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Incontro Berlusconi-Salvini, sul tavolo il centrodestra e l’Afghanistan

I due leader a colloquio a Villa Certosa, il leader leghista torna ad attaccare Conte per le frasi sui dialogo con i Talebani
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L’incontro servirà a chiarire le dinamiche nel centrodestra in vista delle Amministrative, ma si parlerà anche di Afghanistan e di politica internazionale. Il palcoscenico è quello riservato ai grandi ospiti, quella villa Certosa che tanti politici, imprenditori e vip ha accolto durante i ritiri estivi in Sardegna di Silvio Berlusconi. Stavolta l’ospite è il leader della Lega, Matteo Salvini, che però deve fare i conti con i suoi sindaci in prima linea nella richiesta di accoglienza dei profughi afghani.

«Davanti a un’emergenza umanitaria tutti devono fare la propria parte e anche noi, a Cinisello Balsamo, faremo la nostra – ha detto Giacomo Ghilardi, sindaco leghista del Comune del Milanese – Io non mi tiro indietro assolutamente, perché le immagini che stiamo vedendo tutti i giorni, come quella dei bambini lanciati dall’altra parte dalle mamme, sono strazianti».

Dell’incontro ha parlato anche il deputato forzista Elio Vito, chiedendo che i due leader discutano delle dimissioni di Claudio Durigon, sottosegretario leghista all’Economia al centro di una polemica per l’intitolazione di un parco di Latina la fratello di Mussolini. «Sarebbe opportuno che oltre del futuro del centrodestra parlassero anche del presente – ha detto Vito – Ci sono tanti giovani, militanti, dirigenti del centrodestra che partecipano ogni anno il 23 maggio ad iniziative per promuovere la legalità e per ricordare il sacrificio di Falcone e di Borsellino. Credo che i nostri leader converranno che non possono essere rappresentati al Governo da chi vuole sostituire il nome di questi eroi con quello del fratello di Mussolini».

Sull’Afghanistan è invece tornato lo stesso Salvini, attaccando il, presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aveva aperto al dialogo con i Talebani, e Roberto Calderoli, secondo cui dietro l’operazione c’è la Cina. «La chiave della svolta afghana è tutta lì – ha detto il senatore leghista – nella “via della seta” che collegherà il Mediterraneo che ormai è nelle mani di Erdogan (che infatti nell’ultimo anno ha combattuto in Libia e in Siria) alla Cina, coinvolgendo i soliti alleati dell’Iran (altro fulgido esempio di democrazia e rispetto dei diritti umani il regime di Teheran, che tra l’altro auspica la distruzione di Israele) con un duplice scopo per Pechino: tagliare fuori il nemico storico dell’India e il nuovo nemico degli USA, indebolendo la piccola e insignificante Europa».

Sul tavolo di Villa Certosa insomma ci sarà di che discutere.

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