Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Roma, la nomina del procuratore slitta ancora di dieci giorni

procura di Roma
Procura di Roma: le Commissioni sono scadute e tutto passa ora alla nuova direttivi, che dovrà decidere se rifare tutto subito o aspettare la Cassazione.
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Slitta di dieci giorni la proposta sulla nomina del procuratore di Roma, dopo la decisione del Consiglio di Stato di annullare quella di Michele Prestipino, accogliendo i ricorsi del Pg di Firenze Marcello Viola e del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Oggi era infatti l’ultimo giorno utile perché la Direttivi guidata dal togato di Autonomia e Indipendenza Giuseppe Marra potesse arrivare a una proposta. Ma le Commissioni sono scadute e tutto passa ora alla nuova direttivi, che dovrà decidere se rifare tutto subito o aspettare che a novembre si pronunci la Cassazione sul ricorso di Prestipino che accusa il Consiglio di Stato di «eccesso di potere» per «invasione della sfera di discrezionalità riservata al Csm».

La nomina era finita al centro della bufera scatenata dall’incontro dell’Hotel Champagne il 9 maggio del 2019, quando Luca Palamara, 5 ex togati del Csm e i deputai Luca Lotti e Cosimo Ferri discussero proprio della nomina del capo dei pm romani. Le intercettazioni di quell’incontro e lo scandalo che ne derivò portarono all’azzeramento del lavoro fatto, che aveva portato a un voto a maggioranza a favore di Viola, e all’avvio di una nuova istruttoria, culminata con la scelta di Prestipino. Difficile ora ipotizzare una riproposizione del suo nome.

Il plenum ha intanto nominato l’altro ieri Sergio Colaiocco procuratore aggiunto a Roma, con 13 voti a favore contro 9 che sono andati all’altro candidato proposto dalla commissione, Nicola Maiorano. Colaiocco, attualmente sostituto a Roma, è il titolare dell’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Durante il dibattito, il togato indipendente Nino Di Matteo, annunciando la sua preferenza per Maiorano, ha sollevato la questione di alcune conversazioni di Colaiocco in chat con Luca Palamara risalenti al 2017 e relative alla disponibilità manifestata a revocare la propria domanda per un concorso, su sollecitazione dello stesso Palamaara. «Qui emerge che il candidato che aderisce allo schema correntizio sa che prima o poi verrà ricompensato. Chi aspira a un posto così importante non può aver dimostrato di aderire a tali logiche», ha detto.

 

Ultime News

Articoli Correlati