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“Ma io dico, giusto che Morisi e Salvini “paghino””

La lettera di un avvocato
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Spett.le Redazione del Dubbio,

sono un avvocato penalista di Torino, ricevo con piacere il Vostro giornale e lo leggo quasi quotidianamente ma, a dispetto della mia professione, ogni tanto sono in disaccordo con Voi (a dire il vero, sono uno di quei legali in fuga dalla professione di cui tanto avete parlato di recente, sto preparando più di un concorso pubblico, ma questo è un altro discorso…), e questa volta ho sentito di doverlo manifestare scrivendoVi.

Il mio dissenso riguarda il pezzo che ho qui sotto riportato: il fatto che la vicenda di Luca Morisi non abbia rilevanza penale in nessun modo influisce sull’interesse pubblico della notizia e sulla legittima condotta giornalistica di chi ha sollevato lo scandalo, ed il fatto che ciò possa aver distrutto la carriera professionale e politica di Morisi o danneggiato sul piano elettorale la Lega è conseguenza fisiologica e finanche “equa” della vicenda, in quanto ha impietosamente messo in luce la miserabile incoerenza del personaggio e, indirettamente, di chi (qui mi riferisco a Salvini) ha fatto uso dei mezzi e dei contenuti di comunicazione politica di quest’ultimo. Il responsabile di una campagna di comunicazione martellante sulla nocività delle droghe, sulla “tolleranza zero” verso chi la spaccia e chi ne fa uso, sulla necessità di chiudere persino i negozi di cannabis legale, ecc… (tutte cose note, non è il caso di dilungarsi), viene trovato in possesso di 2 grammi di cocaina per uso personale…mi basta questo, il resto non mi interessa, se abbia ceduto o meno altre sostanze a terzi non importa, ormai – perdonatemi il termine – è sputtanato! Ma, che sia chiaro, è sputtanato non per il fatto in sé di consumare cocaina (questione personale su cui non intendo dare giudizio alcuno), ma per la stridente incongruenza rispetto a quanto sempre pubblicamente dichiarato. E lo è anche il suo leader quando cerca di giustificarlo parlando di fragilità esistenziale, sprofondando nel grottesco e nel ridicolo. Non dimentichiamo che stiamo parlando di chi andava a suonare i citofoni cercando presunti spacciatori…

Per questo motivo non vedo nulla di anomalo nel fatto che la notizia e lo scandalo possano aver danneggiato la Lega sul piano elettorale. Ha detto giustamente il sempre acuto Crozza: è come se si scoprisse che Roberto Saviano nel tempo libero chiede il pizzo ai commercianti di Scampia! E’ vero, in questo caso avrebbe anche rilevanza penale, ma credo che il concetto sia chiaro.Vi ringrazio dell’attenzione

Cordiali salutiAvv. Roberto Provera

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