che fermandosi poco sotto al 44 per cento, quasi dieci punti in meno del primo turno, certifica una disaffezione come mai prima d’ora alle Comunali. Proprio da questo è partito il leader della Lega, Matteo Salvini, nella sua analisi del voto. «La campagna elettorale a parlare dei fascisti che stanno solo sui libri di storia lascia i cittadini da un’altra parte – ha detto il numero uno del Carroccio – L’astensione è un problema, perché i sindaci sono stati eletti da una minoranza della minoranza, abbiamo comunque due sindaci in più di due settimane fa». Ma l’ex ministro dell’Interno polemizza anche con la manifestazione di sabato scorso organizzata dalla Cgil e con i fatti di ieri a Trieste.

«Gualtieri avrebbe vinto lo stesso, ma fare una manifestazione di partito e di parte il sabato prima del voto e usare idranti e lacrimogeni a Trieste, il lunedì del voto, non mi sembra sano – ha spiegato – Al Viminale qualcuno sta sbagliando, perché non puoi permettere assalti di piazza a qualcuno che non può essere in piazza e poi ordinare lacrimogeni e manganelli contro studenti e lavoratori». Raggiante il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, secondo il quale quella del centrosinistra è «una vittoria trionfale, da celebrare senza trionfalismi». Il numero uno del Nazareno descrive il responso delle urne come «risultato che va al di là di ogni più rosea aspettativa», e definisce poi «surreali» le parole di Salvini. «Gli elettori di centrosinistra sono stati più avanti di noi, si son fusi – ha detto poi Letta sulla possibilità di una coalizione larga alle Politiche del 2023 – Abbiamo vinto perché siamo stati uniti».

Su questo fronte, i complimenti ai nuovi sindaci arrivano anche dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Clamorosa sconfitta dei candidati della destra sovranista, che avrà molto su cui riflettere – scrive l’ex presidente del Consiglio nella consueta e-news – La debacle della destra, in queste amministrative, è stata oggettivamente aiutata dall’astensionismo, ma penso che abbia molto influito l’atteggiamento schizofrenico su vaccini e green pass: il sovranismo non paga, il populismo grillino e destrorso si può sconfiggere».

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