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Viminale sotto attacco, Meloni: “Lamorgese ha permesso l’assalto per calcolo politico”

La ministra dell’Interno al question time di oggi alla Camera sui fatti di sabato scorso: "Abbiamo evitato arresti in piazza"
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La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha risposto in occasione del question time di oggi alla Camera sui fatti di sabato scorso a Roma, ma le sue parole invece che pacificare e chiarire la situazione hanno scatenato una reazione ancor più violenta da parte dell’opposizione. La titolare del Viminale ha detto che Giuliano Castellino, uno dei leader di Forza Nuova, si è contraddistinto sabato pomeriggio «per il deciso protagonismo soprattutto nell’intervento a piazza del Popolo, quando ha espresso la volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil».

Secondo Lamorgese «la scelta di procedere coattivamente nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile dai responsabili dei servizi di sicurezza, perché in quel contesto c’era l’evidente rischio di una reazione violenta dei suoi sodali con degenerazione dell’ordine pubblico». Castellino, destinatario di Daspo e restrizioni alla mobilità, non è stato quindi arrestato per evitare ulteriori ed eventuali reazioni da parte dei manifestanti. Una risposta alla quale ha dato seguito la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervenuta subito dopo in Aula. «Questa risposta non è semplicemente insufficiente – ha detto Meloni – è offensiva delle forze dell’ordine, perché le scene di sette agenti lasciati a prendere le bastonate davanti alla sede della Cgil sono indegne, delle persone che vogliono manifestare pacificamente contro il vostro governo e di questo Parlamento che non è fatto di imbecilli. Lei sapeva e non ha fatto nulla».

Per la leader di Fratelli d’Italia «quello che è accaduto sabato è stato volutamente permesso» e questo «riporta agli anni della strategia della tensione». Ripercorrendo i fatti, durante la manifestazione di sabato pomeriggio in piazza del Popolo, Castellino dal palco aveva arringato la folla al grido di «faremo la storia», di «sindacati asserviti» e fomentando l’odio contro «politici venduti e giornalisti giornalai». Infine, l’invito ad «assediare la sede della Cgil» per mano degli «italiani liberi». Proclama al quale è seguito il corteo dei manifestanti dove si sono infiltrati gli esponenti di Forza nuova e i no green pass più facinorosi, fino a staccarsi dal resto del serpentone e assaltare la sede del sindacato in Corso d’Italia. Fatti sui quali la ministra Lamorgese riferirà in Aula martedì prossimo.

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