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Il procuratore Cantone: «Il magistrato corrotto è un traditore»

Il procuratore Cantone: «Il magistrato corrotto è un traditore»
Cantone, capo della procura di Perugia, ritiene che la magistratura abbia perso i valori etici ed esprime note critiche anche sulla riforma della giustizia.
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In un’intervista rilasciata a “Nazione Toscana”, il procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, ex presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, torna a parlare dei guai delle toghe italiane, dovendosi occupare nel suo distretto, tra le altre cose, del caso Palamara. «La corruzione in magistratura è un reato gravissimo: il magistrato che si fa corrompere dovrebbe essere giudicato per tradimento, perché il danno per l’istituzione giudiziaria è inestimabile. Noi dobbiamo chiedere con forza che nella categoria ci sia un livello molto alto di etica. Se vuoi fare il magistrato non puoi fare la stessa vita del cittadino comune e nei rapporti personali devi avere attenzione. E poi si, siamo ben pagati e abbiamo tantissimi privilegi che hanno senso se la nostra è una scelta di rigore» aggiunge il capo dei pm di Perugia.

Cantone e il sistema giudiziario

Cantone, quindi, si dice molto preoccupato sul rapporto incrinatosi tra la magistratura e il mondo sociale. «Ci sono segnali di grande sfiducia. lo sono molto preoccupato, a Perugia che è una procura di importanza strategica per la competenza su Roma, mai avrei immaginato un flusso tale di esposti quotidiani nei confronti dei magistrati romani». Poi critica il sistema giudiziario. «funziona malissimo. lo non augurerei al mio peggior nemico di essere parte civile in un processo: significherebbe non avere giustizia. Ma nemmeno a un indagato, se innocente. Il tempo del processo diventa così, esso stesso, una pena».

Le critiche alla riforma Cartabia

Sulla riforma Cartabia, invece, si esprime così. «lo credo che opporsi alle riforme in materia di giustizia sia sbagliato pensando di dire “va tutto bene”. Ma l’attuale previsione non risolve il problema e il paradosso è che potrebbe allungare i tempi delle sentenze di primo grado che sono già fuori controllo. Se la concussione può arrivare a prescriversi in 14 anni significa che per la sentenza di primo grado posso impiegarci il massimo visto che non c’è alcuna previsione sui tempi del primo grado. Solo dopo, scatta la questione dell’improcedibilità in Appello e Cassazione».

«Questo disegno di legge potrebbe far sì che ci si preoccupi meno dei tempi del primo grado: se ci hai messo un giorno o 10 anni diventa uguale». E conclude: «lo credo che questa riforma sia stata pensata molto male». Infine, la parte che riguarda l’udienza preliminare. «Sono assolutamente favorevole, come a tutti i procedimenti speciali e all’introduzione della causa di esclusione per la particolare tenuità del fatto: la giustizia penale non può essere mobilitata per tutto. Dobbiamo avere il coraggio di andare a dibattimento per le questioni che meritano e che siamo sicuri si chiuderanno con una condanna».

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