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«Sul dialogo tra avvocati e giudici va ricostruita la giustizia tributaria»

giustizia tributaria
Il convegno organizzato per venerdì dall'istituzione forense punta a riaprire la questione sulla giustizia tributaria. Ecco l'intervista all'avvocato Pardi.
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«Il processo tributario ha da tempo assunto una importanza fondamentale nella nostra società. È fondamentale, dunque, sensibilizzare il più possibile gli operatori del diritto su questa delicata e complessa materia», afferma l’avvocato Arturo Pardi, coordinatore della commissione tributaria del Consiglio nazionale forense.

Avvocato Pardi, il Cnf è particolarmente attento al processo tributario. Venerdì prossimo ha organizzato presso la biblioteca della Pontificia Università della Santa Croce un incontro al riguardo. Perché si è deciso di assumere ora questa iniziativa?

L’appuntamento, a cui parteciperà il consigliere Antonio Corbo, referente per la formazione decentrata della Corte di Cassazione, vuole rappresentare un confronto tra la giurisdizione e l’avvocatura. Abbiamo previsto diverse sessioni in cui toccheremo vari aspetti del processo tributario.

Cosa rappresenta oggi la materia tributaria?

Uno dei principi cardine dello Stato di diritto è la capacità di far pagare il dovuto a tutti i cittadini contribuenti. E la giustizia tributaria, considerando l’entità del gettito tributario sul prodotto interno lordo, ha un ruolo centrale nel nostro ordinamento.

Cosa chiede il Cnf al governo e al Parlamento in questo ambito?

Il Cnf chiede di porre all’attenzione del sistema tributario il cittadino contribuente di fronte al potere impositivo dello Stato, che va regolato e disciplinato sempre nel rispetto delle garanzie del contribuente.

La tassazione ha raggiunto livelli mai visti prima.

L’aumento delle tasse è una costante. La pressione fiscale complessiva, secondo alcuni studi, ha raggiunto circa il 65 per cento. Tenga presente che la media europea è intorno al 40 per cento. Mi auguro che il governo di Mario Draghi metta mano, finalmente, a una seria riforma delle tasse. Abbassandole.

Oltre ad essere alte, sono fin troppo numerose.

Sì, la pluralità di imposte e tributi rende il sistema impositivo italiano fra i più complessi e meno efficienti in Europa. Da tempo e da più parti si evidenzia la necessità di procedere a una riforma fiscale che semplifichi tale meccanismo obsoleto.

Veniamo ad un’altra riforma, quella della giurisdizione tributaria. I ministri dell’Economia e della Giustizia hanno insediato nei mesi scorsi una commissione, presieduta del professor Giacinto della Cananea, con lo scopo di trovare soluzioni per diminuire l’arretrato presso la sezione tributaria della Cassazione. La commissione ha anche elaborato una proposta per riformare l’attuale assetto della giurisdizione tributaria, prevedendo dei giudici di ruolo invece degli attuali onorari.

L’argomento è molto delicato. Io credo che per qualsiasi riforma, prima della sua approvazione, si debbano valutare bene i pro ed i contro. Certamente per la giurisdizione tributaria va salvaguardato l’esistente. Non penso che dall’oggi al domani siano possibili degli stravolgimenti. Serve ponderazione e vanno evitate le fughe in avanti in un settore complesso come questo.

 

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