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Serve uno “sforzo” del Mef per tutelare lo stato di malattia dei professionisti

Serve uno “sforzo” del Mef per tutelare lo stato di malattia dei professionisti
Trenta milioni: è la copertura necessaria per l’ok alla legge promossa dal senatore De Bertoldi. Che dice: «Si ricorra al fondo per l’esonero contributivo»
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Procede il percorso per l’approvazione della proposta di legge su “Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio” (AS 1474), promosso dal senatore Andrea de Bertoldi, di Fratelli d’Italia, ma cresce anche l’attesa da parte dei professionisti e del mondo politico.

Infatti, un primo passo in avanti ha avuto luogo poco prima delle ferie estive, con l’emanazione della relazione tecnica del ministero dell’Economia, che aveva rivisto al ribasso la stima del costo del provvedimento, passando da oltre 200 milioni di euro, a poco più di 30, di cui circa 10 compensati dalle maggiori entrate previste nell’anno successivo di entrata in vigore di questa nuova norma. Ora però il problema è trovare la copertura, e il governo non sembra finora esserci riuscito, pur avendo preso impegni in tal senso in sede parlamentare, come conferma lo stesso de Bertoldi: «È indubbio che l’interlocuzione con i più importanti esponenti del ministero dell’Economia e delle Finanze, come il ministro Daniele Franco, la viceministra Laura Castelli e la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, abbia prodotto già dei frutti, come la relazione di stima degli oneri del provvedimento, che è in linea con le aspettative del Parlamento, ma ora è giunto il momento della verità, in quanto spetta al Mef trovare la copertura, e al riguardo ho anche proposto che si potrebbe utilizzare una piccola quota dello stanziamento per l’esonero contributivo per i professionisti, visto che le più recenti stime fanno ritenere che non sarà assorbito l’intero importo di 1 miliardo di euro.In ogni caso il ministro si era reso disponibile a trovare la copertura entro fine estate, e ormai ci siamo».

Anche il mondo dei professionisti è in vigile attesa, come prova il comunicato stampa emanato nei giorni scorsi, il 13 settembre, dal Cndcec, il Consiglio nazionale dei commercialisti, nel quale, con le parole del vicepresidente, Giorgio Lucchetta, si affermava che la proposta di legge 1474 «non può essere abbandonata, l’iter parlamentare deve ripartire».Per quanto riguarda le ipotesi di copertura, Lucchetta si trova sulla stessa lunghezza d’onda del promotore del provvedimento, affermando che «se il problema sono le coperture finanziarie, si valuti attentamente la proposta di dirottare su questo Ddl parte del fondo stanziato per l’esonero contributivo dei professionisti, proposta avanzata nei giorni scorsi dal primo firmatario della norma, il senatore Andrea de Bertoldi», appunto, «che potrebbe essere risolutiva».

In conclusione, per Lucchetta le prospettive di positiva conclusione dell’iter parlamentare per le norme a tutela dei professionistici sono: «Siamo convinti che a questo punto ci siano le condizioni per portare a casa questo risultato così importante per i professionisti italiani. Ora si tratta di una questione prevalentemente di volontà politica”. Ma cosa manca, a parte la copertura, per trasformare il testo in legge? O meglio, quali sono le prossime tappe della procedura di approvazione di questa proposta? «Una volta che sarà indicata la copertura finanziaria – spiega il senatore de Bertoldi – si dovranno predisporre gli emendamenti al provvedimento, per tenere conto di questa indicazione, e si dovrà raccogliere al riguardo il parere della commissione Bilancio del Senato. A quel punto non resta che votare gli emendamenti, e spetterà ai due relatori, la senatrice Grazia D’Angelo del M5S e il senatore Simone Pillon della Lega, confezionare la nuova versione del testo, per passare poi al voto dell’aula del Senato. Si spera che dopo la prima lettura, l’approvazione del provvedimento nella Camera dei Deputati sia rapida, visto l’impegno di tutte le forze politiche ad approvare queste norme, come è emerso in occasione della conferenza stampa su ‘Malattia e infortuni dei professionisti’, tenutasi il 18 maggio scorso a Palazzo Madama».

Andando a leggere i verbali della riunione della commissione Giustizia del Senato del 13 luglio pare però che si sia in attesa anche di una nota scritta del ministro per la Pubblica amministrazione, contenente valutazioni sulla sostenibilità amministrativa del provvedimento. Spetterà ai relatori richiederla, come precisato in quell’occasione dal presidente della commissione, Andrea Ostellari. Va infatti considerato che l’AS 1474 prevede che in caso di malattia del libero professionista, che comporta un’inabilità temporanea all’esercizio dell’attività, nessuna responsabilità possa essere imputata al libero professionista, o al suo cliente, a causa del mancato rispetto dei termini per gli adempimenti nei confronti della Pa. Sul punto però non è d’accordo de Bertoldi: «Non si può sottoporre il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, ad un procedimento amministrativo di autorizzazione, e quindi non si capisce quale indicazione debba fornire il dipartimento della Pubblica funzione su questa disciplina».

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