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Renzi: «Morisi? I festini non sono un reato. I processi morali non si fanno sui giornali»

L'ex premier: «Ho allargato la sinistra portandola al 40,8%. Poi sono arrivati quelli della "ditta" che hanno cominciato ad avvelenare i pozzi»
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«I festini non sono un reato, non è una vicenda penale. Sono un fatto privato che ha a che fare con la propria coscienza. I processi morali non si fanno sui giornali. Se dovessi ripagare Morisi con la stessa moneta dovrei fare l’odio come loro ma io sono diverso». Parole di Matteo Renzi, che in occasione della presentazione del suo libro “Controcorrente” a Modena interviene così sulla bufera esplosa sulla Lega per il caso dell’ex guru social Luca Morisi.

«Ieri (venerdì, ndr) c’è stata l’ennesima assoluzione su banca Etruria: un trafiletto sui giornali. L’aggressione è stata fatta a suon di paginate. Anche questo è il frutto della macchina dell’odio di Morisi e Casalino che ha costruito una rete che ha ucciso la civiltà del dibattito politico. Magari non siamo virali e non facciamo i loro stessi numeri sui post ma siamo diversi orgogliosamente da loro: io non condanno Morisi per i festini, non sono un reato. Migliaia di persone sono state cancellate per un avviso di garanzia: bisogna tornare alla libertà della valutazione del magistrato, al di fuori delle correnti. Sulla giustizia c’è una responsabilità della sinistra che ha attaccato Berlusconi e di Berlusconi che invece di riformare la giustizia ha fatto le leggi ad personam: il risultato è che da anni tutto è fermo», aggiunge il leader di Italia Viva. Che ieri sera invece ne ha dette quattro agli ex colleghi di partito parlando a Ferrara con il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano.

«La sinistra italiana è tante cose, anche quella del 2014 quando abbiamo preso il 40,8%, un risultato raggiunto solo nel 1958 da Fanfani – dice l’ex premier. Abbiamo allargato la sinistra, solo che il giorno dopo quelli della “ditta” hanno cominciato ad avvelenare i pozzi. Hanno preferito perdere quel tesoretto pur di riprendersi la guida del partito. Quando siamo stati credibili e vincenti ci ha ucciso il fuoco amico. Oggi che cosa è la sinistra? Sono i 5s contro gli aeroporti e le infrastrutture? La sinistra è essere per la decrescita felice? Essere per lo Zan senza volerlo approvare? Siamo noi ad aver portato a casa la legge sulle unioni civili mentre la sinistra magnificava i dico e i pacs. Per me sinistra è riformismo: quelli che vedono la sinistra come un abbraccio con i 5s la stanno ghettizzando».

«Sono stato il segretario del Pd, non sono cambiato io, sono loro che sono andati dietro ai grillini. Il Pd dovrebbe sapere che li abbiamo salvati dall’abbraccio mortale coi 5s. Grazie al nostro lavoro il Pd può giocarsi le sue carte senza subire più l’incantesimo di Conte . Lo spazio politico in mezzo ai due populismi sarà quello che avrà il compito di preservare il Paese dai sovranisti nel 2023. Avendo chiaro che un leader non è quello che ti da sempre ragione perché non è un follower, è uno che indica una strada», conclude il senatore di Rignano.

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