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Il Capitano Ultimo lancia una nuova Tv: “Daremo voce agli ultimi”

Il colonnello Sergio de Caprio, meglio noto come Capitano Ultimo, l'uomo che arrestò Totò Riina, racconta il progetto in collaborazione con Ambrogio Crepi: "Faremo una televisione in streaming dedicata ai temi della legalità e dei diritti civili"
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«Io e Ambrogio Crespi ci siamo incontrati per ragionare sull’idea di lanciare una nuova tv. Si chiamerà “Ultimo Tv” e parlerà della povera gente, di legalità nel senso di equità, perché esistono le regole, com’è giusto che sia, ma esiste anche l’equità. Noi vogliamo parlare di questo, vogliamo parlare di fratellanza, di come poter praticare un tema oggi vago e vuoto di contenuto. Dalla nostra “Casa Famiglia”, insieme ad Ambrogio, stiamo cercando di lavorare sui “messi alla prova”, stiamo lavorando coi ragazzi delle “case famiglia”, e più in generale con gli “abbandonati”, e stiamo tentando di creare una sopravvivenza e di raccontarla. E Ambrogio Crespi ha il talento per documentare e approfondire attraverso questa tv, che gestirà lui». Così all’Adnkronos il colonnello Sergio de Caprio, alias Capitano Ultimo, svela l’idea di creare una tv in streaming, “Ultimo Tv”, ma anche, racconta, «di far nascere il “Pub della legalità”, che per noi è equità, e ovviamente non celebreremo i criminali della “terra di mezzo”, ma ricorderemo i nostri caduti, i nostri esempi, i nostri combattenti. Per non dimenticarli. Sarà un luogo di incontro, di scambio culturale, dove poter ordinare i piatti che portano il nome dei caduti. Forze dell’Ordine, magistrati, giudici, uomini comuni, in ricordo delle vittime, perché noi non dimentichiamo chi ha lottato perle nostre vite ed è caduto in battaglia».

Con Crespi, spiega De Caprio, «faremo una televisione in streaming dedicata ai temi della legalità e dei diritti civili, daremo spazio agli ultimi, a chi voce non ne ha, per far sì che l’uguaglianza e i diritti siano di tutti, nessuno escluso. Vogliamo traferire un messaggio forte e chiaro verso le nuove generazioni». «Noi – conclude – partiamo da una realtà che esiste, la nostra “Casa Famiglia”, e che crea già una sopravvivenza importante qui sulla Prenestina, in via Tenuta della Mistica 55. Cerchiamo anche volontari, che possono chiamare al numero 346-4386530, il numero dell’associazione, della tve del pub». Un «Pub della legalità», spiega poi il regista Ambrogio Crespi all’Adnkronos, «per gli uomini che hanno combattuto e sono caduti perla nostra libertà. Si estremizza sempre il “mito del criminale”, invece noi vogliamo costruire il mito della legalità, degli uomini che hanno combattuto, nomi che hanno fatto la storia di questo Paese. Ultimo ha espresso proprio questo desiderio, e io sono al suo fianco per costruire questo canale, “Ultimo Tv”, che andrà in streaming sui social, e questo Pub».

«Vogliamo costruire una cultura della legalità – aggiunge Crespi -, la Casa Famiglia di Ultimo è un posto pazzesco, abbiamo il dovere di dargli una mano, perché aiuta le persone che non hanno voce a tirar fuori i loro problemi, le loro difficoltà, i loro drammi. Questo è un posto che ti abbraccia e ti porta in un mondo meraviglioso, di legalità, di luce e fratellanza, come dice Ultimo. L’ha fatto per tanti anni, ma ora c’è bisogno di un passo ulteriore, perché abbiamo bisogno di uomini come lui, uomini che hanno semprevoglia di dare qualcosa a chi non ha voce per chiedere aiuto». Poi Crespi conclude: «Abbiamo bisogno di volontari, chiederemo aiuto apersone conosciute, da Raul Bova a Rita dalla Chiesa, persone che Ultimo conosce e con le quali divulgheremo la cultura della legalità. I giovani hanno bisogno di una ventata di cultura della legalità, siamo stufi del mito del criminale che si dà ai giovani, è un mito che va spento. Cerchiamo di tornare sulla strada giusta, e io sono qua a fianco a lui e sono “ultimo” come lui, orgoglioso di essere al suo fianco, al fianco di un uomo che è un simbolo che non dobbiamo dimenticare, come lui e come tutti quelli che hanno combattuto insieme a lui».

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