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Rossomando (Pd): «Proponiamo il diritto di voto per l’avvocatura nei consigli giudiziari»

La vicepresidente del Senato: «Credo che oggi ci siano le condizioni per sottrarre la giustizia all’uso strumentale che troppo spesso se ne è fatto»
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«La riforma del penale, su cui abbiamo lavorato molto, investendo energie e competenze, rappresenta una novità importante, anche considerata la partenza di questa legislatura, segnata dai processi in piazza e dal “marcire in galera”. Nella legge si prevede più spazio ai riti alternativi e alla giustizia riparativa e soprattutto tempi certi e ragionevoli dei processi, questione collegata e presupposto delle garanzie nel processo. Legata alla riforma del processo penale è sicuramente quella del Csm che consideriamo non rinviabile. In questo ambito abbiamo già formalizzato le nostre proposte a partire dallo stop alla spettacolarizzazione mediatica delle inchieste, sostituendo le conferenze stampa con una comunicazione basata su sobri comunicati stampa; lo stop alle nomine a pacchetto; la partecipazione dell’avvocatura con diritto di voto nei consigli giudiziari, solo per citare alcuni aspetti rilevanti. Credo che oggi ci siano le condizioni per sottrarre la giustizia all’uso strumentale che troppo spesso se ne è fatto, il garantismo deve essere un principio costituzionale riconosciuto da tutti, sapendo che la sfida al populismo giudiziario si gioca in Parlamento, che è il luogo delle riforme».

Lo ha detto la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando, intervenendo al Congresso dell’Unione delle Camere Penali.

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