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Gli chef stellati contro Lamorgese: “Sul green pass sembra confusa”

La polemica dell'estate ora infiamma i ristoratori dopo il contrordine del Viminale sull'obbligo per i clienti di mostrare un documento di identità
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Che sia l’argomento dell’estate, la polemica d’agosto, il tema del mese – e chi più ne ha più ne metta – non c’è dubbio. Parliamo del green pass, naturalmente. E della battaglia senza esclusione di colpi tra chi vuole regole stringenti e sanzioni e chi, invece, ha impugnato la bandiera del “no-green pass” quasi si trattasse di resistere all’avvento del nuovo fascismo.

L’ultimo fronte si è aperto sul ruolo dei ristoratori i quali, sembra, non dovranno più chiedere i documenti ai clienti che mostrano il green pass. Una decisione che aveva mandato in tilt gli stellati di mezza Italia. Gianfranco Vissani guida la carica: «Lamorgese adesso ha deciso che non dobbiamo chiedere i documenti, si sveglia a metà agosto, quando già da tempo avevano detto che era anticostituzionale farlo». E poi: «Ognuno parla e ha il diritto di farlo, ma un giorno dicono una cosa e quello dopo un’altra. Perfino la comunità scientifica non sa cosa dire, non ci si capisce più nulla». Lo chef di Casa Vissani a Baschi resta dunque scettico riguardo l’utilizzo della carta verde: «Non può esistere un obbligo – sostiene – c’è una fetta di italiani che il vaccino non vuole farlo e non perché sia no-vax, ma semplicemente perché ha paura di iniettare nel corpo una sostanza che non sa che effetti produrrà nel tempo». «È un ricatto – rincara Vissani – Nelle scuole hanno messo al muro il personale, devono fare il vaccino altrimenti non prendono lo stipendio. La stessa cosa sta accadendo nella ristorazione: non entri nei locali se non hai il green pass, mentre negli alberghi e sui mezzi pubblici c’è ancora un minimo di elasticità».

E Matteo Salvini, il quale ha un conto aperto con la ministra Lamorgese, rincara la dose: «Il ministro dell’Interno dovrebbe garantire la sicurezza in tutto il paese, dentro e fuori dai ristoranti, mi sembra che abbia le idee molto confuse e rischia di far danno. Facesse meglio il suo lavoro sarebbe meglio per tutti». Una nota distensiva arriva d’Oltretevere: non sarà richiesto il green pass ai fedeli che vorranno avere accesso all’udienza generale di Papa Francesco. Bergoglio nei giorni scorsi ha ottenuto il suo personale lasciapassare verde, essendosi vaccinato a febbraio, ma il documento non sarà richiesto a chi si presenterà all’ingresso di Piazza San Pietro stamattina. Insomma , le polemiche non scemano e questo agosto è ancora lungo.

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