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Bufera su Montanari e le sue tesi sulle Foibe, lui: «Non mi dimetto, la Costituzione tutela la mia libertà»

Il rettore dell'università per stranieri di Siena aveva criticato l'istituzione della giornata del Ricordo provocando la reazione della destra e non solo
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Si scalda la polemica attorno a Tomasi Montanari, critico d’arte e rettore dell’università per stranieri di Siena, dopo un articolo scritto da lui e pubblicato sul Fatto quotidiano riguardante il massacro delle Foibe.

Nell’articolo Montanari contestava la scelta di istituire un giorno del Ricordo in memoria degli italiani trucidati nel Carso per mano delle truppe comuniste del generale Tito. «La legge del 2004 che istituisce la giornata del Ricordo a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria rappresenta il più clamoroso successo di questa falsificazione storica». Dove per falsificazione storica si intende il mettere sullo stesso piano la Shoah e l’eccidio compiuto dalle truppe di Tito.

«Nessuno nega le Foibe (che videro, secondo l’opinione oggi prevalente tra gli storici, la morte di circa 5.000 persone, fascisti, collaborazionisti ma anche innocenti, per mano dei partigiani di Tito), come nessuno nega l’atrocità dei bombardamenti alleati, o delle due atomiche sganciate sul Giappone: ma questo non significa che americani e nazisti fossero sullo stesso piano», ha ribadito in un altro articolo Montanari, ribadendo che non si dimetterà dalla carica a Siena come chiedevano i detrattori.

Ma il nuovo articolo, invece di calmare le acque, le ha agitate ancor di più. «Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza oggi finalmente riconosciuta da tutti, certo c’è sempre qualche stonatura di qua o di la, minoritaria e nostalgica – commenta Ettore Rosato, presidente Idi Italia viva – non pensavo che un rettore, un uomo con grandi responsabilità nell’educazione e nella formazione, per questioni di opportunismo politico potesse usare toni così anacronistici e divisivi come continua a fare Tomaso Montanari che vuole riportare, al pari di alcuni esponenti della destra più radicale, le lancette dell’orologio del dibattito politico su questi temi indietro nel tempo, a trent’anni fa. Per fortuna si troverà da solo».

Lapidario anche Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d’Italia e primo firmatario della Legge che istituì la giornata del Ricordo. «Mi meraviglio che Montanari abbia ancora la faccia tosta di fare dichiarazioni», ha detto, mentre Aurelio Tommasetti, responsabile università della Lega, sottolinea che Montanari «sulle Foibe commette un duplice errore: anzitutto, svilisce la dolorosa vicenda distorcendone le motivazioni che portarono nel 2004 alla istituzione della Giornata del Ricordo; poi, cede alla retorica classista e miope tipica della sinistra italiana che, satura di propaganda di regime, anche a distanza di anni continua a negare o a minimizzare responsabilità e colpe di chi ha segnato con lutti e dolore l’esistenza di migliaia di italiani».

E così, da destra ma anche dal Movimento Istria-Dalmazia-Fiume e dall’Archivio-Museo storico di Fiume si chiedono le dimissioni di Montanari. che le rispedisce al mittente. «A tutti i fascisti, postfascisti, neofascisti, criptofascisti, filofascisti che oggi, come ogni giorno da una settimana, urlano “dimissioni”, rispondo: no – ha scritto il rettore su twitter – Fatevene una ragione, avete perso: e la Costituzione antifascista protegge le opinioni e l’autonomia delle università».

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