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Draghi a Confindustria: “Le tasse non aumenteranno. Ora un patto tra lavoratori e imprese”

Standing ovation per il premier alla assemblea di Confindustria. Oggi l’intervento oggi in Cdm per «eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese»
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È stata un’assemblea caratterizzata da un lungo messaggio politico, quella di Confindustria, la prima dell’era post-Covid. Si è aperta con una lunga standing ovation al premier Mario Draghi, che il presidente degli industriali Carlo Bonomi si augura «continui a lungo nella sua attuale esperienza»: vada avanti «senza che i partiti attentino alla coesione del Governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale», sono le sue parole.

Dal palco dell’assemblea di Confindustria, Draghi rilancia quel patto per il Paese che il presidente Carlo Bonomi sta proponendo da mesi e chiede di condividere «una prospettiva di sviluppo a beneficio anche dei più deboli e delle prossime generazioni» che sarà «una pagina di cui l’Italia andrà fiera». «Serve un patto per l’Italia e nessuno può chiamarsi fuori», dice Draghi. L’asse è saldo: la platea riserva al premier un calore se non inedito sicuramente rarissimo, ben lontano dai tempi dei governi Conte, e che forse richiama alla memoria solo l’accoglienza riservata all’esordio di Berlusconi. Draghi, del resto, non si sottrae, esorta a «essere aperti ai suggerimenti anche al di fuori della sfera pubblica» – e tira in ballo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – sulla riforma degli ammortizzatori sociali e le politiche attive. Annuncia l’intervento oggi in Cdm per «eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese». Chiede di sostenere la riforma della concorrenza in arrivo a ottobre. Assicura di non aver intenzione di alzare le tasse, e ringrazia per la collaborazione sul green pass che «è strumento di sicurezza e libertà» perché «il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure» e anzi si prepara, guardando alla curva dei contagi, ad allentare le restrizioni.

La ripresa del resto è forte, la nota di aggiornamento al Def – che il governo dovrebbe approvare martedì – certificherà «una crescita intorno al 6% per quest’anno – a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera». Il mercato del lavoro è ripartito, «ma ci sono ancora aspetti che destano preoccupazione – avvisa – Tra i dipendenti, tre quarti dei nuovi occupati hanno ricevuto un contratto a tempo determinato». E dunque la sfida «per il Governo e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali» è rendere la ripresa «duratura e sostenibile», evitando «i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo», mantenendo «buone relazioni industriali» e accelerando sugli investimenti. Nel Consiglio dei Ministri di oggi presenteremo il quadro del monitoraggio degli interventi del PNRR previsti per l’ultimo trimestre del 2021, così si avrà la rappresentazione spero chiara degli interventi previsti fino a fine anno, è molto importante perché il dialogo con la commissione Ue è costante«, spiega il premier.

L’obiettivo è ridurre il divario con gli altri Paesi europei, vogliamo favorire l’innovazione, la transizione ambientale« che »non è una scelta ma una necessità« dei cui costi bisogna tenere conto, e quella digitale. E »portare l’Italia su un percorso di crescita inclusiva, che migliori la mobilità sociale e consenta la piena realizzazione professionale dei giovani e delle donne, soprattutto al Sud«.L’Italia, osserva il premier, »si sta rimettendo in piedi dopo una crisi profonda«. È una fase che »richiede una politica di bilancio equilibrata ed efficace« e »n governo che cerca di non far danni è molto, ma non basta«, perché »quando l’intero quadro di riferimento politico, economico e sociale cambia occorre essere uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna«. E dunque le buone relazioni industriali sono il pilastro di questa unità produttiva: Draghi richiama il periodo del Dopoguerra, »la ripresa, con i tassi di interesse di oggi che abbiamo visto forse solo negli anni Sessanta« e »viene da chiedersi come mai il giocattolo si è rotto. «Le parole di Bonomi – conclude -suggeriscono che possiamo cominciare a pensare a un patto economico, sociale, produttivo per il paese, ci sono tantissimi temi di cui discutiamo quotidianamente che possono essere materia di questo patto – assicura – Possiamo iniziare a lavorare insieme su tanti capitoli, bisogna mettersi seduti assieme».

 

 

 

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