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Meloni: «Nulla di cui vergognarmi, inchiesta Fanpage studiata a tavolino»

Forza Nuova
La leader di Fratelli d’Italia parla di linciaggio mediatico con tagli e cuci studiati «scientificamente». Il direttore di Fanpage: «Un saluto romano non si trasforma in una stretta di mano»
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«Non sono una persona abituata a nascondersi, non voglio farlo neanche stavolta. Banalmente, perché non c’è niente di cui mi debba vergognare»: con queste parole si apre un video con cui la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, contrattacca sul caso del servizio di Fanpage sulla campagna elettorale del suo partito a Milano, a suo avviso «studiato, scientificamente, a tavolino». Poi denuncia l’ipocrisia di giornalisti «fintamente indignati», rivolgendosi direttamente agli italiani: «Se avete qualche dubbio anche voi, se anche a voi pare che qualcosa non torni, aiutatemi a diffondere questo video», ha affermato, «non abbiamo e non avremo molti amici tra i poteri forti, ma confido che qualche amico tra gli italiani perbene lo abbiamo ancora».

 

La leader di FdI ha attaccato la gestione del caso da parte dei media: «È giusto il linciaggio che si sta facendo di un intero partito sulla base di una ricostruzione chiaramente parziale?», si è chiesta. «Voi giornalisti, fintamente indignati, che non avete scritto una riga sui 24mila euro trovati nella cuccia del cane di una senatrice Pd, sullo schifo che si sta consumando attorno al Monte dei Paschi di Siena, sui 100 milioni di mascherine farlocche e strapagate con i soldi degli italiani da Domenico Arcuri attraverso una società di intermediazione che aveva un unico dipendente, mentre la gente moriva…», ha incalzato, «voi la morale non potete farla a nessuno, non state lì a spiegarmi cosa dovrei fare o chi dovrei essere: io non sarò mai come voi». «Di quella cattiveria, di quella ipocrisia, di quel doppiopesismo, di quel cinismo non sono mai stata e non sarò mai capace. E ne vado fiera. Come sempre, gli unici a dovermi giudicare e gli unici da cui accetto e accettiamo qualsiasi verdetto sono gli italiani. «Quello che penso è che, per quanto si possa fingere di non vederlo, era tutto studiato, scientificamente, a tavolino», ha lamentato la leader di FdI, «non da Fanpage, ma da un intero circuito, o circo, se vogliamo». «Tre anni di giornalista infiltrato, 100 ore di girato, dalle quali vengono estrapolati 10 minuti di video tagliati e cuciti arbitrariamente, piazzati in prima serata a due giorni dalle elezioni in modo tale che finissero sui giornali nel giorno di silenzio elettorale. Quando loro possono parlare di te e tu non puoi difenderti, quando le persone devono decidere se votarti o no il giorno successivo, perché oggi si vota», dice Meloni. «La prossima settimana, sempre in campagna elettorale, la trasmissione Piazzapulita farà un’altra puntata su questo tema», ha spiegato Meloni, «confido che Corrado Formigli, dall’alto della sua onestà intellettuale tipica dei giornalisti che non sono di parte, manderà in onda integralmente anche questo mio video che dura decisamente meno di quelli di Fanpage».

La replica del direttore di Fanpage: «Nessuna polpetta avvelenata»

«Non è stata una polpetta avvelenata, né un’inchiesta a orologeria. È stato un lungo lavoro, svolto in maniera rigorosa da colleghi straordinari, tutti under 35», replica da parte sua il direttore di Fanpage Francesco Cancellato al Corriere della Sera, respingendo al mittente i sospetti dello stato maggiore di Fratelli d’Italia sull’inchiesta che ha travolto il capogruppo europeo Carlo Fidanza. È stata una collaborazione «tra una testata web e un programma televisivo, Piazzapulita, motivo per cui è stato trasmesso giovedì sera». D’altra parte «né il codice deontologico, né il codice civile prevedono un calendario che dica quando uscire». Anche se «quando un’inchiesta riguarda un candidato, credo che per l’interesse pubblico debba andare in onda prima delle elezioni.

Poi alla domanda se le 100 ore di girato saranno consegnate alla leader di FdI, Giorgia Meloni, Cancellato risponde: «Il girato oggetto della prima puntata sarà acquisito dalla Procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo. Poi, a mio parere questa è una forzatura: se Giorgia Meloni ritiene che l’inchiesta sia stata “montata ad arte”, ha tutti gli strumenti giuridici per far valere le sue ragioni. Ma le dico una cosa: un saluto romano non si trasforma in una stretta di mano». Cosa si aspetta da FdI? «Credo che Giorgia Meloni abbia detto cose importanti: che quello che ha visto è inquietante, e che prenderà provvedimenti. Me lo auguro».

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