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«Coi soldi del Recovery il governo liquidi i patrocini a spese dello Stato»

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Roberto Brancaleoni, presidente del Coa di Rimini: «Liquidazioni bloccate per anni e, talvolta, più vicine al concetto di carità che di onorario»
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Rimini, capitale italiana ed europea del turismo balneare ma anche città con avvocati importanti. Si pensi a Veniero Accreman, deceduto nel 2016, già sindaco e deputato per tre legislature. A lui è stata intitolata la Camera Penale riminese. Un altro famoso penalista della città malatestiana è stato Luigi “Titta” Benzi, deceduto nel 2014. Benzi è stato uno dei migliori amici di Federico Fellini. Il regista premio Oscar si ispirò all’amico in toga per realizzare la sua pellicola più celebre: Amarcord. Inoltre, non può non essere ricordato Cesare Brancaleoni, decano dei penalisti riminesi, iscritto dal 1971 all’albo degli avvocati, insignito della presidenza onoraria della Camera penale di Rimini.

Il Coa di Rimini, presieduto da Roberto Brancaleoni, ha 1157 iscritti di cui 607 uomini e 550 donne (i praticanti semplici ed abilitati sono 179). L’anno scorso si sono avute complessivamente 37 cancellazioni. Nel 2021, fino ad ora, se ne sono avute 33. L’avvocato Brancaleoni evidenzia l’esigenza di voltare pagina, dopo l’anno terribile della pandemia.

Un’occasione significativa è data dai fondi del Pnrr. «La pandemia – commenta il presidente del Coa di Rimini – ha comportato grandissima sofferenza per la società in generale ed ovviamente anche per l’avvocatura. La speranza è che la ripresa economica sia stabile e prolungata, in modo da ricreare condizioni economiche che garantiscano una giusta remunerazione anche al lavoro degli avvocati. I fondi del Pnrr sono un’occasione di portata storica per attuare una vera riforma della giustizia». L’auspicio, secondo Brancaleoni, è che, innanzitutto, si lavori per la dotazione di organici e per l’implementazione di strumenti informatici e telematici, «con una concreta ricaduta positiva sulla nostra professione, che si trova alle prese con attese infinite, ostacoli inimmaginabili per svolgere adempimenti anche banali e disservizi talvolta kafkiani».

È il momento della svolta e non ci si potrà più aggrappare a motivazioni poco credibili per giustificare i tanti problemi della giustizia italiana. «Con le risorse del Pnrr – prosegue il numero del Coa riminese – non dovrebbero più esserci scuse per non garantire la corretta e tempestiva remunerazione di chi presta ai cittadini ed allo Stato servizi di importanza fondamentale, come quelli della difesa d’ufficio e del patrocinio a spese dello Stato. Non vogliamo più dover protestare continuamente, come invece dobbiamo fare oggi, per liquidazioni bloccate per anni e, talvolta, più vicine al concetto di carità che di onorario».

La professione sembra essere ostaggio di tanti adempimenti che allontano i legali dallo studio dei casi, dalla giurisprudenza e dalla conoscenza della dottrina. «L’attività dell’avvocato – dice il presidente dell’Ordine – è stata resa via via sempre più difficile, aumentando nel tempo gli obblighi, gli adempimenti e le responsabilità, senza una corrispondente gratificazione economica. Purtroppo è cambiato il riconoscimento sociale della figura dell’avvocato e per il recupero di questo fondamentale riconoscimento dovranno impegnarsi nei prossimi anni sia i singoli professionisti che le rappresentanze istituzionali».A Rimini alcune cancellazioni dall’albo sono legate alla partecipazione, con esiti positivi, ai concorsi per posizioni qualificate nelle PA e nei Tribunali.

«È chiaro – afferma Brancaleoni – che il posto da dipendente pubblico a tempo indeterminato offre garanzie di orari, stipendio fisso, contributi, ferie e permessi, malattia e gravidanza retribuite, tfr e contributi pensionistici, che all’avvocato non può garantire nessuno se non il successo nella sua attività, sicché è comprensibile che qualcuno opti per la via più sicura quando si manifesta la possibilità. Sicuramente assistiamo ad un’inversione di tendenza. Tra gli anni Novanta del secolo scorso ed il 2016 c’è stata una fortissima ascesa di nuove iscrizioni, forse in misura anche eccessiva rispetto alle reali esigenze del mercato, in particolare negli anni più recenti in cui il ciclo economico è fortemente rallentato. Tra il 2016 ed il 2019 si è verificata una sostanziale parità tra nuove iscrizioni e cancellazioni, mentre da due anni a questa parte il rapporto è negativo, seppur la diminuzione del numero degli avvocati iscritti sia ad oggi solo del tre percento rispetto al picco massimo del 2016».

Il Foro riminese, a detta del presidente del Coa, ha due peculiarità che hanno inciso nel periodo della pandemia: «Da un lato, in negativo, il fatto che l’economia locale sia costituita in gran parte da piccole o piccolissime imprese, in gran parte collegate al settore del turismo si pensi agli hotel, ai bar, ristoranti, locali da ballo, parchi divertimenti e al relativo indotto. Settore che più di ogni altro è stato colpito dal lockdown e dalle misure sanitarie Dall’altro lato, in positivo, il fatto di avere un palazzo di giustizia ampio, moderno e ben strutturato, fatto che ha consentito, grazie ad un continuo confronto tra capi degli Uffici giudiziari e avvocatura istituzionale alla ricerca delle migliori soluzioni attuabili».Brancaleoni rivolge un pensiero ai suoi colleghi che nel 2020 hanno resistito con tutte le forze senza mai abbattersi.

«Occorre lanciare un messaggio di positività – evidenzia -, in particolare per i giovani avvocati, per i praticanti e per chi intende conseguire la laurea in giurisprudenza. Ogni crisi è un’occasione per chi riesce a superarla. La professione di avvocato rimane affascinante ed appassionante. Continua a regalare grandi soddisfazioni in particolare a chi è capace, mettendo ogni giorno un mattoncino di conoscenza ed esperienza sopra l’altro, di crearsi un solido piedistallo di conoscenze specialistiche che gli consentano di distinguersi. La toga, con i suoi tessuti intrisi di fatica ed i suoi cordoni intrecciati di responsabilità, se indossata con orgoglio e consapevolezza rimane la veste più nobile che si possa desiderare».

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