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Il modello fantozziano del ministro Brunetta

Il ministro riporterà in ufficio tre milioni di dipendenti della Pa perché non è in grado di immaginare il lavoro del nuovo millennio
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Notizie dal futuro: Google, Amazon e un’altra manciata di colossi della new economy, hanno deciso che tutti i dipendenti non impegnati nella logistica potranno continuare a lavorare in smart working. Meglio: potranno decidere se e quando lavorare da casa e quando invece dall’ufficio. È una scelta moderna ed ecologica. Anzi moderna perché ecologica.

Notizie dal ‘900: il 15 ottobre (domani) più di 3 milioni di lavoratori italiani rientreranno in massa nelle oltre 32mila amministrazioni pubbliche del paese. Un esercito di impiegati che tornerà a intasare le nostre strade, ad avvelenare la nostra aria (non era l’anno dedicato al global change?) e a timbrare il cartellino, che ora si chiama badge ma è la stessa brodaglia fantozziana che da 50 anni caratterizza il nostro corpaccione amministrativo: un mostro burocratico che serve soltanto ad alimentare se stesso.

Nessuno – a parte il ministro Brunetta, e qualche keynesiano residuale, che parla di un fantomatico salto in avanti di 6 punti percentuale del nostro Pil – può davvero pensare che il ritorno in presenza dei nostri “dipendenti pubblici” porterà benefici in termini di efficienza e produttività. Anzi, è vero il contrario: in pochi mesi perderemo tutti i benefici accumulati grazie al salto tecnologico indotto dalla pandemia. Ed è inspiegabile che, invece di cogliere l’occasione per trasformare la nostra scalcagnata burocrazia in un PA del nuovo millennio, la nostra politica e la nostra impresa (non tutta per la verità) abbia scelto ancora una volta di volgere lo sguardo verso modelli novecenteschi e antiecologici.

P.S. Ovviamente, la decisione di riportare tutti in ufficio ha inasprito il conflitto e reso ancora più incandescente la diatriba tra no-green pass e autorità. C’è chi pensa infatti che i non vaccinati che tornano sul posto di lavoro debbano pagarsi da sé le spese del tampone e chi invece è convinto che debba essere lo Stato a farsene carico. I portuali, tanto per dirne una, sembra appartengano a questa seconda categoria e sono disposti a fermare tutto pur di far rispettare quello che pensano sia un diritto costituzionale. Insomma, il d-day di Brunetta rischia di trasformarsi in una Caporetto.

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